A POLI INVERTITI


A POLI INVERTITI

Scaricherei la mia  rabbia densa

Con pugni serrati e ciechi

Su un sacco di farina. Bianca,

la lorderei di parole di fiele

E del fango che copre le suole

Impresse di terra bagnata

Da lacrime implose, dentro.

Strapperei pagine pregne

Di sapore di feste perdute

Spese ad arrovellarmi dietro

Saperi oscuri, ovvietà

Che sanno di inesplorato

Esplorazioni mai realizzate

Metafore morte disperate

Tra intralci burocratici

E invidie volte a non far fare.

Trepidazione come bomba

Ticchetta ad orologio arrugginito

E segna ore lente e intervallate.

“Fermo” grida lamentevole

Il cuore al tempo inesorabile,

“cerco l’illusione, non bruciarla”.

Lacerato tra poli invertiti ad ore

Si consuma la rabbia e monta

rassegnazione pronta allo stupore.

di Lucia Sallustio

 

E SI DIVENTA FRAGILI


E SI DIVENTA FRAGILI

Fragili. Così si diventa

nel fluire del tempo

nel rotolare dei giorni

nella scalata frenetica.

Inverni seguono estati

Tramonti chiudono albe

Note di silenzio cadono

Dopo caos e frastuono

E si rimescola tutto,

Ora dopo ora,

senza volerlo o saperlo.

Così, passo a passo,

corsa dopo corsa,

sosta che non ristora,

incanto che non sazia,

si assottiglia la vita

si annebbia la certezza

sfumano i contorni

s’infiacchisce la speranza

e si diventa fragili.

di Lucia Sallustio