L’evento Momento Sposi si trasferisce a Sannicandro di Bari al Castello Svevo- 27-29 gennaio, 2012

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XIII^ edizione Momento Sposi Molfetta

XIII^ edizione Momento Sposi MolfettaMOLFETTA – XIII edizione Momento Sposi Molfetta

MOLFETTA 20/01/2012

Al via la 13esima edizione di Momento Sposi a Molfetta da oggi 20 al 22 gennaio 2012 presso il Palaeventi Giosuè Poli

Molfetta Momento Sposi l’evento cool per le nozze d’elite.

All’insegna del glamour anche questa edizione dell’evento fieristico, dedicato al matrimonio, più atteso dell’anno. Madrina della manifestazione sarà la top model Sara Longoria, per la prima volta in Italia, scelta da una delle più affermate griffe italiane come testimonial per la prossima stagione. Sara, originaria di Rio Grande in Texas, sfila sia per collezioni uomo sia per collezioni donna.

L’ingresso è gratuito. In vetrina ci saranno i consueti stand che presentano le ultimissime novità nel campo della moda sposi, dell’arredamento e dei servizi per i matrimoni e tutto ciò che è importante per rendere unico il giorno delle nozze. Special guest saranno i comici di Zelig. Numerosissime sono le novità per questa edizione della manifestazione che investe sull’amore in tutte le sue declinazioni. E c’è di più. Perchè tutti i visitatori avranno modo di vincere una crociera.

A Molfetta, per la cerimonia inaugurale, che sarà presenziata dal sindaco, Antonio Azzollini, e dall’assessore al turismo, Leo Petruzzella, è previsto il pubblico delle grandi occasioni.

Venerdì 20, alle ore 17, in contemporanea all’apertura degli stand, sarà inaugurata anche la mostra di fotografie, curata da Carmela De Dato, “L’amore non passa mai di moda”. Sabato 21 gennaio, ore 18:30, sarà invece presentato il libro “La fidanzata di Joe”, struggente romanzo scritto da Lucia Sallustio.

Domenica 22 gennaio sono di scena le sfilate degli abiti da sposa. Nel corso della manifestazione sarà presentata ancora una novità dal nome: MatriOscar [wedding awards 2012], kermesse che a novembre prossima assegnerà riconoscimenti a quanti rappresentano l’eccellenza nei matrimoni.

Momento Sposi, organizzata dall’agenzia Studio Eleven di Gianni Giuliani (organizzatore unico dell’evento), si avvale del patrocinio del Comune di Molfetta.

Orari: Venerdì 20 e sabato 21 gennaio: dalle 17 alle 22; Domenica 22 gennaio: dalle 10 alle 13; dalle 17 alle 22. 

http://www.ilovemolfetta.it/content/news_zoom.asp?lan=ita&id_news=2872

Un racconto nato in crociera

CLUB BACCO

La vide, oltre il vetro dell’ascensore, una nuvola rossa adagiata sullo sgabellone, al bar. Si confondeva con le statue che aleggiando sospese scandivano i dodici piani della nave, illusione teatrale e volo d’angeli. Lei, attrice in un fastoso abito rosso di raso e angelo caduto. Il demone che, dopo cinque anni d’inferno, pensava di avere scacciato. Sedeva tra due uomini e sorrideva rovesciando il capo all’indietro, i capelli scuri le scivolavano come onde sulle spalle nude e abbronzate. Falsa.

   “Sorry” si scusò un uomo che l’aveva strattonato. Doveva averlo preso per un idiota, con la faccia incollata al vetro e la bottiglia di spumante stretta per il collo, di nuovo dannato davanti a lei.

Annuì. Il mondo sbiadiva intorno, la mente s’ingrippava nei ricordi. E lei che roteava il calice tra indice e pollice, ascoltava, sorrideva e sorseggiava.

Troisième étage?” Fissò inebetito la donna giovane e minuta che glielo chiedeva. L’ascensore continuava ad andare su e giù, la gente entrava e usciva. Una folla di voci smaterializzate, suoni di lingue diverse. Flirtavano, scherzavano, vivevano gli altri. Dentro di lui, invece, avanzava il gelo di una tundra.

Non era cambiata, solo più sofisticata. Stesso viso, stesso taglio di capelli, stessa risata. Quando la faceva ridere si sentiva un uomo fortunato, un tempo.

“Strano” gli diceva “ sei una chiara smentita dell’assioma bello e maledetto.

“Sbagli, io sono bello e tu maledetta” e lei rideva.

“Ma dai, metti un po’ più di effervescenza nelle cose. Ti voglio spumeggiante.”

“Come uno champagne?” scherzava lui. Maledettamente ambiziosa, ma l’aveva assecondata per amore. Prima all’università, anche se le bastava una scollatura più profonda per un trenta, lode alla sua avvenenza. Poi l’aveva presentata ad un amico durante una cena in un elegante ristorante al mare: Trentino Chardonnay e spaghetti al nero di seppia. Era un imprenditore locale e gli aveva chiesto un posto di lavoro per lei, laureata non referenziata. Aveva pregato pure quel borioso di Mario, per lui si erano sbracciati, in campagna elettorale. Lei avanzava velocemente e lui sempre lì, all’Ufficio Acquisti di un centro commerciale di provincia che smerciava troppo lentamente per la sua progressione di carriera.

“Fa niente, amore, purché tu sia sempre al mio fianco” le diceva.

Invece, lei covava. Lei sempre più insoddisfatta, a rinfacciargli la sua insignificanza, lui sempre più depresso. L’aveva piantato in Grecia, in vacanza.

“Sei un fallito” gli aveva urlato sotto il pergolato dell’osteria. Moussaka e retsina restarono sul tavolo. Non cercarmi più, le nostre vite vanno alla deriva ormai, gli aveva scritto su un biglietto lasciato in albergo.

E ora eccola, ancora in Grecia, su una nave da crociera con quell’uomo pingue e pelato che la stava baciando.

“Marilena” urlò.  Non sapeva come si trovasse lì, davanti a lei, ipnotizzato dalla luce dei diamanti del suo girocollo. Ora capiva la sua vera natura. Uno dei due uomini appoggiò il calice e gli si avvicinò per allontanarlo dalla sala. Marilena non lo fermò. Guardava e taceva. L’uomo che l’aveva baciata la aiutò ad alzarsi. E mentre lo trascinavano fuori, sotto lo sguardo curioso dei presenti, sentì il fruscio del suo vestito accarezzare il parquet come le sue mani avevano accarezzato il suo corpo, il suo profumo sfiorargli le narici, i suoi occhi mesti infilarsi nell’anima. Voleva rubargliela ancora.

Maledetta. Stringeva, stringeva senza pietà fra le dita quel collo rigido, ora, sopraffatto da una felicità immensa. Se ne stava liberando per sempre. Il rosso sfumò oltre la sala. Allentò la stretta, tutto sudato. La bottiglia gli cadde di mano schizzando vetri e schiuma tutt’intorno. Angela. Il tonfo lo riportò in sé: sua moglie lo aspettava in cabina. Era sceso a comprare lo spumante al Club Bacco per il loro primo anniversario. Poco male! Avrebbe comprato un’altra bottiglia per festeggiare anche la sua prima ora di libertà dal demone rosso.

 

Racconto inedito di Lucia Sallustio


 

7° Concorso Nazionale di Poesia e Narrativa “VOCI 2012”

Nella sezione “News & concorsi” troverete il bando e la scheda d’iscrizione del concorso “Voci” edizione 2012 che fa capo al Circolo I.P.L.A.C di Mestre (VE) con diramazioni culturali in tutta Italia.

Ve lo consiglio, regala splendide emozioni in uno scenario indimenticabile per calore umano e respiro culturale.  E dopo la manifestazione, Vi raccomando di farvi un giro a Venezia!

Good luck!

Versi concepiti nel 2011 e che vedono la luce con il nuovo anno

Grammatica di un pensiero

Penso

di me,

di te

di un pensiero

sgrammaticato,

di questo nostro amore

sfracellato

su un binario interrotto

in un giorno di sole.

Sulla bocca il salso

Delle lacrime

E il fiele

Della rabbia che ingrossa

E disfa e liquefa

La sintassi ben costruita

Di un tempo logico.

Nelle orecchie echi

Dei tuoi discorsi

Scanzonati

Negli occhi il tuo sorriso

Che non ha tempo

E che mi guida

In un presente

che ti rigenera

nel volto di un bambino.

01/01/2012

Sognando un Bianco Natale…

con riflessi argentei, brillantini e gnometti impellicciati, sfere natalizie ed echi di un viaggio a Ginevra.

Per luciasallustio Inviato su Natale

Oggi racconto… un’altra storia di emigrazione.

GEMME ROSSO GRANATO

 Ormai le aveva provate tutte per fare passare la tristezza a Gina. Si erano trasferiti in Belgio da quasi sei mesi e da allora lei era diventata triste e silenziosa. Prima di emigrare, Lorenzo lavorava nei campi, ma la terra era ingrata. Poi il matrimonio era stato benedetto dal Signore, prima con Michele e poi con Sabina. Allora aveva deciso: avrebbe raggiunto suo cugino Pietro che aveva un ristorante sul porto di Anversa. Quando tornavano al paese, lui e sua moglie Angelina, si pavoneggiavano come dei veri signori e a lui veniva voglia di partire subito, tanto più che erano annate difficili per la campagna e i soldi sempre pochi. “Gina, fatti forte che ti devo dire una cosa” le disse una sera. Aveva già  il biglietto di sola andata per Anversa. Lei gli rivolse gli occhi grandi e scuri, resi più mesti dalla trepidazione. Non si oppose alla decisione ma pianse tutta la notte soffocando i singhiozzi sotto il cuscino. Quella sera avevano brindato con il buon vino di nonno Leo. “A te, amore mio, perché non ti dimentichi di noi nelle notti di solitudine” gli disse Gina innamorata. Le prime lettere giunsero colme di entusiasmo. Gina fantasticava su quella terra beata dove la gente comprava in negozi grandi come interi quartieri, i bambini andavano a scuola e prendevano il diploma e tutti avevano una bella casa con giardino. Per mesi, però, non vide un soldo. Continuò ad arrangiarsi come prima e a vestire i bambini con i vestiti smessi dai figli di una cugina. Poi Lorenzo tornò, dieci mesi dopo. Era smagrito e con gli occhi infossati. Le raccontò della solitudine, della difficoltà a capire le due lingue del paese, del doppio lavoro, in fabbrica e nel ristorante del cugino. E del freddo dentro, senza di lei e del buon vino del nonno. Brindarono per il ritorno e serbarono l’altra metà della bottiglia per la partenza. L’anno dopo si trasferirono tutti e quattro ad Anversa, carichi di speranze e con la benedizione di nonno Leo che, per l’occasione, regalò loro tre bottiglie di vino. “Vi servirà a riscaldare il freddo della nostalgia” disse con la testa china. Giunse il primo Natale lontani da casa. Dopo la soupe fumante e l’arrosto accompagnarono i dolci di mandorla con l’ultima bottiglia di vino. Quella sera Gina tornò a sorridere. Il vino era di un rosso granato così intenso che ogni goccia sembrava risplendere come una gemma. Passava e scaldava il cuore, cosicché anche il grigiore freddo e penetrante dell’inverno sembrava addolcirsi con quel flusso pieno e corroborante. Lorenzo finalmente capì come restituire il sorriso a Gina. Avrebbe piantato un vitigno del nonno nell’angolo più assolato del giardino. Ma il vitigno non attecchì e Gina, che lo aveva sorvegliato premurosa, pianse come per un figlio perduto. Lorenzo, però, aveva la testa dura degli uomini abituati a zappare la terra, avara nelle ricompense. Ne piantò un secondo e poi un terzo. Morì il secondo e incominciò a seccare il terzo. Quell’anno fu particolarmente mite e il vitigno, pallido e secco, mise fuori foglie e pampine e finalmente due o tre racemi striminziti e verdognoli. Ogni mattina Gina usciva fuori in quel fazzoletto di terra caro quasi quanto il suo paese e accarezzava la vite. Sapeva  pazientare. Al secondo anno la vite si caricò di grappoli piccini che dorarono al pallido sole del Nord. Quell’anno fecero il vino. Due bottiglie. Una per Natale e l’altra per la nascita di una bella bambina. La chiamarono Frieda che in fiammingo significa Pace, perché quel vino, moderatamente dolce e dai riflessi violacei che sprigionava il calore della gente del Sud, aveva donato a Gina la serenità di una volta. P.s. Io sono Lorenzo, direttore vendite dell’azienda vinicola del nonno. Vendiamo il nostro vino da tre generazioni in tutto il Belgio ed esportiamo in Francia e nei Paesi Bassi. Zia Frieda è la designer ed è lei che ha creato l’etichetta con il leone rampante. La nostra ragione sociale? Presto a dirsi: Grand-père Léon.  Contattateci su: www.grandpereleon.be. LUCIA SALLUSTIO

Buon Natale con le più belle canzoni di tutti i tempi

www.youtube.com

AND SO THIS IS CHRISTMAS .. THE OLD AND THE YOUNG. Sempre da brividi questa canzone!!

 

 

 

Per riscaldare il cuore

Oggi non esco

 

Ritorno lenta-mente

nel solco cavo, sola

tracciando cerchi

nella posa del caffé

che sa cosa io non so.

Lumaca indietreggio

nella casetta guscio

che riscalda silente

un freddo crescente.

Oggi non esco.