“E ti torce, l’amore” di Lucia Sallustio- I quaderni letterari di Pomezia-Notizie


Oggi mi è finalmente arrivato il numero di gennaio della storica rivista letteraria Pomezia-Notizie, mensile fondato nel 1973, alla quale da qualche anno contribuisco con poesie, racconti e recensioni.

L’aspettavo da giorni e, devo dire, con una certa trepidazione: quella di trovarvi accluso il quaderno letterario “Il Croco” con la mia Silloge di poesie “E ti torce, l’amore”, terzo premio al Città di Pomezia 2010.

Bellissime le due recensioni, quella di Tito Cauchi in seconda pagina e quella del direttore editoriale Domenico Defelice che molto ha creduto in me incoraggiandomi a scrivere e recensire con maggiore assiduità sulla rivista.

…Lucia Sallustio non é Isotta, non é Francesca, travolte dalla passione, né é Beatrice eterea, né Laura anelata: é solo una donna dei nostri giorni, con tanta dolcezza e senso relae. Sa che: “Ti ossessiona/E ti torce, l’amore/Lento si spegne”, attraversato da qualche nube o da taluni timori; sa che la gioia é pur fatta di attimi, così oppone salda la certezza di ravvivarne sempre la fiamma, non solo nella coppia, ma anche completandolo con l’amore materno, verso un figlio che, staccatosi dall’ombelico, si incammina per la propria strada con la sua benedizione, riconoscendo in tal modo la libertà del figlio, l’essenza della individualità e la libertà del prossimo. La Poetessa chiude in rima, con un canto che ti mette di buon umore, ricordando: “d’Amore ovunque c’é un gran bisogno”, la sua voce é l’esaltazione di un amore che conduce al Sommo Bene…(Tito Cauchi)

E…to crown it all, come dicono gli inglesi o con un nostrano a coronare il tutto, quasi un premio in più, ritrovo nelle pagine 53-55 del mensile, tra le notizie, la mia mail del 22-12-2010 al direttore, con la quale rivolgevo un tardivo ringraziamento al poeta e critico Pacifico Topa, recentemente scomparso, per una recensione alla mia poesia “Se” inclusa nella silloge e già separatamente pubblicata dalla rivista. Il ringraziamento comprendeva un mio tributo in versi di tre poesie: Per-correre/Passa la tormenta/Silenzio.

Che dire, un buon inizio d’anno!

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2 thoughts on ““E ti torce, l’amore” di Lucia Sallustio- I quaderni letterari di Pomezia-Notizie

  1. Scrivo sul tuo blog la recensione che ho inviato alla rivista dopo aver letto, con piacere, la tua silloge:

    Conosciamo Lucia Sallustio per i numerosi ed emozionanti racconti, molti dei quali premiati, ora legati ai luoghi della terra d’origine, ora ai personaggi, per lo più femminili, che rappresentano un legame con l’infanzia o che, ricchi di pathos, accompagnano le stagioni di chi è abituato a conoscere e sognare.
    La lettura delle poesie di Lucia Sallustio necessita di una visione d’assieme, tanti sono i riferimenti, i temi, a tratti le antitesi espresse con umore mutevole, da indurre chi scorre i versi, anch’essi di stile vario, a non poter apprezzare in singoli testi la poetica e la personalità della scrittrice.
    Già in origine Lucia Sallustio, docente formatasi alla scuola della letteratura anglosassone, risente di diverse influenze: i temi sono frequentemente quelli dell’amore, talora dolcestilnovista ma più spesso di impronta romantica, così l’incombere del tempo e il presagire la morte ( Energia sarò Io per Te/ Quando il buio attraverserai ), la presenza assidua e vivificatrice del mare ( Là/ dove il mare/ Si perde all’orizzonte/… Tu ci sei/ Ancora al veliero incerto. Oppure …interpretare codici oscuri/ riecheggianti dell’onda/ del mare e della vita.) talvolta minaccioso, i versi ricchi e fluenti, sono legati ai poeti angloamericani. Evidente è la contraddittorietà dei sentimenti amorosi, idealizzati ma a volte recepiti con un atteggiamento di misantropia ( nel grigiore dei giorni uguali/ stretta catena o ghirlanda/ odorosa del nostro Eden da Catena e ghirlanda ). Ma al di là delle molteplici influenze riferite ( Emily Dickinson, Tennyson, John Donne ) emerge una personalità complessa, da una parte forte di un legame affettivo solido, che occupa una posizione centrale, dolce rifugio ( “pensami, caro” in Pensieri d’amore; Ci cercammo nella notte e nel giorno/ Per timore di perderci in Storia di noi due ) ma inusitatamente anche catena da spezzare in precipitose fughe oniriche. La fede nei sentimenti puri e nel domani è sempre in tensione, a sua volta, con un tempo che scorre ineluttabile, angoscioso ( Là,/ nell’altrove indefinito/ Che ci fa tremare quaggiù ), che sovrasta i versi, così come l’amore agapico, idealizzato, si muta altrove in una corporeità prossima alle parole di Saffo ( Lo stomaco in subbuglio/ il cuore che mi batte/ la testa che mi gira/ le membra tremolanti) .
    Il linguaggio è semplice, benchè raffinato, evita artifici e sperimentazioni, è ritmato spesso da onde ampie, si alterna a poesie scritte con concisione, annunciata talora già nel titolo ( Io e Te, Se, Là, Fine di un’estate ) o di stampo quasi epigrammatico ( Pensieri d’amore, L’amore ), prevale il verso libero che personalmente mi pare più riuscito rispetto alle rime baciate, anche se ho apprezzato le assonanze sparse in Inutile preghiera, lascia una impressione di vitalità ma anche di generale controllo emotivo, pochi gli spunti a voce alta, che oltrepassano il senso della misura (All’equatore). Su queste solide basi letterarie e su un animo che appare decisamente irrequieto, fa capolino la modernità di immagini sbarazzine ( veleggi nel mio cuore di panna in Dietro farfalle di plastilina ), e uno spirito positivo: la consapevolezza del proprio ruolo nella società ( srotolano storie infinite/ che giungono magiche a me da Fili sulla sabbia ), dell’amore per i propri cari e per la vita, che non cede alle diverse tentazioni e suggestioni, portando invece la Sallustio docente, moglie e madre, realizzata nella vita quotidiana, alla continua ricerca ( mi sorprendo ancora a desiderare/ di andare per il mondo a girovagare/ detective innamorata della vita ) che è, come per l’Ulisse dantesco, uno dei fondamenti dell’umanità. Termino con una considerazione personale: forse è nell’irrisolto dilemma adolescente-donna il nucleo emotivo delle poesie di Lucia Sallustio.

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