Bonjour, tristesse


Sarà colpa del tempo, stress da clima pazzo come lo definiscono i telegiornali, saranno i ritmi serrati del lavoro e quest’ansia di correre, di farcela, di non restare indietro oppure di essere lì a trainare quando tu stessa non ce la fai più.  Mi sono fermata un attimo, seduta al computer prima di ricominciare.  Quando ho scritto, mi sono detta che potevo reimmergermi nel solito, tutto sommato rassicurante tran-tran.

OGGI PIANGEREI

Oggi piangerei

Sassolini di lacrime

Sfumature di rubino

Dense di emozioni

Turbini d’indignazione

Vortici di rabbia

Cascate di disperazione.

Come paracaduti

Ammortizzeranno il mio

Inesorabile piombare

Nel nero che s’addensa

Intorno alla tavolozza.

Oggi piangerei

Fiumi irruenti

Mari spumeggianti

Getti violenti

Geyser ribollenti

E svuoterei il mio cuore

Ridotto ad un puntino

da dolorosa contrazione

di tutto quel veleno

che m’ha ammorbato

l’umore nel languore.

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