Un incontro importante


L’abito in mussolina verde, sgualcito dal viaggio, svolazzava come un drappo patriottico in contrasto con il pallido incarnato e il rosso fulvo dei capelli. Un ricciolo ribelle le solleticava la fronte, increspato dall’umidità del mattino e lei lo rimuoveva, di tanto in tanto, infastidita. Lo sciabordio dell’acqua la ipnotizzava. Una barchetta attraccò a riva, dopo l’uscita notturna. Due pescatori scesero a terra, il più vecchio aveva una lampara in mano, l’altro una rete. Il ragazzo la guardò spavaldo, mentre nella rete guizzavano e si dibattevano ancora vivi i pesciolini intrappolati tra le grinfie tentacolari dei polpi. Gli occhi in fuori di uno scorfano sembravano implorare il suo aiuto, boccheggiava e si contorceva. Poi non si agitò più.

Sentì un brivido attraversarle il corpo e tanta paura. Il ragazzo si accorse che tremava e si mise a ridere. Quel sorriso la indispettì, sapeva già cosa stava pensando. Anche Pinuccio si comportava in quel modo con lei e con le sue amiche e le chiamava femminucce.

Così la incontrò sua zia, con la sua espressione ribelle ed un ricciolo che non si accomodava nella partitura ordinata delle trecce. La guardò da lontano, mentre si affrettava a ritirare il pacchetto che suo fratello le mandava con la raccomandazione di raddrizzarla.

“Buongiorno. Tu sei Maria, la figlia di Ginetto”- le disse con tono sicuro, la sfida negli occhi neri come tizzoni. “Sono zia Renata”

“Buongiorno a Voi” le rispose la ragazzina con un inchino.

Almeno l’educazione la conosce, pensò la donna e, suo malgrado, ammise che la ragazzina era carina assai e distinta e, pareva, bene educata. Forse il fratello aveva esagerato.

S’incamminarono e, a chi le guardava allontanarsi verso il paese, sembravano madre e figlia, l’una piccola e svelta, l’altra esile e lunga.  Ogni tanto la donna si girava verso la giovane gesticolando e agitandosi tutta. La ragazza si fermava, depositava la valigia e si affrettava a seguirla silenziosa, annuendo col capo.

di Lucia Sallustio

Ho riportato la traduzione del testo nella pagina Le mie traduzioni.

Un lettore celato dietro l’anonimato, invece, ha avuto la gentilezza di commentarlo così, tradotto in testo dalle pagine giallognole, alla maniera dei testi veristi scritti a cavallo tra ‘800 e ‘900. Wow, che emozione!

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