A POLI INVERTITI

A POLI INVERTITI

Scaricherei la mia  rabbia densa

Con pugni serrati e ciechi

Su un sacco di farina. Bianca,

la lorderei di parole di fiele

E del fango che copre le suole

Impresse di terra bagnata

Da lacrime implose, dentro.

Strapperei pagine pregne

Di sapore di feste perdute

Spese ad arrovellarmi dietro

Saperi oscuri, ovvietà

Che sanno di inesplorato

Esplorazioni mai realizzate

Metafore morte disperate

Tra intralci burocratici

E invidie volte a non far fare.

Trepidazione come bomba

Ticchetta ad orologio arrugginito

E segna ore lente e intervallate.

“Fermo” grida lamentevole

Il cuore al tempo inesorabile,

“cerco l’illusione, non bruciarla”.

Lacerato tra poli invertiti ad ore

Si consuma la rabbia e monta

rassegnazione pronta allo stupore.

di Lucia Sallustio

 

Tradurre poesia, che passione!

I will tell you

I will tell you of my silence
of my dimming horizons
of my sinking down black holes
Swallowed without resistance
Pleased to be brought
Indifferent to be abused
And of the time I fell surrendered
And nothing mattered in the world
Reduced as I was  to a dissonant voice
Phlegmy cough of a Wayfarer
Joyous trill of a tricycle
embarrassed recall of a mother
Inaudible whispers of lovers.

I’ll  tell you about my aphasia,

Longed for as a man to caress
of disconsolate apathy
of the ones watching me
of never attained coveted ataraxia.

I’ll tell you, then, that I’ve started,
but only a little and not long ago,
stuttering words again
hearing, with forgetful amazement,
warbling new lullabies
garbled speech babbling
of politics, money and love
which warn, make morbid, soothe
scars that do not want to disappear.

traduzione di Lucia Sallustio (testo originale “Ti parlerò di Lucia Sallustio)

Ti parlerò

 

Ti parlerò dei miei silenzi

Dell’oscurarsi dei miei orizzonti

Dell’affondare in buchi neri

Inghiottita senza resistenza

Compiaciuta d’essere portata

Indifferente ad essere maltrattata

E di quando cadevo arresa

E nulla m’importava del mondo

Ridotto a voce dissonante

Tosse catarrosa di un viandante

Trillo festoso di un triciclo

Richiamo imbarazzato d’una mamma

Sussurri impercettibili di amanti.

 

Ti parlerò dell’afasia desiderata

Come un uomo da accarezzare

Dell’apatia sconsolata

Per chi mi stava a guardare

Dell’atarassia agognata e mai raggiunta.

 

E ti dirò, poi, che ho cominciato,

ma solo un poco e da poche ore,

a balbettare di nuovo parole

a sentire con dimentico stupore

gorgheggiare ninna-nanne nuove

blaterare discorsi ingarbugliati

di politica, di soldi e d’ amore

ammonire, ammorbare, addolcire

cicatrici che non vogliono sparire.

 

 

Di Lucia Sallustio

 

“Cantata di marzo” alla libreria Il Ghigno di Molfetta

Cantata di marzo
IL GHIGNO
L’isola delle storie
Via salepico 47
http://ilghignolibreria.wordpress.com/
Dal 1981
Libreria d’autorePRESENTA
“CANTATA DI MARZO” 
Con Maria Addamiano, Mimmo Amato, Armentano Luigi, Mariella Binetti, Jole de Pinto, Marco Ignazio de Santis, Michele de Virgilio, Giuseppina Di Leo, Zaccaria Gallo, Maria Nappi, Gianni Palumbo, Loredana Pietrafesa, Gianna Sallustio, Lucia Sallustio ,Ada De Judicibus Lisena

MARTEDI’ 27 MARZO
ORE 19,00

“Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera”

(Alda Merini)
Per luciasallustio Inviato su poesia

Tonino Guerra: “perché la gente vuole vivere altre vite”

Bellissima affermazione questa del grande poeta e sceneggiatore Tonino Guerra scomparso da qualche giorno.

Ascoltate questo video e troverete consigli semplici e utili, di una saggezza che solo la vita e l’esperienza riesce ad elaborare in maniera così spicciola da sembrare scontata. Eppure ascoltare le sue parole è un forte incoraggiamento a scrivere, a riscoprire vite e mondi tra le pagine di un libro, a riscrivere “la televisione” con sceneggiature più adeguate a suscitare emozioni vere e costruttive e non macabre e dannose.

http://www.youtube.com/watch?v=FIzY1cv0my4&feature=share

21 marzo: giornata della Poesia

PIU’

 

Più di un legame covalente

Dell’aurora del giorno irrompente

Dell’uragano che trascina ogni cosa

Della tempesta che crea distonie

 

Più del rifrangersi abbagliante

Dei raggi vaporosi nell’acqua

Del canto di sirena che sottrae

all’ardimentoso ardore l’azione.

 

Molto di più dell’odio che ribolle

Ad un mio o tuo negarti

Quando il pensiero affanna

E la voglia d’amare si fiacca.

 

Ancora, ancora di più del dubbio,

della delusione, dell’offesa

quando il cuore ammalato sragiona

e la mente annebbiata non vede.

 

Questo amore complicato e desiderato

è più, molto di più, ancora di più.

di Lucia Sallustio

Per San Valentino

A-MARE

Accarezza la mia fronte, il vento
stira capelli arsi, pensieri sparsi
incrosta cristalli di sale
asciuga parole ammutolite.
Sciacqua le onde, il mare
shakera alghe indifferenti.
Sutura l’orizzonte, un mastro
calamita sguardi assenti, un aereo.
Vorticano intorno voci di mondo,
bagnanti di smemorati villaggi
ripetono moderne danze tribali
echi del globale mondo antico
smorfie alienate dal passato.
E tu, amore, vicino a me, sei
vento che asciuga i miei giorni
alito che soffia sul mio ardire
desiderio che accende i miei sensi
nutrimento che sazia la mia fame.
Tra gente che banchetta, noi due
a mare, soli e sazi d’amare.

di Lucia Sallustio

E  Voi come rispondete con vostri versi o brani in prosa?

Potete inserire i vostri versi tra i commenti. Li leggeremo insieme.

Questi i bellissimi versi del poeta Andrea Masotti:

Carme

Rasserenati,
lontano è il giorno
quando le nostre ombre
si allungheranno
al sole di novembre,
voglio sentire ancora
l’umidore dei baci
che come la brina
salutano il mattino.

Molte impronte lasciate
nel viottolo, nel fango
insieme, sulla neve,
lasciano ricrescere
in breve tempo l’erba
non riavvolgere il velo
non si disperda
anche l’ultima notte.

Arriva San Valentino

PALLONCINI

Sono tutta in subbuglio. Giuliana mi ha appena riferito di loro due. Non li ha visti con i suoi occhi, ma si fida della persona che gliene ha parlato.

“Dai, dimmi che non è vero. Che è solo un incubo. Lo uccido, giuro che lo faccio. Detesto i bugiardi traditori e le gattemorte come Claudia.”

La mia amica cerca di calmarmi, ma il meccanismo è ormai in moto e recito tutto il copione dell’amata tradita, ingannata dai miei stessi sogni di amore eterno che m’hanno nutrita da quando ero in fasce. Sogni d’amore che ricerco nelle letterature, quelle straniere che studio e adoro, quella italiana di cui m’imbevo come se fosse la mia Bibbia, quella latina così profondamente lirica. Sono Saffo, Emma Bovary, Elizabeth Bennet che odia il suo Darcy, bello ma ottusamente orgoglioso, fino a che odio e amore coincidono. Più che altro oggi sono Tess, Clarissa, sedotta e abbandonata.

“Gliela farò pagare. Gli restituirò questo anello che mi ha regalato solo due giorni fa per il mio diciottesimo. Ipocrita.”

“Forse voleva farsi perdonare qualcosa.”

“Qualunque cosa sia, non m’importa più niente di lui.”

 

Ieri sera ero una Furia con Roby. Non mi tenevo nemmeno in piedi. Gli battevo i pugni chiusi sul petto. Non mi dispiaceva di fargli male, io che sono sempre colma di premure per lui, come un’eroina dei miei romanzi. Forse c’entra un po’ anche mia madre in questo. Il mio secondo nome è Eloisa e mi s’incolla addosso alla perfezione. Ma non voglio guarire di romanticismo in questo mondo squallido dove anche i sentimenti più teneri e veri fanno paura e ingenerano invidia.

“Hai finito?” mi ha chiesto lui .Teneva i suoi occhi sinceri fissi nei miei e le mani dalle belle dita affilate da pianista a coppa sul mio viso arrossato. Erano fresche e stavano spegnendo il mio fuoco. Sono scoppiata a piangere e mi è piaciuto farmi coccolare da quelle braccia forti che mi inglobavano in lui. Nonostante le tragiche premesse è stata la serata più romantica della mia vita. Non c’era mai stata nessuna Claudia, nessun tradimento. Menzogne, frutto dell’invidia di chi avrebbe voluto Roby tutto per sé. Il mio Roby.

Oggi siamo qua, io e la mia amica Giuliana, che attraversiamo le strade del centro città. Chissà come siamo buffe, la gente ci guarda e sorride. Ciascuna di noi porta in mano  un palloncino ad elio a forma di cuore. “Perdonami” c’è scritto su quello di Giuliana. “Ti amo” dice il mio. Li faremo volare sotto la finestra di Roby. Una maniera per ripartire da zero, senza ombre, vagabondi tra le nuvole.

 

di Lucia Sallustio