Auguri 2014: a ciascuno il suo!


Mi piace salutare il 2014 pubblicando una pagina di un mio romanzo inedito, con l’augurio più bello che questo sia il suo anno.

  … Forse era stato il fascino del tatami o la magia delle notti madrilene che avviluppavano sotto un cielo scuro a mantello, o ancora la tristezza delle cançoas do fado a cui Max l’aveva pian piano introdotta. Oppure era stato tutto questo. C’era, di fatto, che Rossella era restata a Madrid. Non ci restò per soli tre o sei mesi, questa volta. Il signor Déseado le aveva  fatto firmare un regolare contratto di assunzione a tempo indeterminato mentre suo figlio, senza farle firmare nulla, l’aveva incatenata a un amore che rispondeva in pieno a tutti i clichè dell’amore romantico, con le piccole follie reciproche che ne intensificavano l’unicità.

   Si erano ripromessi di non vincolarsi con stupide catene amorose, si erano dichiarati moderni e ribelli, si erano giurati che nulla sarebbe cambiato nelle loro vite libere di un tempo, nulla che potesse ledere le loro ambizioni.

   Poi si erano cercati sempre più spesso, l’ossessione l’uno dell’altra nella mente e, ogni volta, finivano su quel tatami che aveva sconvolto le loro vite come uno tsunami.

   “Rimani qui con me, stanotte. Non ho voglia di restare solo” le aveva chiesto, infine, una sera di dicembre. Natale era alle porte, le illuminazioni della grande festa guadagnavano giorno dopo giorno nuovi quartieri, giravano i primi zampognari dei Pirenei a diffondere canti d’avventi e di pastori, e il freddo era giunto tagliente una mattina più grigia delle altre. Era il primo inverno a Madrid per Rossella, e un dolce sentimento nostalgico s’era insinuato nel suo cuore. Non ebbe alcuna esitazione. Non voleva restare nemmeno lei da sola nella stanza fredda e troppo squadrata della pensione dove soggiornava. Un lungo bacio, un preambolo a una notte d’amore dolce e appassionata, sostituì quel sì, quella sillaba che non fece in tempo a pronunciare. Era troppo felice. Era l’eroina dei suoi romanzi rosa e Max non era il pilota di quelle storie, ma era bello e sensuale e innamorato e imprevedibile proprio come uno di loro.

   “Te quiero” le disse. 

da romanzo inedito di Lucia Sallustio

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