Un racconto nato in crociera


CLUB BACCO

La vide, oltre il vetro dell’ascensore, una nuvola rossa adagiata sullo sgabellone, al bar. Si confondeva con le statue che aleggiando sospese scandivano i dodici piani della nave, illusione teatrale e volo d’angeli. Lei, attrice in un fastoso abito rosso di raso e angelo caduto. Il demone che, dopo cinque anni d’inferno, pensava di avere scacciato. Sedeva tra due uomini e sorrideva rovesciando il capo all’indietro, i capelli scuri le scivolavano come onde sulle spalle nude e abbronzate. Falsa.

   “Sorry” si scusò un uomo che l’aveva strattonato. Doveva averlo preso per un idiota, con la faccia incollata al vetro e la bottiglia di spumante stretta per il collo, di nuovo dannato davanti a lei.

Annuì. Il mondo sbiadiva intorno, la mente s’ingrippava nei ricordi. E lei che roteava il calice tra indice e pollice, ascoltava, sorrideva e sorseggiava.

Troisième étage?” Fissò inebetito la donna giovane e minuta che glielo chiedeva. L’ascensore continuava ad andare su e giù, la gente entrava e usciva. Una folla di voci smaterializzate, suoni di lingue diverse. Flirtavano, scherzavano, vivevano gli altri. Dentro di lui, invece, avanzava il gelo di una tundra.

Non era cambiata, solo più sofisticata. Stesso viso, stesso taglio di capelli, stessa risata. Quando la faceva ridere si sentiva un uomo fortunato, un tempo.

“Strano” gli diceva “ sei una chiara smentita dell’assioma bello e maledetto.

“Sbagli, io sono bello e tu maledetta” e lei rideva.

“Ma dai, metti un po’ più di effervescenza nelle cose. Ti voglio spumeggiante.”

“Come uno champagne?” scherzava lui. Maledettamente ambiziosa, ma l’aveva assecondata per amore. Prima all’università, anche se le bastava una scollatura più profonda per un trenta, lode alla sua avvenenza. Poi l’aveva presentata ad un amico durante una cena in un elegante ristorante al mare: Trentino Chardonnay e spaghetti al nero di seppia. Era un imprenditore locale e gli aveva chiesto un posto di lavoro per lei, laureata non referenziata. Aveva pregato pure quel borioso di Mario, per lui si erano sbracciati, in campagna elettorale. Lei avanzava velocemente e lui sempre lì, all’Ufficio Acquisti di un centro commerciale di provincia che smerciava troppo lentamente per la sua progressione di carriera.

“Fa niente, amore, purché tu sia sempre al mio fianco” le diceva.

Invece, lei covava. Lei sempre più insoddisfatta, a rinfacciargli la sua insignificanza, lui sempre più depresso. L’aveva piantato in Grecia, in vacanza.

“Sei un fallito” gli aveva urlato sotto il pergolato dell’osteria. Moussaka e retsina restarono sul tavolo. Non cercarmi più, le nostre vite vanno alla deriva ormai, gli aveva scritto su un biglietto lasciato in albergo.

E ora eccola, ancora in Grecia, su una nave da crociera con quell’uomo pingue e pelato che la stava baciando.

“Marilena” urlò.  Non sapeva come si trovasse lì, davanti a lei, ipnotizzato dalla luce dei diamanti del suo girocollo. Ora capiva la sua vera natura. Uno dei due uomini appoggiò il calice e gli si avvicinò per allontanarlo dalla sala. Marilena non lo fermò. Guardava e taceva. L’uomo che l’aveva baciata la aiutò ad alzarsi. E mentre lo trascinavano fuori, sotto lo sguardo curioso dei presenti, sentì il fruscio del suo vestito accarezzare il parquet come le sue mani avevano accarezzato il suo corpo, il suo profumo sfiorargli le narici, i suoi occhi mesti infilarsi nell’anima. Voleva rubargliela ancora.

Maledetta. Stringeva, stringeva senza pietà fra le dita quel collo rigido, ora, sopraffatto da una felicità immensa. Se ne stava liberando per sempre. Il rosso sfumò oltre la sala. Allentò la stretta, tutto sudato. La bottiglia gli cadde di mano schizzando vetri e schiuma tutt’intorno. Angela. Il tonfo lo riportò in sé: sua moglie lo aspettava in cabina. Era sceso a comprare lo spumante al Club Bacco per il loro primo anniversario. Poco male! Avrebbe comprato un’altra bottiglia per festeggiare anche la sua prima ora di libertà dal demone rosso.

 

Racconto inedito di Lucia Sallustio


 

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4 thoughts on “Un racconto nato in crociera

  1. Un racconto vibrante di sensualità e dei sentimenti contrastanti che spesso caratterizzano gli amori subiti o forse semplicemente accettati.
    L’emozione della crociera, della nostalgia, l’esigenza forte, sanguigna, di restituire senso e scopo alla propria vita…
    Nel modo più doloroso, che dà la svolta gialla al racconto…
    Incredibile la levità con la quale riesci a condurre anche le storie più difficili,
    Il tuo erotismo, i tuoi rancori, le tue vendette si alimentano dalla linfa lirica e ne distillno energia vitale!
    Complimenti , amica mia… sulla tua valenza narrativa ho già detto molto e mai mi stancherò di dire!

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    • sì, scritto lo scorso anno. Attualmente avrei avuto una visione meno tragica per bilanciare la realtà drammatica. Una sorta di contrappasso nella scrittura, una necessità, magari, di rimuovere il momentaneo, di difendersi. Forse avrei scritto qualcosa di più lieve. Grazie per il commento.

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