8 marzo: si ricordano di noi.


Nove febbraio 2008,  queste le immagini di donna che fluivano nella mia mente quel giorno di due anni fa. Ve le passo in versi, senza pretese liriche di raffinatezza e perfezione stilistica. Semplicemente tante sovrapposizioni di donne, più o meno felici, più o meno realizzate, la maggior parte divise tra i molteplici ruoli che rivestono nei vari settori e nei vari momenti della loro frettolosa vita.  Se vi va, lasciatemi un commento o una poesia, festeggeremo così il nostro giorno, con versi e parole gentili che possano gratificarci e confermarci nel nostro prodigarci per gli altri. Ho sempre amato il personaggio di Mrs. Ramsay nel romanzo “Gita al faro” di Virginia Woolf: una donna gentile e generosa, insostituibile trait-d’union tra familiari e amici.

OSTRICHE ALLO SCOGLIO DELLA VITA

Ostriche allo scoglio della vita
Passano e trascorrono lungo la via.
S’affrettano spavalde e coraggiose
Negli occhi il furore della sfida.
S’incurva qualcuna sotto il peso
D’un fardello griffato e oberato
D’un superfluo riluttante alla mano.
Certezze s’ammonticchiano nella sacca
di chi il mondo suo vuole celare
Alla curiosità dell’invidioso guardare.
Restano in subordine delle altre
Il volto giovane offrono all’infante
Che strilla ed attenzioni tutte s’attira
Di chi sfinita spinge la carrozzina.
C’è un velo di tenerezza e di rancore
Nel volto della giovane mamma.
S’è persa la dolcezza delle parole
Di quando gravida accarezzava il ventre
E scopre ora che l’era è finita
Dei sogni di libertà di cui s’era riempita.
Stende schiva la mano la barbona
Calze pesanti s’incollano alle scarpe
Lanugini intricate coprono il capo
Nascondono il viso bisognoso
Che altro di sé non vuol mostrare.
Passi lesti lesti e frettolosi,
rumor di tacchi pigia sull’asfalto,
passi felpati di pigre passanti,
attutiti dalla gomma che fa attrito,
falcate lente e stanche del fardello
cui corrispondon borse e occhiaie fonde.
Giovani e chiassose corrono alcune
al futuro, ignare di possibili tragedie
Disposte solo a cogliere la rosa.
E Io, donna tra donne, le altre osservo
E s’affastella in me la figlia, madre e sposa.

Per la festa della donna

Lucia Sallustio

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