Concorso “Parole di carta”


SABATO 3 APRILE, PREMIAZIONE E PRESENTAZIONE DELL’ANTOLOGIA
IL VINO E LA SUA MAGIA – BLACK HOTEL – ROMA h.18.00 (Foto in copertina di Liza Carmone)

L’ELISIR DI LUNGA VITA

Si erano imbarcate dopo la marcia della pace. La traversata era tranquilla, ma erano ancora sveglie. Le altre due ragazze della cabina dormivano da un pezzo. Giusy farfugliava nel sonno, parole senza nesso, spezzoni di slogan o discorsi all’innamorato. Flavia spiava il fruscio delle lenzuola ad ogni movimento di Alba e cercava di distinguerne il respiro, lieve, diverso da quello delle altre due.

“Alba?”

“Nemmeno tu dormi, Flavia?”

“Non ci riesco. Si soffoca qui.”

Flavia sussurrò qualcosa nell’orecchio di Alba. Tirarono fuori dallo zaino un corpo affusolato che avvolsero nella coperta con prudenza e uscirono di soppiatto. Sulle scalette del ponte, si giravano spesso per accertarsi che nessuno le vedesse.

“T’immagini che ci troviamo di fronte la Insogna? Sai cosa combinerebbe, quella?” Flavia fece un risolino, ma aveva paura di prendersi una sospensione a due mesi dagli esami.

Sul ponte cercarono un posticino dove sistemarsi. Avevano passi e sguardi furtivi, di chi trama qualcosa di proibito.

“Sembra un oceano capovolto” mormorò Alba, sgomenta di fronte all’immensità del cosmo nel quale riluceva uno spicchio striminzito di luna. Stesero per terra dei fogli di giornale e vi appoggiarono il sacco a pelo. Si sedettero vicine. Alba srotolò dalla coperta una bottiglia di vino. Se la passavano una con l’altra, pulendo l’imboccatura con il palmo della mano. Due selvagge.

“Il vino è un dono di Dio, così disonorate il desco del Signore” tuonò una voce tremula, severa. Alzarono lo sguardo, impaurite. Temevano che il vecchio le portasse dal comandante per riferire tutto alle insegnanti. Invece, si accomodò di fronte a loro.

“Bisogna sorseggiarlo goccia a goccia, non tracannarlo. Ci vogliono calici, stelle e poesia per farlo arrivare al cuore.”

Rovistò nella sacca a bandoliera da pastore e tirò fuori una fiaschetta e un contenitore di legno che profumava ancora di bosco. Lo aprì, prese tre calici e li riempì di vino. Le ragazze erano affascinate dalla sacralità rituale di quei gesti semplici.

“Il vino è sollazzo e vita. Ẻ amico della musica, del canto, delle belle parole; lo si beve in compagnia o nel silenzio mistico che tutto comprende, canto e poesia, ed è preghiera e penitenza. Voi giovani, ne fate un piacere proibito che, spesso, compromette la vita. Il vino è il mio compagno, mi ha dato ardimento per il corteggiamento, coraggio nelle decisioni importanti, forza nel dolore, e calore nel ricordo, ora che sono vecchio.”

Il vecchio era una figura ieratica, arcaica, nel viso rugoso saettavano vivaci due occhietti neri del colore del vino. Raccontava con parole lente e cadenzate che si trasformavano in immagini vivide. Il movimento ondulatorio del calice le ipnotizzava.

“Questo vino, che brucia quando passa, è balsamo al cuore, lo corrobora. Bisogna riverire Madre Terra che è strumento del Signore per darci lunga vita e felicità. Ottant’anni insieme siamo vissuti, io e la mia Cosima. Un buon bicchiere di vino al giorno era il nostro segreto. Guardate me: a centodue anni viaggio, racconto e…bevo vino in compagnia, anche ora che lei non c’è più. Una lacrima cadde dal suo volto, sprofondò nel bicchiere e andò a fondersi con quel liquido nero. Piangevano anche loro. Le parole del vecchio le cullava; il buon vino, scuro e pastoso, bruciava dentro e scioglieva ogni pensiero.

La voce narrante si fece fioca e lontana, le parole cominciarono a slegarsi tra loro, frammenti di ninna nanna. Così si

abbandonarono al sonno.

Quando Flavia si svegliò, albeggiava già. Si guardò intorno, del vecchio nemmeno l’ombra. Pensò di avere sognato. Scosse lievemente Alba, per svegliarla. Dovevano tornare immediatamente in cabina. Ripiegò la coperta e fu allora che s’accorse dell’articolo del giornale sul quale si erano distese: “L’elisir di lunga vita. Scoperta la ragione della longevità in Sardegna. Non c’entra solo il DNA, ma evidentemente anche il buon bicchiere di vino rosso a pasto.”

“E il vecchio ?“ chiese Alba ancora stordita dal sonno.

“Non c’è più, ma ora so che aveva ragione.”

La loro bottiglia di vino era lì, in un angolo, ancora piena.

racconto di “Lucia Sallustio” inserito nell’antologia “Il vino e la sua magia” e negli archivi del Concorso “Letti in un sorso”

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Concorso Emozioni 2010: la mia proposta di lettura


…Joe non amava molto parlare di donne e di sesso. Era sposato. A lui bastava sua moglie, se solo l’avesse avuta al suo fianco. La sera tirava fuori dal taschino la foto di Teresa e la baciava di nascosto, per paura di essere deriso dai compagni per quell’atto da femminuccia. Dalla foto gli occhi sottili e allungati di sua moglie sorridevano timidi. Era una bella ragazza di campagna di quelle solide, con i fianchi generosi che rassicurano gli uomini. E, infatti, non ci avevano messo molto ad allargare la famiglia. Dopo il matrimonio aveva avuto due sole settimane insieme a lei. Ancora aveva il gusto in bocca di quelle notti timide in cui, tutti e due, restavano nel silenzio, al buio, sotto la
trapunta rosso vermiglio. Erano due giovani timorati di Dio che si vergognavano ad abbandonarsi l’uno nelle braccia dell’altra. Ma si erano scambiati sguardi di tenerezza e si erano tenuti per mano, quel poco tempo che se n’erano stati da soli, nella casa sovraffollata dei suoceri.
Prima di partire si era voluto imprimere bene nella mente il colore dei suoi occhi, della sua pelle, dei capelli neri e setosi che le aveva baciato e accarezzato, man mano con più spudoratezza, quando i giorni che restavano prima della partenza avevano incominciato a scorrere come i grani del rosario tra le mani. A sera Teresa pregava in cucina con le altre donne e dalla camera da letto dove lui la aspettava impaziente giungevano voci sonnecchianti e lamentose che quasi non credevano più in quelle implorazioni consunte come stracci e non sempre produttive di felicità. Peppino, steso nel letto con le braccia sotto il capo, come se stesse prendendo il sole nei campi, lo sguardo al soffitto, aspettava e trepidava e s’infiammava di desiderio. Poi arrivava lei, richiudeva la porta con delicatezza, gli si stendeva al fianco e lui si vergognava di quel suo desiderio, per paura che dopo le preghiere le sembrasse impuro. Se l’era portato dentro con sé in America. Lo aveva perseguitato sul bastimento, nei giorni di depressione dell’arrivo, nelle notti rumorose della baracca con Tony, quando uscivano ed entravano lavoratori sudici di miniera, fetidi di mare e di grasso dei motori, sguaiati e volgari. Un desiderio che gli opprimeva il petto, che gli dava scontento e che riusciva a placare solo nelle uscite a mare, che nella quiete lanciava bagliori argentei e nella burrasca appariva grandioso come un Dio…

da “La Fidanzata di Joe” romanzo breve di Lucia Sallustio– II premio Sez. Romanzo e narrativa inedita del Premio naturalistico- ambientale “La Majella” di Abbateggio edizione 2009

21 MARZO: GIORNATA DELLA POESIA


TRANSUMANZA

Sverno

Dove l’ultimo spicchio di sole

Riscalda il mio vagare lento,

errando

per valli riesumate dal ricordo

dov’ero agnello dal morbido riccio

inconsapevole e felice d’andare.

Ho speso tante estati nella piana,

raggi feroci incendiavano il vello robusto,

incenerivano i ricordi,

ubriacavano gli occhi opachi.

E ora, questa transumanza,

m’offende il cuore, m’incatena.

Devo seguire il gregge,

anche se non è più lo stesso.

Da tempo ho perduto compagni,

li ho visti morire distratti,

anelando al greto mellifluo,

annegando nel ruscello violento,

alcuni sbranati dai lupi.

Li ho visti afferrare da mani rapaci,

li ho riconosciuti dai belati invocanti,

dall’odore acre dell’ arrosto.

Altri ho perduto di vista, ombre vaghe.

Poi si sono aggregati i nuovi di cuore,

sgambettavano ignari, felici

nell’aria pungente, prima del fuoco.

Hanno brucato anche loro l’erba avvelenata,

trovato ristoro nella fonte indigesta,

molti sono scomparsi nella grande vallata.

Segno il passo, imperterrito,

tra un vagito e un allegro belato,

facendo il pieno di soli e di lune,

col capo chino e il passo allineato.

Non andrò,

questa volta a svernare,

rimarrò qui, solo, ad aspettare

nuovi cuori a farmi compagnia,

freschi ruscelli a dissetare la mia sete antica,

tiepidi raggi a riscaldare

questa carcassa stanca d’andare.

di Lucia Sallustio

Poesia inserita nell’antolgia del Premio “Cose a Parole” II edizione -PerroneLAB

30R Fernandel marzo: parola d’ordine “relé”


Vi avevo già detto che scrivere su questo tema non è stato così facile. Ad un tratto, girovagando mentalmente sul termine, si è accesa la lampadina, come se avessi pigiato sull’interruttore giusto.  E proprio questa sensazione ho voluto trasferire al personaggio della mia storia, un magazziniere reso folle dall’umiliazione di essere stato lasciato dalla donna che, a modo suo, amava.  L’interruttore, a lui, ha acceso una di quelle tragedie che, purtroppo, sempre più spesso distruggono le vite di ignari familiari.

Il raccontino ha ricevuto una menzione da parte del curatore M.G.  Anche se non del tutto lusinghiera, ve la riporto:

…L’ordine da evadere di Lucia Sallustio, che ha una buona partenza, con il protagonista che riferisce scioccato spezzoni di un biglietto di addio amoroso, ma in generale in un contesto un po’ sforzato.

L’ordine da evadere

Fissava il bigliettino giallo e sudava freddo. Leggeva e le gocce gli rigavano il volto. Quel ti lascio gli trapanava il cervello, con quella scrittura ondulata da stupida civetta qual era. E il non mi cercare più suonava di minaccia, con tutti quei punti esclamativi. Uno, due, tre, un’enormità sproporzionata. Dieci anni insieme e tutti i sacrifici che aveva fatto per lei e quella rognosa d’una figlia piagnucolona che si ritrovava sempre tra i piedi e che non era nemmeno sua.
Non riusciva a staccare lo sguardo dal biglietto che, intanto, si accartocciava tra le mani, con il ti lascio che si sgranava e sbiadiva sotto le gocce di sudore.
Cos’altro doveva darle per convincerla a restare con lui, come altro doveva dimostrarle che, dopotutto, l’amava ancora. L’aveva già convinta tante volte. L’aveva picchiata. Era sempre restata.
“20 relé per l’Edilcasa. Un’integrazione dell’ordine del dieci maggio. Gianni, è urgente. Gianni, lo spedizioniere è in partenza.”
“Subito” rispose per fare tacere quella gallina in minigonna che strombazzava dall’altro lato dell’inter-phone. Ce l’aveva anche con lei, anzi col mondo intero da quando Lisa era ritornata nel suo monolocale con la figlia.
“Porco boia, piove a dirotto fuori e i relé sono nel magazzino nuovo. Venti relé, vogliono. Relé. Venti. Sì, venti.”
La pioggia gli sferzava il volto, era inzuppato e sudato, ma non gli andava di correre. L’idea che gli era balenata era troppo accattivante. Ti lascio, ma come si permetteva? Chi era lei per decidere? Voleva umiliarlo, davanti a tutti.
“Sì. Alle venti. Lei sarà a casa. Sola. La vicina a lavoro. I Favilla del piano di sotto sono ancora in Florida. Mercoledì che Paola va da suo padre, alle venti. Venti relé. Mi ha lasciato perché non mi ama più. Gliela farò pagare.”
“Gianni…”

di
Lucia Sallustio

Racconti nella Rete® Premio Letterario Racconti nella Rete – IX edizione 2009/10


Questo é l’articolo che l’amico Demetrio Brandi,  Presidente e ideatore del Premio Letterario Racconti nella Rete, ha pubblicato oggi sul suo sito.

“La bisnonna francese” all’hotel Universo di Lucca

Di Demetrio Brandi Categoria: In evidenza

Lucia Sallustio, già vincitrice del premio letterario “Racconti nella Rete 2008″, ha pubblicato un racconto dal titolo “La bisnonna francese” (Mybook Golden Book Hotels) ambientato all’hotel Universo di Lucca. Tutto nasce dalla partecipazione di Lucia alla nostra manifestazione LuccAutori – per la premiazione di “Racconti nella Rete” – che l’ha vista soggiornare all’Hotel Universo. “Che dire” – dice Lucia Sallustio – “Lucca mi ha sempre  regalato delle forti emozioni e due anni fa ricorreva anche la celebrazione di Puccini.
L’hotel Universo faceva parte della lista dei “Golden book Hotels” che promuovevano una iniziativa letteraria; lo conoscevo, mi era piaciuta l’atmosfera retrò degli interni che ho descritto nel racconto e il resto è venuto da sè, una sera di maggio. Ho scritto il racconto tutto d’un fiato – dice Lucia –  fino a notte tarda sul mio note-book, immaginandomi la bella Lisetta e lo sfrontato amante, punendolo a modo mio per avere preso in giro la francesina.  La  gioia é stata quella di vederlo pubblicato e tradotto in inglese nel libro curato dall’associazione alberghi del libro d’oro.”

Complimenti a Lucia e in bocca al lupo per il nuovo romanzo di prossima pubblicazione.

Il sito di  Lucia Sallustio http://www.luciasallustio.wordpress.com/

<!––>Demetrio Brandi e’ il presidente del Premio Letterario Racconti nella Rete. Giornalista e sociologo, ha ideato questo concorso per dare una vetrina privilegiata a tutti coloro che hanno ambizioni letterarie.

Grazie a Demetrio Brandi per il supporto che sin dall’edizione 2008 ha fornito a me e agli altri autori e per lo spazio che mi ha offerto sul suo sito  per una più rapida circolazione dell’informazione.

Questa edizione il premio si presenta arricchito dalla sezione Racconti in corto che, finalmente, offre anche ai vincitori delle passate edizioni la possibilità, finora preclusa, di partecipare alla selezione per cortometraggi.

Troverete il bando 2010 e tutte le informazioni all’indirizzo:

http://www.raccontinellarete.it

presente anche nel mio blogroll.

8 marzo: si ricordano di noi.


Nove febbraio 2008,  queste le immagini di donna che fluivano nella mia mente quel giorno di due anni fa. Ve le passo in versi, senza pretese liriche di raffinatezza e perfezione stilistica. Semplicemente tante sovrapposizioni di donne, più o meno felici, più o meno realizzate, la maggior parte divise tra i molteplici ruoli che rivestono nei vari settori e nei vari momenti della loro frettolosa vita.  Se vi va, lasciatemi un commento o una poesia, festeggeremo così il nostro giorno, con versi e parole gentili che possano gratificarci e confermarci nel nostro prodigarci per gli altri. Ho sempre amato il personaggio di Mrs. Ramsay nel romanzo “Gita al faro” di Virginia Woolf: una donna gentile e generosa, insostituibile trait-d’union tra familiari e amici.

OSTRICHE ALLO SCOGLIO DELLA VITA

Ostriche allo scoglio della vita
Passano e trascorrono lungo la via.
S’affrettano spavalde e coraggiose
Negli occhi il furore della sfida.
S’incurva qualcuna sotto il peso
D’un fardello griffato e oberato
D’un superfluo riluttante alla mano.
Certezze s’ammonticchiano nella sacca
di chi il mondo suo vuole celare
Alla curiosità dell’invidioso guardare.
Restano in subordine delle altre
Il volto giovane offrono all’infante
Che strilla ed attenzioni tutte s’attira
Di chi sfinita spinge la carrozzina.
C’è un velo di tenerezza e di rancore
Nel volto della giovane mamma.
S’è persa la dolcezza delle parole
Di quando gravida accarezzava il ventre
E scopre ora che l’era è finita
Dei sogni di libertà di cui s’era riempita.
Stende schiva la mano la barbona
Calze pesanti s’incollano alle scarpe
Lanugini intricate coprono il capo
Nascondono il viso bisognoso
Che altro di sé non vuol mostrare.
Passi lesti lesti e frettolosi,
rumor di tacchi pigia sull’asfalto,
passi felpati di pigre passanti,
attutiti dalla gomma che fa attrito,
falcate lente e stanche del fardello
cui corrispondon borse e occhiaie fonde.
Giovani e chiassose corrono alcune
al futuro, ignare di possibili tragedie
Disposte solo a cogliere la rosa.
E Io, donna tra donne, le altre osservo
E s’affastella in me la figlia, madre e sposa.

Per la festa della donna

Lucia Sallustio

Concorso Emozioni 2010:partecipa anche tu!


Questo é il link per sapere di più sull’invito del blog del Manuale di Mari ad inneggiare alla primavera cantando tutti insieme le nostre emozioni per un mese a partire dal 20 di marzo.

http://www.manualedimari.it/blog/2010/03/01/concorso-di-emozioni

Dallo spot Una storia italiana della Banca Monte dei Paschi di Siena

Fai di me un vestito di alghe e coralli
di spuma e di baci nel tuo mare d’amore

Un amore sognato, un amore vissuto, un amore nuovo.
Condividi belle emozioni d’amore nel Blog Manuale di Mari!

Il prossimo 20 marzo, con l’inizio di primavera, comincia la sesta edizione del Concorso di Emozioni.
Dal 2005 moltissimi poeti, scrittori, blogger si radunano nel Blog ideatore di questa innovativa Iniziativa per pubblicare le loro opere e commentare quelle di altri autori.
Tutti possono partecipare liberamente e in modo del tutto gratuito postando per un mese poesie, racconti e, quest’anno, anche le parole di una nuova canzone direttamente nei commenti del post di lancio del Concorso di Emozioni. Gli autori di opere edite possono partecipare anche con poesie e brevi brani estratti dai loro libri.

Tra le novità di quest’anno la sezione “Poesia e Musica” con cui è possibile presentare testi che potranno essere scelti per creare una canzone d’autore in collaborazione con la VS Records, Etichetta Discografica Indipendente. Il nome dell’autore del testo scelto per la canzone sarà comunicato pubblicamente nel corso della manifestazione “Cantautori Bitontosuite – Premio Nazionale Musica d’Autore” (23 e 24 aprile 2010).

Durante lo svolgimento dell’Iniziativa il nostro Partner Punto Flora donerà un fiore, un giglio bianco o una rosa rossa, agli autori delle opere selezionate dalla Redazione.

Per ricevere l’invito a partecipare clicca qui e lascia un commento inserendo il tuo indirizzo email.

Hello from London


Ciao a tutti gli amici. Sono a Londra, in questo momento a Greenwich, con i miei studenti. Finalmente mi godo un momento di pace. Loro in classe con i giovani professori ed io in sala computer a ritrovare gli amici perduti.

Fra qualche minuto me ne vado a Waterstone’s, stupenda libreria con un bar dove potro’ visionare pigramente qualche libro, con una tazza di cappuccino in mano e un grandioso muffin alla cioccolata. Supercalorico, ma tanto lo smaltisco dopo la pazza giornata. Spero di trovare di nuovo posto al tavolino che si affaccia sulla galleria, cosi’, di tanto in tanto, potro’ dare uno sguardo alla varia umanita’, qui quanto mai varia.  Ogni tanto si vedono macchiette che in queste grandi metropoli possono passare quasi inosservate, studenti strampalati, passanti frettolosi, artisti di strada, pigri barboni, turisti ubriachi delle troppe sollecitazioni della grande citta’. Come stancarsi di Londra?

Ieri ho scritto questi versi. Impressioni in chiave lirica.

SIPPING A CAPPUCCINO

Peace, at last!

Sipping a middle cappuccino

enjoying a chocolate tiffin

melting at the warmth of the mouth

browsing a novel at my side

peeping through the window

on the shopping crowd

hurrying passers-by in the mall

melting of races at the chocolate melting

and the title of the book

by Miss Anna Dean

magically is “A moment of silence”.

Great-yell I inside.

Finally, peace.

di Lucia Sallustio