“A forza di essere vento”: recensione su Puglialibre


L’antologia di racconti  “A forza di essere vento” dedicata a Fabrizio de Andrè (collana Undiciparole- editore PerroneLAB) ha ricevuto una splendida recensione da Stefano Savella su Pluglialibre. Colgo l’occasione per ringraziarlo per l’attenzione alle tre autrici pugliesi:

Monica Mezzi

Lucia Sallustio

Dirce Scarpello

Caratteristica dell’antologia è l’illustrazione grafica a ciascun racconto da parte della bravissima illustratrice Tiziana d’Este.

Riporto di seguito l’articolo:

“A forza di essere vento” (Perrone Lab)

Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

Fabrizio De André è con ogni probabilità il cantautore italiano alla cui opera sono stati dedicate più pubblicazioni, di natura biografica, letteraria, critica (finanche filologica). Lo testimoniano efficacemente gli scaffali del comparto “Musica” dei bookstore: ma a considerare i testi di narrativa che da De André hanno mutuato il titolo o l’ispirazione per qualche personaggio il calcolo rischia di assumere proporzioni ancor più notevoli. Non è perciò un caso che il gruppo di scrittori di “Undiciparole“, che già in passato avevano partecipato ad antologie di racconti tematiche pubblicate nella collana Lab di Giulio Perrone, abbiano scelto la produzione poetica e musicale di De André come fil rouge della loro ultima raccolta,A forza di essere vento (pp. 194, euro 15).

Tra i venti autori dei racconti, ognuno dei quali ispirato a un brano del cantautore genovese, ci sono anche tre donne pugliesi. Dirce Scarpello, in Gli occhi di un uomo che muore, si confronta – come il titolo suggerisce ai più attenti estimatori di De André – con La guerra di Piero, uno dei suoi brani più noti in assoluto. Piero è il narratore e al tempo stesso un giovane (as)soldato al centro di una guerra di mala alla periferia di Bari: è convincente la trasposizione della trincea insieme a quella dei dettagli dello sfondo (ad esempio il «campo di grano» diventa, opportunamente, un canale di scolo zeppo di rifiuti). «Morire di maggio» diventa cosa «da stronzi», proprio «quando devono fare i fuochi da San Nicola».

Lucia Sallustio, della quale abbiamo segnalato pochi giorni fa il suo racconto d’esordio, La fidanzata di Joe, riprende lo spunto offerto da un brano della Buona NovellaTre madri, per mettere in scena il dolore di una madre affogato nel ricordo di un figlio. I versi del brano di De André riecheggiano con sempre maggiore costanza man mano che il racconto, avvicinandosi alla conclusione, disvelerà il destino di un figlio che è «figlio nel sangue, figlio nel cuore». Solo a lettura conclusa si comprenderanno davvero, nella loro forza evocativa, le parole: «Ma più di te muore tua madre».

Infine, la giovane tarantina Monica Mezzi si confronta con un pezzo dell’album Anime salveDolcenera, declinandolo in forma metaletteraria scegliendo come protagonista del racconto uno scrittore, alle prese al tempo stesso con l’invenzione narrativa e con un amore non corrisposto. L’esondazione di un fiume sommerge, con la città, anche le speranze per un amore «dal mancato finale, così splendido e vero da potervi ingannare».

Stefano Savella

http://www.puglialibre.it/2011/09/a-forza-di-essere-vento-perrone-lab/

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