Premio San Valentino d’Autore 2016: il vincitore


Eccoci al termine dell’edizione 2016 del Premio.

Poesia vincitrice del 2016 è:

Non posso credere (Non ci sia un Amore) di Claudia Piccini.

A breve seguirà la presentazione dell’autrice, come previsto dal Regolamento.

Grazie agli autori che hanno candidato le loro opere e ai contributi di alta qualità che hanno onorato questo blog.

Lucia Sallustio

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Poesia Vincitrice

Non posso credere (Non ci sia un Amore)

Non posso credere non ci sia un Amore
Di quelli che
Ti fanno dare il meglio di Te
Per il quale sei pronto a scommettere
Il tempo, la vita
Per il quale la Notte diventa Giorno
Per il quale l’egoismo e l’orgoglio
Si sputano in faccia l’un l’altro
E la sera non arrivi mai troppo presto

Non posso credere non ci sia un amore
Di quelli che brillano all’idea di un futuro
Oltre il tramonto, e un’alba più devota
Della pazienza di una madre

Non posso credere non ci sia un corpo e un’anima
Che allontanino le mie paure,
Fughino i miei dubbi, addormentino le mie ferite
Guariscano le mie fobie
Abbassino le barriere di un volto stanco

Di quelli che darebbero fino all’ultimo goccio della borraccia
Di quelli che son pronti a scommettere su Te, su due o più di due

Di quelli che non si spengono per un litigio, inutili barzellette del gioco di oggi,
Ma son pronti a curare e ad essere curati
Di quelli che accolgono le rughe come fodere di seta

Di quelli che scendono dal piedistallo
Perché l’alto sentimento ha più valore
Dei tuoi infangati ricordi d’infanzia
O degli estranei che ti hanno dilaniato

Di quelli talmente sicuri di sé,
Che ti fanno tremare d’imbarazzo

A volte Io non credo ci sia un Amore per me
Perché è così tanto che lo sto cercando
Che la fatica avanza

No , non credo non ci sia un amore per me
Credo solo che sia unico e sperso per questo mondo
Che valga la pena di faticare ancora un pò
Magari mi sta cercando e io gli faccio da lontano cenno con la mano:
Ehi son qui! Son io quella che ancora è disposta a credere
Che ci sia un amore di quelli
Che ti fanno dare il meglio di Te
Per il quale la Notte diventa Giorno

Claudia Piccini (Tutti i diritti riservati) Edita

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BIOGRAFIA

Claudia Piccini, ama definirsi “scribacchina  fiorentina” e ama  la narrativa e la poesia. Ha scritto vari romanzi tra i quali  L’IMPORTANTE è SENTIR BATTERE IL CUORE 2006 presentato alla Fiera del Libro di Torino 2007; STAVO ASPETTANDO TE 2008; SE FOSSI LEI 2012;  la silloge di poesia SEI ANIME IN ARMONIA 2012.

Ha collaborato  alla stesura di DECAMERON 2013, a cura di Marco Vichi.

Partecipa a premi e concorsi letterari, ottenendo alcuni riconoscimenti importanti quali: PREMIO CITTA’CAPITALE D’EUROPA  2012.  Finalista narrativa con SE FOSSI LEI  e Finalista Poesia con SEI ANIME IN ARMONIA , PREMIO VIAREGGIO 2013.

Cura prefazioni di altri autori poeti e scrittori fra cui “Mare di Pane” di Alessandro Pieri.

La sua meta è  la condivisione, soprattutto il piacere di leggere e scrivere con altri autori e appassionati della narrativa e poesia e dunque della vita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Claudia_Piccini

 

 

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POESIE E COMMENTI: PREMIO SAN VALENTINO D’AUTORE


  1. Cari lettori,

    continuate a commentare le opere in concorso per aiutarmi a proclamare il Vincitore.

 

  1. PREMIO “SAN VALENTINO D’AUTORE” -EDIZIONE 2016 | Lucia Sallustio (Modifica)
  2. Pingback: Premio Poesia on-line “San Valentino d’Autore” | Lucia Sallustio (Modifica)
  3. 14 febbraio

    Pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    stretta tra cento su quel barcone
    nel freddo di una libertà sognata
    tra gli urli di chi annega e implora
    di che una patria non conosce alleata

    pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    moglie e amante scomparsa
    anima senza corpo o all’obitorio a pezzi
    vittima di uomini violenti e animali
    di odio e gelosia infami

    pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    tenera mogliettina che aspetta il suo ritorno
    marinaio del tempo
    o semplice egoista
    padrone, amante violento

    e invece no
    per tutte voi questo giorno è paura normale
    un quadro senza cornice
    il trecentosessantacinquesimo uguale agli altri
    senza nessun regalo e nessun gioiello.

    Agostino Resta

  4. Ho preso una candela e avvicinandomi ho cercato di distinguere attentamente i tratti del tuo viso ma poi mi sono resa conto che sei voce . E allora che senso avrebbe avuto vederti quando già ti ho visto per migliaia di volte rispecchiato nella coscienza ? Puoi stare tranquillamente dietro l’albero e parlare per tutta la notte se vuoi. Tu non fai parte del solito gregge e quindi non limiti la mia indiscutibile libertà, non ami le banalità e non obbedisci al potere. Queste per me sono le fughe spirituali e quindi quelle che fanno bene all’anima per rigenerarsi prima di tornare se stessa. Non tutti possiedono questo grande tesoro che consiste nel senso critico. Lodano e obbediscono i superiori senza avere la minima vera considerazione . Trattano peggio delle bestie chi considerano un gradino in meno perché mancano di umanità e così finiscono sempre per pretendere e sempre per odiarsi fornendo energia negativa ed ansia.
    E’ bello sapere che qualcuno possieda (respiro lungo )autenticità.
    ( Kristina Blushi dal racconto “ Passeggiate nell’800”)

  5. Body

    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Ho già lavato il mio body
    uno nuovo, uno
    che non conosci,
    anche se sai a memoria
    tutte le mie strade.

    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Il tuo ritorno è quello
    nel mio ventre,
    nel sapore salato
    delle lacrime di gioia,
    nell’odore aspro della tua pelle di cuoio.

    Non fare tardi.
    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Il mio body, forma
    della mia acqua,
    slaccerai per farmi straripare.
    A quel punto ti avrò
    già levato ogni cosa
    e saremo un solo fiume.

    Dirce Scarpello

    • Poesia originale e dal lieve gusto erotico. Belli i versi “il mio body, forma della mia acqua, slaccerai per farmi straripare.” E, a seguire, la metafora del fiume, di un desiderio che congiunge due rivoli diversi.

  6. Parole d’amore

    Nelle pieghe della memoria
    affiorano desideri di parole d’amore
    dialogo nei pensieri

    le accolgo come riverberi
    d’un piacere sensuale
    preziose gemme di rosa
    così raffinate da abbellir la vita.

    Giorni e giorni
    inconfutabilmente scorrono lenti

    chi siamo
    dove andiamo
    arrivati ci fermiamo

    è la meta l’agognata
    la meta sperata

    messaggera è la parola
    d’un verbo classico d’amore
    che mai tramonterà sulla bocca dei poeti.

    Cresy Crescenza
    tratta dalla raccolta di poesia “A come Amore”
    Copyright©2011 Inedita

    • La ricerca della bellezza, la pace che si respira quando ci si sofferma finalmente dove il desiderio conduce. Sono le parole che rievocano e affascinano. Senza di queste la vita scorrerebbe insapore. Una bella poesia perfettamente in tema.

  7. Anacoreta
    Se tu fossi presente
    non mi mancheresti,
    e non potrei giocare
    con lo specchio di un lago,
    quando a sera riflette il cielo
    e bagnandomi l’indice
    tocco la luna.
    Acheropita la tua immagine
    brucia e mi possiede
    ed io, anacoreta del silenzio,
    ti annuso nello spazio,
    galleggiando con i vascelli della mente
    tra le labbra e gli occhi
    col mio indice bagnato.
    di Natale Buonarota

  8. Cercami
    (Da Alba e tramonto) ed. Bastogi 2007

    Se un giorno tu
    non mi trovassi più al tuo fianco,
    non credere
    che ti abbia abbandonata,
    ma cercami,
    cercami tra le fronde degli alberi
    al tramonto,
    tra le spighe di grano
    ondeggianti al vento,
    cercami
    nei mille silenzi della notte
    o nel tepore
    di un nuovo mattino
    e mi troverai
    da qualche parte
    seduto ad aspettarti.

    Lenio Vallati

  9. Aquiloni

    Quel che ti ho dato è
    fiato che regge suoni
    stanno sospesi e volano
    volano e cadono, sono aquiloni.

    Quel che ti ho dato è
    solo una mano dura
    d’erba intrecciata e sassi
    che la paura rende incerta,
    quando la stringi resta vuota struttura.

    E qual è il fine dell’aquilone
    se non attorcersi nell’aria
    e invano cercare di strappare il filo
    che lo trattiene?

    • stupendi versi che evocano il Donne dei sonetti d’amore. Un aquilone che vola alto in cielo e strattona incerto, tra gli alti e bassi, la mano che lo tiene legato. bella l’idea dell’amore nella sua incertezza, a tratti nella sua durezza dell’esigere, eppure dell’essere bino grazie ad un sottile filo che unisce ma che potrebbe spezzarsi con un gesto maldestro o l’alitare avverso del vento.

  10. FIORI D’ACCIAO

    .parlarmi della strage di Parigi
    (spiriti fragili, sussurri, sotto gli spari di un kalashnikov
    consumati come questa sigaretta che si spegne tra fiori d’acciaio)

    .suppormi la fine dei principi francesi
    all’apparire di una linea di confine fatale
    tra le parole susseguite sulla tua bocca
    come granelli di una clessidra appena capovolta.

    (Fuggire le scale nella notte con poco romanticismo
    ha qualcosa di maldestro
    quasi fosse un dolore abbattuto
    su un kamikaze senza storia.
    Tu però di me mite sai il fiato)
    .restare al porto tra partenze ed arrivi
    nella terra di nessuno che conosce bene l’equilibrio.
    Poi
    abbracciarti un attimo ancora
    confidarti francamente un utero con molta approssimazione
    pronunciarti l’errore buono della terra
    che ripete amanti e assassini
    e ci fa padri e figli prima di partire.
    (.ripropongo la mia fede, sai
    in questo nuovo intaglio
    .figli di legno da raccontare
    nasceranno
    e di noi, si dice, saranno l’Ovunque. )

    Anita Nuzzi

    Testo vincitore 4° premio – concorso ” Il ventuno a Primavera”, marzo 2015

  11. I fidanzati di Peynet

    Sono ancora lì, su quella panchina
    i fidanzati di Peynet,
    e ancora si guardano
    con occhi languidi.
    Molti inverni sono passati,
    la neve ha imbiancato
    i loro capelli
    ma loro, imperturbabili,
    continuano a baciarsi
    come se il mondo intorno
    non esistesse.
    Non ci sono per nessuno,
    i fidanzati di Peynet,
    e non hanno tempo per nessuno,
    avvertono solo
    i battiti del cuore
    e il desiderio sempre più forte
    di dirsi ‘ti amo’.
    Siamo io e te
    i fidanzati di Peynet.
    Lenio Vallati

  12. PREGHIERA D’AMORE

    Strappi di placenta bina
    Lacerano il ventre vuoto.
    Inermi le braccia
    sottratte all’abbraccio
    Si stringono ai fianchi.
    Non maledico la fortuna,
    invoco solo il buon Dio
    perché infonda in loro
    il ricordo dell’Amore
    di una madre che invano
    la giustizia ha implorato
    conscia di avere sbagliato.

    di Lucia Sallustio

  13. Non dirmi

    Non dirmi che la tela si scolora
    mentre nel vento corrono le foglie.
    Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
    sarà il sole che gioca a nascondino
    tra le chiome del cielo,
    se le mani mostran solchi assetati
    come campi d’agosto e vene scure
    sarà il rinnovarsi della nuova stagione
    che chiede altra linfa.

    E non voglio sentire questa sera
    parole d’abbandono
    mentre ti accarezzo dolcemente il viso
    e ti guardo negli occhi.

    Se una nube scura li attraversa
    saranno stormi di liberi pensieri
    diretti in volo verso l’imbrunire,
    se una lacrima compare sulla soglia
    del tuo volto ancora di bambina
    sarà una perla caduta questa sera
    dal forziere dorato delle stelle
    a rischiararci la strada del domani.

    Lenio Vallati

  14. Assenza di parole

    Non voglio sentire stasera
    false parole, conchiglie
    di vane promesse
    sul mio mare di cobalto.
    Desidero soltanto
    la tua pelle sulla mia,
    il tuo respiro affannoso
    accanto al mio,
    la tua bocca sulla mia bocca,
    mentre il sole accende di luce
    un ultimo lembo di cielo.
    Ah farfalla di sabbia,
    pensiero stupendo!
    Tu sei lontana, lo so, eppure
    sei qui con me,
    nel ciglio di un ricordo,
    nella malia di un desiderio,
    nella realtà di un sogno.
    Lacrime e sale
    morderanno la notte
    se tu non arrivi.
    Ti sento.
    Sulla spiaggia bagnata dal mare,
    sullo scoglio nudo
    della mia passione.
    Restiamo così, anima mia,
    coralli intrecciati
    al sussurro del vento,
    brezza leggera
    in assenza di parole.

    Lenio Vallati

  15. Non posso credere (Non ci sia un Amore)

    Non posso credere non ci sia un Amore
    Di quelli che
    Ti fanno dare il meglio di Te
    Per il quale sei pronto a scommettere
    Il tempo, la vita
    Per il quale la Notte diventa Giorno
    Per il quale l’egoismo e l’orgoglio
    Si sputano in faccia l’un l’altro
    E la sera non arrivi mai troppo presto

    Non posso credere non ci sia un amore
    Di quelli che brillano all’idea di un futuro
    Oltre il tramonto, e un’alba più devota
    Della pazienza di una madre

    Non posso credere non ci sia un corpo e un’anima
    Che allontanino le mie paure,
    Fughino i miei dubbi, addormentino le mie ferite
    Guariscano le mie fobie
    Abbassino le barriere di un volto stanco

    Di quelli che darebbero fino all’ultimo goccio della borraccia
    Di quelli che son pronti a scommettere su Te, su due o più di due

    Di quelli che non si spengono per un litigio, inutili barzellette del gioco di oggi,
    Ma son pronti a curare e ad essere curati
    Di quelli che accolgono le rughe come fodere di seta

    Di quelli che scendono dal piedistallo
    Perché l’alto sentimento ha più valore
    Dei tuoi infangati ricordi d’infanzia
    O degli estranei che ti hanno dilaniato

    Di quelli talmente sicuri di sé,
    Che ti fanno tremare d’imbarazzo

    A volte Io non credo ci sia un Amore per me
    Perché è così tanto che lo sto cercando
    Che la fatica avanza

    No , non credo non ci sia un amore per me
    Credo solo che sia unico e sperso per questo mondo
    Che valga la pena di faticare ancora un pò
    Magari mi sta cercando e io gli faccio da lontano cenno con la mano:
    Ehi son qui! Son io quella che ancora è disposta a credere
    Che ci sia un amore di quelli
    Che ti fanno dare il meglio di Te
    Per il quale la Notte diventa Giorno

    Claudia Piccini (Tutti i diritti riservati) Edita

    • Nella poesia di Claudia Piccini il sentimento è tanto più forte quanto più si percepisce la presenza dell’altro e contemporaneamente svanisce la sua immagine. Trovo questi versi, senza artifici, molto intensi.

      • Grazie a Lucia e ai miei amici Andrea e Lenio che sono persone uniche.Grazie ad Andrea ho saputo di questo bel concorso e Lenio di avermi dato l’opportunità di leggerla al suo evento Grazie Claudia Piccini

  16. Neve…

    È un regalo la neve
    Che cade,
    Oggi,
    Lenta,
    Pura,
    Su ogni parte di me.
    Mi accarezza, mi sfiora, mi ridona ricordi,
    Pupazzi di un tempo, stelle perfette.
    Sono certa che dall’alto sia tu,
    Mamma,
    Coi tuoi baci di bianco candore,
    A inviarmi messaggi d’amore,
    Sigillati in geometrici fiocchi.
    La neve…
    Montagne che spaziano
    intorno al mio sguardo,
    Che tutto racchiude,
    Bramoso di cime più alte,
    inviolati sentieri,
    Rocciosi cammini.
    Salendo ti ritrovo, mamma…
    Vorrei abbracciarti ancora,
    Perché l’AMORE più grande,
    da sempre
    e per sempre…
    Sarai solo tu.

    di Fulvia Niggi

  17. San Valentino
    Buon San Valentino
    a chi é innamorato,
    a chi ama
    ed è felicemente riamato,
    a chi condivide
    nel suo cuore
    amicizia e ardore.
    Ma Buon san Valentino
    anche a chi ha perso l’amore
    e sente adesso
    un grande vuoto interiore,
    sia che sia stato abbandonato
    sia che il destino
    della sua compagnia
    l’abbia anzitempo privato.
    L’amore che ha provato
    non volerà mai via,
    ma resterà con lui
    a fargli compagnia
    fino all’ultimo giorno
    della sua esistenza.
    E rimarrà anche oltre,
    oltre le nubi
    dell’umana indifferenza.
    Lenio Vallati

Quando i poeti diventano maghi. I casi di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn


Un articolo che accende la speranza di una rinata identità culturale e sociale del poeta oggi sempre più confinato a cerchie letterarie ristrette e spesso auto-referenziali o a testimone quasi inconsapevole e scomodo di una società tanto più supponente quanto più afflitta dal male di vivere.

L.S.

andrea masotti

virgilioChoi_Chi-won

Quando i poeti diventano maghi. I casi di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn.
(da Maurizio Riotto, Korean studies, Volume 38. Edito dall’Università delle Hawaii a Manoa, 2014)

In un interessante articolo Maurizio Riotto ripercorre le vicende di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn, poeta coreano del nono/decimo secolo, prima funzionario in Cina alla corte dell’imperatore Xizong; poi, una volta tornato in Corea e dopo che le sue proposte di riforma sociale erano qui state respinte, ritiratosi in volontario esilio con i familiari sul monte Kaya. Due poeti, rappresentativi della cultura antica occidentale e orientale, entrambi perfetti conoscitori del linguaggio e venerati per la loro profonda conoscenza dai posteri.
Tra loro corrono diverse analogie. Entrambi infatti secondo la leggenda sono stati dipinti come dotati di poteri soprannaturali, capaci di compiere magie e accordi con demoni e spiriti. Un letterato in estremo oriente ha una relazione familiare con l’arte divinatoria, considerata una branca delle scienze…

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Arrivano così…


Cari amici,

le opere per il premio on-line “San Valentino d’autore” continuano ad affacciarsi in questo salotto virtuale. Sono ancora poche ma di altissima qualità e varie nel loro genere.

Continuate a postare e/o solo a commentare. In caso di difficoltà ad accedere, contattatemi via mail.

L.S.