10 novembre, 2009


Una vera ossessione la parola crisi di questi tempi. Siamo tutti in crisi, si tratta di crisi finanziaria questa volta, crisi di mercato ma  anche crisi di modelli e comportamenti sociali, di valori e di identità.

Le prime notizie che dalla crisi si sta uscendo ci rasserenano e inizia a passare la seconda accezione del termine, per chi vuole vederla, quella di opportunità. Sbalorditivo come due significati opposti possano coincidere! Nella radice greca della parola crisi che tiene a krino, separo e in senso figurato decido (lat. Cernere) è implicito il momento di operare delle scelte, di prendere delle decisioni risolutive. Diversamente la crisi sarebbe auto-distruttiva e indurrebbe a reazioni patologiche. La svolta dopo la presa di coscienza è momento individuale, dipende molto dalle scelte del singolo.

Ecco come pensa di risolverla il protagonista del mio racconto Ex. A ciascuno il suo, di destino, nella speranza che questo ex-impiegato fighetto cinico e spregiudicato non rappresenti un modello per uscire dalla crisi.

EX

di Lucia Sallustio

La commessa lo guardava snervata. L’uomo rovistava nel borsello come un pazzo, le gote in fiamme e il nervo della carotide che pulsava. La fila si ingrossava dietro di lui, c’era chi borbottava che si mettesse da parte, non c’era tempo da perdere, che ormai se ne vedevano di tutti i colori, che di fannulloni pieni di debiti ce n’erano tanti. Niente, a racimolarli tutti aveva messo insieme solo quattro euro. Il conto era: trenta euro e venti centesimi. Ad averli! Lo sapeva, un giorno o l’altro anche la carta di credito gli avrebbe dato forfait. Quel giorno era arrivato, impietoso, uno schiaffo pubblico che lo faceva vergognare come un ladro. Anzi, avrebbe voluto essere un ladro incallito, di quelli che avevano perso il pudore da tempo. Chissà se la parola “pudore” faceva parte del loro vocabolario, se l’avessero mai incontrata.

“Piacere, Pudore”

“Come dice di chiamarsi? Straniero?”

C’era di fatto che ora era senza un soldo, da un’ora circa, e senza un lavoro, da sei mesi. Stato civile: single, ex-marito da due anni. Occupazione: ex impiegato di banca, ex gestore di un pub nel centro storico. Altre caratteristiche: ex giovane, ex intestatario di carte di credito, ex proprietario di uno spaziosissimo appartamento al piano rialzato con annesso giardino in quella città di traffico, smog e umana indifferenza.

“Hai bisogno di un prestito? Me li ridarai a casa”  si sentì dire. Scorse, nella fila, uno sguardo basso, pietoso, in una faccia scialba. Era Paola, la ragazza del piano di sopra, la ritardata. Ma ricca sfondata da fare invidia, in quei tempi di crisi. E, soprattutto, stupendamente single. Le abbozzò un sorriso, grato. Un’idea meravigliosa gli balenava nella mente. Come non ci aveva pensato prima. In fondo, aveva perso tutto ma non era ancora un ex figo!

Trentarighe – novembre 2009 – «Crisi»

EX- 30r novembre- La crisiEcco cosa ne pensa Michele Governatori del mio racconto EX:

Simpatico e ben scritto Ex di Lucia Sallustio, dove un fighetto ex facoltoso trova in extremis un’idea imprenditoriale promettente.

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2 thoughts on “10 novembre, 2009

  1. Lu…le parole hanno sempre un senso…sono piene che si voglia o meno lo sono sempre. A me piace davvero il tuo modo di scrivere, è sempre così reale ma capace di farci volare … poi atterrare e vedere dove tu ci vuoi portare…in tempo di crisi poi! Non smettere mai di dilettarci, di dirci…di comunicarci…ma soprattutto…non cambiare! Con affetto Stefy

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