Recensione di Puglialibre a “Capace di intendere e di volare”-PerroneLAB


Oggi una gradita sorpresa sulla rivista on-line “Puglialibre”: la recensione all’antologia “Capace di intendere e di volare” edita da perroneLAB nel 2010.

Ve la riporto integralmente:

Prendendo spunto da una famosa espressione giudiziaria, Capace di intendere e di volare, edito da PerroneLab (pp. 120, euro 12) raccoglie diciannove racconti monotematici scritti da altrettanti abili autori che, in brevi narrazioni, rivelano emozionanti scorci di vita vissuta, momenti in cui oltrepassare un limite imposto equivale a scoprire il valore e il senso della vita. Questa raccolta di racconti rappresenta l’evoluzione tematica di una precedente pubblicazione, Quando avevo undici anni, edita sempre dalla stessa casa editrice, in cui si affronta la delicatissima fase della vita a cavallo tra l’infanzia e l’adolescenza. In Capace di intendere e di volare, invece, si delineano le dinamiche emotive e interpersonali tipiche del passaggio all’età adulta. I protagonisti di queste storie vivono situazioni complesse; dalle violenze fisiche ai traumi psicologici, dai fallimenti scolastici alle problematiche lavorative, dalle carenze affettive alle assenze di sostegno. Ma anche nella tragedia, nel dramma che attanaglia queste giovani esistenze, una via di salvezza è possibile. Un obiettivo al quale mirare, un appiglio sul quale fare presa, una meta sulla quale incanalare tutte le forze dell’anima e della coscienza. Emergere dalle sabbie mobili che li hanno intrappolati e tirati giù, nel fondo della sterile vita, diventa l’aspirazione principale di questi piccoli eroi. Al di là della sofferenza, però, si innalza dirompente la speranza, la fiducia nel futuro. Un domani più accogliente e caloroso dei grigi e gelidi tempi passati. Una concreta realizzazione della bramata illusione di salvezza che ha condito sogni e desideri covati nell’animo. Tra i racconti degni di nota, segnaliamo quelli delle scrittrici pugliesi Lucia Sallustio e Dirce Scarpello. Il racconto della Sallustio, dal titolo Tra lui e Nutella, affronta, nella cornice informatica tipica dei nostri tempi, una tematica affettiva molto profonda. La genitorialità mancata e sofferta, desiderata e colpevolizzante; mistura di lacrime versate e carezze mancate, sfoghi scagliati invano contro lo schermo di un computer che, inaspettatamente, si trasforma in dispensatore enigmatico di assenze affettive. La virtualità tecnologica, distante e fredda per antonomasia, si rivela collante e forza attraente di due personalità quasi in rotta di collisione. Bouquet floreale di Dirce Scarpello descrive, in una circostanza particolarmente tragica, un intenso dialogo interiore che la protagonista instaura con se stessa alla ricerca di una possibile, ma quanto mai distante, identificazione con la figura materna, donna premurosa e protettiva nel suo ligio dovere genitoriale. Anche in questo contesto, l’elemento drammatico si rivela chiave di volta di un rapporto virtuale sospeso, alla ricerca dell’inno alla vita così tanto desiderato.

Angelo Urbano

Questo il link:

http://www.puglialibre.it/2011/04/capace-di-intendere-e-di-volare-perronelab/

 

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