Sull’uso della parola


Oggi gli Auguri di Buona Pasqua li faccio con una citazione dal libro che ho appena iniziato a leggere:

 … Fu allora che mia madre mi parlò della necessità di masticare le parole prima di dirle. “Rigira le parole nella lingua per sette volte, con le labbra ben chiuse, prima di pronunciare una frase”, mi disse, “perché rischi di rimetterci molto, una volta che le parole sono uscite”. Più tardi mi rammentai che, in una novella delle Mille e una notte, una sola parola detta male poteva portar disgrazia al malcapitato che l’avesse pronunciata facendo indignare il califfo, o il re. Poteva anche capitare che venisse chiamato il sayyàf, il boia. 

  D’altronde le parole potevano anche esser la salvezza, per la persona abile a tesserle con arte. Questo é accaduto a Shahrazàd, l’autrice delle mille e una storia…

da “La terrazza proibita. Vita nell’harem” di Fatema Mernissi, ed Giunti, pag.16

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