Il profumo della carta


Cari lettori,

leggetevi questo articolo, Il profumo della “carta” leggendo l’e-book:

http://blog.ciessedizioni.it/?p=1217

Mi chiedo? E’ proprio necessario ricorrere ai surrogati dei sensi?  Leggere un libro nella sua versione e-book, secondo me, significa sfruttare nuove modalità di lettura che in certi momenti possono rivelarsi più pratiche.  Penso a quando si viaggia e il low cost ti limita il peso delle valigie. Grossa limitazione a caricarsi di libri e godersi gli spazi morti di viaggi sempre più incerti nella loro durata e nelle attese impreviste di scali e ritardi.

L’e-book è solo un’alternativa, anche meno costosa, per leggere.  Spero non diventi l’unica via, l’esclusiva.

Allora, per il tempo di una lettura su Tablett o similare, che bisogno c’è di avvalersi del profumo artificiale della carta se quella lettura è ugualmente degna di muovere le corde del cuore? Cosa cambia di quel romanzo, di quelle poesie, se al posto della carta, per quella volta, ci sarà un display di metallo e plastica?

Cartaceo e e-book potranno continuare a convivere, così come il virtuale dei social network si pone come una realtà diversa e complementare ma non esaustiva rispetto all’incontro reale. Anzi! Sempre di più lettori e scrittori riescono ad incontrarsi grazie ad amicizie virtuali e continuare lo scambio di opinioni che, la realtà dei nostri tempi accelerati e frenetici, non permetterebbe  di coltivare.

L.S.

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