Requiem di archetti

A Gabriella
Non vibrerà il tuo violino
Nei teatri orfani di te
Nessuna dissonanza
Si leverà decisa dal coro
Quando non ti convincerà
L’umano agire del grande
Dal quale ti sottrai, critica.
Inseguivi armonie ideali
Ricevevi meschine smentite.
Risalivi decisa, ogni volta,
sfogando rabbie con l’archetto
estranea per quel tempo
Al mondo che fuori strideva.
Provavi e riprovavi all’infinito
Sinfonie ostili a piegarsi
Al tuo rigore professionale
Finché la casa non si riempiva
Di note celestiali evocatrici.
Suonano ancora gli archetti
dai muri della tua stanza
echi che riempiono le orecchie
sorde alla tua voce di ragazza.
di Lucia Sallustio

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2 thoughts on “

  1. Lucia cara,
    alla tua lirica, che vorrei potessi postare sul Gruppo Cassiopea, per dare il ‘la’ ai commenti che Roberta Degl’Innocenti gradirebbe per la Poetessa, sua cara Amica, mi unisco con un inchino e con le preghiere!
    Sei la voce di tutti coloro che, come me, non sanno dire il dolore per una perdita in versi…
    Ti ammiro infinitamente e ti ringrazio!

    Mi piace

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