A POLI INVERTITI
A POLI INVERTITI
Scaricherei la mia rabbia densa
Con pugni serrati e ciechi
Su un sacco di farina. Bianca,
la lorderei di parole di fiele
E del fango che copre le suole
Impresse di terra bagnata
Da lacrime implose, dentro.
Strapperei pagine pregne
Di sapore di feste perdute
Spese ad arrovellarmi dietro
Saperi oscuri, ovvietà
Che sanno di inesplorato
Esplorazioni mai realizzate
Metafore morte disperate
Tra intralci burocratici
E invidie volte a non far fare.
Trepidazione come bomba
Ticchetta ad orologio arrugginito
E segna ore lente e intervallate.
“Fermo” grida lamentevole
Il cuore al tempo inesorabile,
“cerco l’illusione, non bruciarla”.
Lacerato tra poli invertiti ad ore
Si consuma la rabbia e monta
rassegnazione pronta allo stupore.
di Lucia Sallustio
E SI DIVENTA FRAGILI
E SI DIVENTA FRAGILI
Fragili. Così si diventa
nel fluire del tempo
nel rotolare dei giorni
nella scalata frenetica.
Inverni seguono estati
Tramonti chiudono albe
Note di silenzio cadono
Dopo caos e frastuono
E si rimescola tutto,
Ora dopo ora,
senza volerlo o saperlo.
Così, passo a passo,
corsa dopo corsa,
sosta che non ristora,
incanto che non sazia,
si assottiglia la vita
si annebbia la certezza
sfumano i contorni
s’infiacchisce la speranza
e si diventa fragili.
di Lucia Sallustio
Tradurre poesia, che passione!
I will tell you
I will tell you of my silence
of my dimming horizons
of my sinking down black holes
Swallowed without resistance
Pleased to be brought
Indifferent to be abused
And of the time I fell surrendered
And nothing mattered in the world
Reduced as I was to a dissonant voice
Phlegmy cough of a Wayfarer
Joyous trill of a tricycle
embarrassed recall of a mother
Inaudible whispers of lovers.
I’ll tell you about my aphasia,
Longed for as a man to caress
of disconsolate apathy
of the ones watching me
of never attained coveted ataraxia.
I’ll tell you, then, that I’ve started,
but only a little and not long ago,
stuttering words again
hearing, with forgetful amazement,
warbling new lullabies
garbled speech babbling
of politics, money and love
which warn, make morbid, soothe
scars that do not want to disappear.
traduzione di Lucia Sallustio (testo originale “Ti parlerò di Lucia Sallustio)
Ti parlerò
Ti parlerò dei miei silenzi
Dell’oscurarsi dei miei orizzonti
Dell’affondare in buchi neri
Inghiottita senza resistenza
Compiaciuta d’essere portata
Indifferente ad essere maltrattata
E di quando cadevo arresa
E nulla m’importava del mondo
Ridotto a voce dissonante
Tosse catarrosa di un viandante
Trillo festoso di un triciclo
Richiamo imbarazzato d’una mamma
Sussurri impercettibili di amanti.
Ti parlerò dell’afasia desiderata
Come un uomo da accarezzare
Dell’apatia sconsolata
Per chi mi stava a guardare
Dell’atarassia agognata e mai raggiunta.
E ti dirò, poi, che ho cominciato,
ma solo un poco e da poche ore,
a balbettare di nuovo parole
a sentire con dimentico stupore
gorgheggiare ninna-nanne nuove
blaterare discorsi ingarbugliati
di politica, di soldi e d’ amore
ammonire, ammorbare, addolcire
cicatrici che non vogliono sparire.
Di Lucia Sallustio
5 consigli per dire addio alle giornate storte
“Cantata di marzo” alla libreria Il Ghigno di Molfetta
![]() IL GHIGNO L’isola delle storie Via salepico 47 http://ilghignolibreria.wordpress.com/ Dal 1981 Libreria d’autorePRESENTA “CANTATA DI MARZO” Con Maria Addamiano, Mimmo Amato, Armentano Luigi, Mariella Binetti, Jole de Pinto, Marco Ignazio de Santis, Michele de Virgilio, Giuseppina Di Leo, Zaccaria Gallo, Maria Nappi, Gianni Palumbo, Loredana Pietrafesa, Gianna Sallustio, Lucia Sallustio ,Ada De Judicibus Lisena MARTEDI’ 27 MARZO “Sono nata il ventuno a primavera Così Proserpina lieve (Alda Merini)
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Tonino Guerra: “perché la gente vuole vivere altre vite”
Bellissima affermazione questa del grande poeta e sceneggiatore Tonino Guerra scomparso da qualche giorno.
Ascoltate questo video e troverete consigli semplici e utili, di una saggezza che solo la vita e l’esperienza riesce ad elaborare in maniera così spicciola da sembrare scontata. Eppure ascoltare le sue parole è un forte incoraggiamento a scrivere, a riscoprire vite e mondi tra le pagine di un libro, a riscrivere “la televisione” con sceneggiature più adeguate a suscitare emozioni vere e costruttive e non macabre e dannose.
21 marzo: giornata della Poesia
PIU’
Più di un legame covalente
Dell’aurora del giorno irrompente
Dell’uragano che trascina ogni cosa
Della tempesta che crea distonie
Più del rifrangersi abbagliante
Dei raggi vaporosi nell’acqua
Del canto di sirena che sottrae
all’ardimentoso ardore l’azione.
Molto di più dell’odio che ribolle
Ad un mio o tuo negarti
Quando il pensiero affanna
E la voglia d’amare si fiacca.
Ancora, ancora di più del dubbio,
della delusione, dell’offesa
quando il cuore ammalato sragiona
e la mente annebbiata non vede.
Questo amore complicato e desiderato
è più, molto di più, ancora di più.
di Lucia Sallustio
Il fascino della parola: LA FIDANZATA DI JOE
Nonne, donne e pensieri
…Quando le parlava con quel tono non lo sopportava. Le ricordava il nonno, un pecoraio di poche parole non avvezzo alla gentilezza ma sensibile alla bellezza della natura nella quale aveva speso in solitudine la maggior parte della sua vita. Arlind, invece, era solo bello ma aveva maniere spicce e gratuite. S’illudeva che lo avrebbe cambiato, poco a poco. Certo, Arlind sarebbe cambiato con lei, aveva pensato. Ci voleva solo molta pazienza e furbizia di donna. Lo avrebbe cambiato con la dolcezza della sottomissione. Fagli un bel sorriso e mandalo al diavolo nella tua testa. Così ti sentirai libera dal peso delle parole e lui se ne andrà convinto di essere il più forte, aveva sentito dire un giorno da sua nonna alla vicina che il marito picchiava ogni volta che lei osava ribattergli. Quando la nonna parlava, era come se sentenziasse e anche quella volta le sue parole si erano rivelate suggerimenti forti della saggezza secolare. Da allora le voci concitate di Mimoza e Bajuk non si erano più sentite nel vicolo, tanto meno le urla e quel lamento sommesso come una maledizione che seguiva le ire e le mazzate, per tutta la notte. Meglio le parole non dette. Basta pensarle per liberarsi dei pensieri cattivi, la mente li riassorbirà e quel veleno non riuscirà a penetrare gli animi e a uccidere- aveva continuato nonna Aminah. Avrebbe fatto così anche lei, ribellarsi non serviva…
da “La modella albanese” (titolo provvisorio) di Lucia Sallustio

