La patriota


La patriota

“Come si chiama, signore?” .
S’irrigidì. Come? Erano stati fianco a fianco a combattere, dietro le barricate, nel quarantotto milanese ormai storico; gli era stata vicina al capezzale, a curargli le ferite, a parlargli con voce tremula che dissimulava a fatica l’ansia del domani che avrebbe riservato, invece, giorni d’amore e di intrighi segreti, celati dietro parole di cospirazione. Avevano tribolato, pianto gli amici perduti, si erano indignati e adirati all’unisono e trovato ingegnose vie d’uscita tra una bacio infuocato e una carezza ardimentosa, ancora impresse nella pelle, e ora gli chiedeva chi fosse?
“Clara, Clara” rispondeva ondulando la testa, abbattuto da così triste visione.
“Amore, amore mio, sono Giuseppe” e le donava dei fiori, i suoi preferiti, quelli con i quali lei aveva amato adornare l’elegante e accogliente salotto che aveva ospitato i nomi più alti della letteratura italiana della seconda metà dell’ottocento, i patrioti più accesi o i più moderati, come piaceva a loro due, ministri e deputati, invitati e infiltrati, ospiti leali e traditori.
“Non posso accettare fiori da uno sconosciuto. Elena, accompagna alla porta questo signore” lo umiliava, lo sguardo assente, gli occhi obliqui laddove un tempo s’infuocavano due fulgidi soli, splendidi mondi di speranza e di furore che gli avevano acceso i sensi.
“Non è più lei, povero amore mio. Non sta bene, ma si riprenderà. Domani. Domani tornerà in sé, il dottor Casati saprà come curarla, è solo una crisi passeggera, dopo la morte di suo marito. Domani tornerà a scrivermi parole d’amore, dolcissime, laceranti e io correrò da lei, senza meno, tuonerà la sua voce spavalda e intraprendente, e io sarò lampo. Domani torneremo ad essere una sola essenza, fiato nel fiato, per sempre.
Nella penombra della stanza, Clara smarriva il suo sguardo in lontananza, cancellava il ricordo della storia, si chiudeva a riccio in un presente amorfo fatto di silenzi senza sogni.

di Lucia Sallustio (Racconto liberamente ispirato ad un episodio della vita di Clara Maffei)

Disponibile anche in versione audio sul seguente link:

La patriota
www.youtube.com/watch?v=9Wz0fBkzoZY

8 marzo 2011: Premio “Donna”- Fasano


Ringrazio Maria Martellotta, presidente del Premio C.i.f. ( Centro italiano femminile) di Fasano,patrocinato dal Comune di Fasano e dall’Ufficio scolastico regionale,  e tutta la Giuria per avermi assegnato il 2° premio “Donna”, che raggiunge quest’anno la XXIIIa edizione, per la sezione poesia. E’ stata una serata emozionante, organizzata alla perfezione con lo zelo e la passione che noi donne sappiamo trasfondere in tutto ciò che, pur faticosamente, facciamo.

XXIII edizione del Premio C.i.f. “Donna” di Fasano: 2° posto per Lucia Sallustio


Due giorni fa mi é arrivata  la stupenda comunicazione telefonica mozzafiato che il C.i.f.  (Centro italiano femminile) di Fasano mi ha assegnato il 2° premio per l’edizione 2011. Attualmente non so ancora se sia stata apprezzata la mia produzione poetica o quella in prosa, avendo partecipato a entrambe le sezioni con cinque opere alle quali, per dire il vero, tenevo molto. Qualunque sia la preferenza accordata, confesso che il premio mi onora molto visto che finora mi sono occupata di preferenza di scrittura di genere femminile e, inoltre, il momento storico impone senz’altro un bilancio di  quasi quarant’anni di emancipazione femminile e la riconsiderazione di molti aspetti rimasti irrisolti o, addirittura, per i quali si nota un processo involutivo. La manifestazione del premio letterario si terrà il giorno 8 marzo alle 18.30 nel teatro comunale di Fasano. Ulteriori informazioni sono presenti nel seguente comunicato stampa:

http://www.comune.fasano.br.it/comune_informa/news/news.asp?link=comune&Scat=8&Cat=2139

Vi terrò aggiornati sull’opera premiata.