Pubblicato il mio romanzo breve: “La Fidanzata di Joe”- Faligi editore


Da oggi il mio romanzo breve “La Fidanzata di Joe” è pronto per una lettura tutta d’un fiato sotto l’ombrellone o, se siete ancora al lavoro,  in metro o sul mezzo di trasporto che vi è abituale. Eccolo, a breve sul sito dell’editore comparirà la versione e-book.

Potete lasciare i vostri commenti sul sito:

http://www.lafidanzatadijoe.wordpress.com

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13 thoughts on “Pubblicato il mio romanzo breve: “La Fidanzata di Joe”- Faligi editore

  1. Molte congratulazioni per il nuovo libro. E’ vero! La copertina è molto moderna. Colgo l’occasione per ringraziarti della empatica recensione alla mia silloge “L’anima e il lago”. Ho visto che hai indicato l’URL di “Literary”.
    Per arrivare direttamente alla mia homepage, dove si trova anche la tua recensione l’Url è il seguente:

    http://www.literary.it/Autori/dati/busca_gernetti_giorgina/giorgina_busca_gernetti.html

    Cordiali saluti
    Giorgina Busca Gernetti

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  2. Congratulazioni per il tuo nuovo libro che promette un’interessante lettura. La copertina è veramente moderna.
    Colgo l’occasione per ringraziarti molto per la tua bella recensione alla mia silloge “L’anima e il lago”, che potrai trovare in “Literary” arrivando direttamente nella mia homepage con l’URL
    http://www.literary.it/Autori/dati/busca_gernetti_giorgina/giorgina_busca_gernetti.html

    Cordiali saluti
    Giorgina Busca Gernetti

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  3. Finalmente l’esordio! Come sempre lo stile è ineccepibile e la lettura un piacere.
    Romantica e affascinante l’ambientazione nel passato prossimo dell’emigrazione in America. Silvana l’ha apprezzato particolarmente.

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  4. Cara Lu, letto e “assimilato”! Brava!
    Prima ti mando un grande abbraccio e mi permetto di lasciare (anche qui) qualche riga post lettura, sul tuo romanzo.

    È storia d’amore quella che risalta subito da queste righe.
    Di quelle che tanti esseri umani possono aver vissuto, e in qualsiasi epoca.
    Ma questo romanzo ha anche insiti dei messaggi fatti di solitudine, abbandono e anche di riscatto.
    Traspare la fragilità umana, dalla quale derivano emozioni e tormento a tutti gli effetti.
    Perché è anche storia prorompente di amore proibito, contrastato da ciò che sono state per Joe, il protagonista maschile, scelte personali precedenti, vissute a distanza: un filo di vita che corre tra l’America e l’Italia.
    Da quest’ultima, all’epoca, si creò un vero e proprio esodo (più che un’emigrazione) intriso di storie umane sbiadite dal tempo, ma tutte uniche.

    L’America della storia lontana fa, quindi, da sfondo a questa trama, anzi, alle molteplici storie che vi si intrecciano. Un continente che l’autrice, in modo chiaro e interessante, ci fa toccare con mano. E che è così diverso da questo presente che vive di corsa anche là, al giorno d’oggi.
    Sì, più storie di vita e culture vi si alternano perché parallele, ma non meno intriganti, a quella di Joe e Lilly, i protagonisti.
    E, nel lettore, scaturiscono domande capaci di generare risvolti che nascono spontanei, sotto la guida della fantasia, una volta che si arriva all’epilogo, pur di voler cercare altre risposte.
    Meravigliose alcune immagini che riportano al passato, sottile e particolare è anche la caratterizzazione dei personaggi.
    Si affonda, in quelle righe, l’animo di chi legge e l’empatia per il personaggio femminile di Lilly è quasi automatico fin dalle prime battute, nelle quali la protagonista femminile è animata sapientemente dall’autrice. È Lilly che si rivelerà la più forte, la parte vincente su tutte e tutti, grazie al suo modo di essere semplice, silenziosa, fragile e forte nel contempo e… vera.
    Joe, il protagonista ha tutto ciò che a una donna può affascinare: eleganza, mistero, tenerezza, silenzi.

    Nel prologo, che ce lo presenta in età avanzata, è tagliente il suo stato di solitudine, di colpa, di crisi interiore animato da questo “segreto” che egli, seppur a distanza di anni, ormai vecchio, prova e sconta come prezzo per la scelta di quella doppia vita.
    Un prezzo che “paga a vita”, ma in modo intimo, costante e mai discontinuo e soprattutto con con sé stesso. Ma accresciuto dalla presa di coscienza che da quel sentimento per Lilly, da celare al mondo e al quale non poté resistere e aggrapparsi, in gioventù, ne è derivato anche un tangibile frutto.
    L’unico difetto che ho riscontrato in questo romanzo è, quindi, che esso è troppo breve e meriterebbe di veder sviluppato ogni risvolto di trama che si delineerebbe grazie ai suoi intriganti e complessi personaggi. Da Tony, ad Ana, a Matteo, Teresa, per esempio. Lo meriterebbe perché è, appunto, molto più che semplice storia d’amore. Un libro da leggere e assaporare a ogni capitolo.

    Stefania Mereu

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  5. Splendida recensione, grazie Stefy.
    Spero di averne tante così. Mi sono commossa, perché coglie a fondo il mio pensiero ed è implicitamente… un augurio a continuare a scrivere.
    Questa tua recensione troverà spazio, a breve, sul sito dedicato o in un’altra rubrica su questo stesso blog.
    Bacioni
    Lu

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  6. Solo un augurio? Ma è molto di più… diciamo che è un ordine! Tu devi continuare a scrivere (tanto lo so che non resisti a non farlo) e il mio augurio è che sia la prima monografia di mille che ne seguiranno. Lo meriti e io ti leggerò sempre e molto volentieri. Fermarsi: mai! Un bacione a te 🙂

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  7. Mia cara Lucia,
    ho portato a Rodi il tuo romanzo breve e l’ho divorato
    in due giorni.
    E l’ho riletto, per percepirne a fondo l’intima l’essenza,
    per gustare la storia e il tuo inconfondibile stile, che distilla linfa dalla poesia.
    Nello scorrere le pagine de “La fidanzata di Joe” la mente è andata alla saga di Melania Mazzucchi “Vita”,
    che descriveva i difficili anni dell’emigrazione italiana
    in America e sottolineava i problemi di inserimento degli emigranti.
    Va dato atto al tuo testo che in tempi di perenne coflitto con il diverso, ha valenza anche didattica.
    Un tempo eravamo noi a essere definiti i ‘maiali italiani’…
    La tecnica del flash-back, a me particolarmente cara,
    rappresenta senz’altro un ulteriore valore aggiunto.
    Joe rivede come in un film l’intera sua esistenza, l’amore per Lilly, le inquietudini, la paura di affrontare il sentimento nella suo carattere totalizzante e si ritrova a tessere un bilancio triste-amaro.
    La sua storia è l’emblema di infiniti amori, vissuti sul filo della vulnerabilità, temuti e desiderati, accettati e traditi.
    In fondo il protagonista rispecchia la fragilità di troppi di noi, forse degli uomini in particolare.
    Non a caso Lilly, nuova Penelope, non ha mai rinunciato al sapore, al respiro, al fuoco dell’amore per il giovane, tormentato ragazzo.
    E la vicenda, pur snodandosi su due continenti diversi, mantiene un livello di concretezza lirica- perdona l’ossimoro-, impressionante.
    Tutto è attuale, vicino e lontanissimo, le emozioni dilatano gli spazi e annullano le distanze… come spesso avviene.
    Lilly ha la solidità e la forza che contraddistinguono le donne in genere e, ancor di più, le donne in amore.
    Sembra dipendere dal suo uomo, ma in realtà è la figura che riempie i vuoti, se così vogliamo chiamarli, della storia, che marca i tempi, i dolori, le solitudini.
    Alla fine è il perno attorno al quale si dipanano i vari momenti del romanzo.
    Ho apprezzato molto, pur nella brevità dello scritto, la tua capacità di prestare attenzione a tutti i personaggi, creando un sottofondo di coralità che rende altissimo omaggio al tuo narrare.
    Dello stile posso solo ripeterti che incatena. E’ una spirale magica, fluida, moderna, ricca di connotati che ti rendono originalissima e affascinante.
    Leggere Opere simili fa davvero bene all’anima!
    Ti ringrazio per avermi considerata degna di tanto Dono, Amica antica…
    Un abbraccio e buona vita!

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  8. Grazie Maria,
    per la lettura e rilettura, per giunta all’estero, a Rodi, sembra un po’ il destino di questa storia e dei suoi personaggi, quello di migrare. Grazie per il commento fin troppo lusinghiero con così importanti riferimenti ad uno dei libri che realmente all’epoca ho divorato e verso il quale ho un grosso tributo come pure verso “La luna e i falò” di Cesare Pavese e “Pane Amaro” di Elena Gianini Belotti.
    grazie per l’amicizia che ti ha portata a lasciarmi subito il tuo apprezzamento, in una domenica sera d’estate quando starsene a scrivere diventa più faticoso.
    Spero tanto che il tuo prezioso passa-parola mi aiuti a fare conoscere “La fidanzata di Joe.
    Luciana

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