Itaca, e il viaggio continua…


“Sempre devi avere in mente Itaca

raggiungerla sia il
pensiero costante”…
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis

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3 thoughts on “Itaca, e il viaggio continua…

  1. Il mito di Odisseo, dell’uomo in viaggio… non la partenza o la meta hanno importanza, ma l’intensità del percorso…
    Una lirica vibrante di vita, coinvolgente, vera fin nell’essenza…
    Mia cara la poesia che hai pubblicato è lo specchio della tua profondità e
    della tua sensibilità.
    Ti abbraccio forte!

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  2. Cari amici, il viaggio è la metafora “par excellence”. La riflessione è spontanea e doverosa alla fine di un lungo percorso molto faticoso sia mio che di altri miei cari. Missione compiuta, Itaca avvistata, non ancora raggiunta anche se vicina. D’altronde, lo dice Kavafis, lo dice Maria e lo ripeto: il viaggio è bello nella sua essenza, un’idea; la destinazione poco importante, talvolta confusa, ma tale da impegnare le energie e farle tendere ad arco fino a raggiungerla.
    E poi l’estate rimanda da sola all’idea di viaggiare per distendersi e ritemprarsi.
    Grazie per i commenti, avevo abbandonato il blog per qualche tempo, ho trovato giusto ripartire da un classico che “dona ottimismo”.

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