Quando i poeti diventano maghi. I casi di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn


Un articolo che accende la speranza di una rinata identità culturale e sociale del poeta oggi sempre più confinato a cerchie letterarie ristrette e spesso auto-referenziali o a testimone quasi inconsapevole e scomodo di una società tanto più supponente quanto più afflitta dal male di vivere.

L.S.

andrea masotti

virgilioChoi_Chi-won

Quando i poeti diventano maghi. I casi di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn.
(da Maurizio Riotto, Korean studies, Volume 38. Edito dall’Università delle Hawaii a Manoa, 2014)

In un interessante articolo Maurizio Riotto ripercorre le vicende di Virgilio e Ch’oe Ch’iwŏn, poeta coreano del nono/decimo secolo, prima funzionario in Cina alla corte dell’imperatore Xizong; poi, una volta tornato in Corea e dopo che le sue proposte di riforma sociale erano qui state respinte, ritiratosi in volontario esilio con i familiari sul monte Kaya. Due poeti, rappresentativi della cultura antica occidentale e orientale, entrambi perfetti conoscitori del linguaggio e venerati per la loro profonda conoscenza dai posteri.
Tra loro corrono diverse analogie. Entrambi infatti secondo la leggenda sono stati dipinti come dotati di poteri soprannaturali, capaci di compiere magie e accordi con demoni e spiriti. Un letterato in estremo oriente ha una relazione familiare con l’arte divinatoria, considerata una branca delle scienze…

View original post 365 altre parole

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...