Letteratura è vita?


…Sono innamorata pazza dei libri di Banana Yoshimoto e di
Amélie Nothomb. Quando esce un nuovo romanzo di una delle
due, corro subito a comprarmelo e non riesco a staccarmene finché
non l’ho divorato.»
«Piacciono anche a te? Sai che uno dei miei primi cortometraggi
si ispirava proprio a Kitchen? Ormai è un classico. Con le ambientazioni
surreali della Nothomb devo ancora provarci. Ultimamente
mi sto dedicando alle problematiche multiculturali.»
«Come si chiama?»
«Cosa?»
«Il corto sul quale stai lavorando ora.»
«Dimmi che non ti chiami Mohammed»
«Ah.»
«Ah, cosa? Non dirmi che non ti sei accorta che ormai viviamo
in un melting pot, anzi in una cocotte a pressione, lo dice un’attrice
nel mio film, che sembra dover esplodere da un momento
all’altro. Non sei mai andata nel quartiere arabo a Madrid? Perfino
tra di loro ci sono tensioni. Non parliamo, poi, dei madrileni.
Non c’è mai stata una vera integrazione con gli altri popoli. Eppure
dovrebbero essersi ormai abituati dopo secoli di contaminazioni.
»

Dal capitolo 12 “Contraddizioni” del romanzo “L’equilibrio imperfetto” di Lucia Sallustio

Letture: “La dodicesima stanza” di Teresa Antonacci


Il romanzo “La dodicesima stanza” dell’amica Teresa Antonacci è stato la mia ultima lettura. E quando il romanzo è buono, non ci sono impegni e stanchezza che tengano. Lettura tutta d’un fiato grazie ad una trama avvincente e ad una scrittura densa, lirica, che sa di mare anche quando il mare è lontano parecchie miglia e che non s’inquina del rumore e del caos delle grandi città che Alina attraversa per oltre un trentennio prima di ritornare al suo mare di Polignano.
Un romanzo breve che si dilata nel cuore, a mulinello, a propagarsi d’onde e fa piangere e gioire insieme, perché il dolore è parte della vita e la gioia sempre pronta ad aspettare dietro l’angolo chi vuole vivere la vita intensamente nonostante tutto e tutti, fino all’ultima goccia.
Brava Teresa, aspetto la prossima lettura. Sappi che mi hai messa in crisi. 🙂

La baia


Dall’alto della Montagna dei Pizzi dove erano alloggiati con
gusto sapiente i giardini La Mortella, la baia si stendeva come
un merletto sotto il sole che aggiungeva ricami di luce. Le
onde leggere disegnavano arabeschi sulla sabbia vulcanica. L’odore
di bosco di lecci misto alle fragranze floreali e arbustive la faceva
sentire leggera, quasi sgravata da un peso materiale. In quella
nicchia verde la sua indole romantica si beava, il suo spirito si
slegava dalla logica dell’hic et nunc e s’involava immateriale tra il
vago dei pensieri, ombre felici e appagate.
Dal capitolo 14 de “L’equilibrio imperfetto” di Lucia Sallustio