Mitica Virginia Woolf, mitica letteratura.

DIstrazione


Traduco da “Gita al faro” di Virginia Woolf No comment. Ricordo solo che ho tradotto alcuni anni fa per delle mie studentesse di V classe, per il pranzo dei 100 giorni. Poi ho aggiunto pensieri di K. Gibran. Chissà perché me ne rammento solo ora…

Poi si apriva la porta ed entravano loro, fresche come rose, lo sguardo intento, già sveglie, come se entrare nella sala da pranzo dopo colazione, cosa che facevano ogni santo giorno della loro vita, fosse un evento straordinario per loro e, così, per una cosa o per l’altra, si stupivano tutto il giorno fino a quando lei saliva nelle loro stanze ad augurare la buona notte e le trovava raggomitolate tra le lenzuola, come uccellini tra ciliegie e bacche, ancora ad inventarsi storie su qualche sciocchezzuola- qualcosa che avevano sentito, o che avevano raccolto in giardino. Avevano i loro piccoli tesori nascosti. E così se ne tornava giù e diceva al marito: “Ma perché devono crescere e perdere tutto ciò? Non saranno mai più così felici.” E lui si arrabbiava e ribatteva: “Perché guardi la vita da questa prospettiva così negativa? Non ha senso.
V. W.

I figli non sono nostri. Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Vengono al mondo attraverso noi ma non da noi. E benché ci assomiglino non ci appartengono. Possiamo donare loro il nostro amore ma non i nostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro. Possiamo dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime. Giacché le loro anime albergano nella casa del domani, che noi non possiamo visitare neppure in sogno. Possiamo tentare d’essere come loro, ma non di renderli come noi stessi. Giacché la vita non indietreggia né s’attarda sul passato. Noi siamo gli archi dai quali i nostri figli, frecce viventi, sono scoccati per andare avanti. L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’Infinito, e vi tende con tutta la sua potenza affinché le sue frecce possano andare veloci e lontano. Sia gioioso il tuo tenderti nella mano dell’Arciere; poiché se ami il dardo sfrecciante, così ami l’arco che saldo rimane……”.

K.G.

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Verso il terzo compleanno da blogger


Il 10 novembre questo blog compirà 3 anni.  Oggi, 4 novembre, il contatore di WordPress dice:

19.898

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Vorrei tanto raggiungere le 20.00 visite entro quella data. Mi aiutate?

L.S.

Incipit: proviamo a parlarne.


Oggi sono in vena di confronto, ho bisogno di sapere, di capire se questa pagina può funzionare come inizio di un romanzo o se, al contrario, non funziona, funziona male, solo a metà.

Se, per caso mi leggete, per favore lasciatemi un commento.

Grazie

Erano giorni che continuava ad arrovellarsi, senza trovare una soluzione, sia pure la più stupida, la più irragionevole, ma almeno una che gli acchetasse l’ansia che gli aveva ingrippato il cervello e tolto d’un tratto la serenità. Quello sguardo. Non riusciva a levarsi dagli occhi l’espressione miserevole e pietosa di quel volto cereo, d’una bellezza che non si smorzava neppure nello sguardo obliquo della penitente. Anzi, si accendeva d’una sensualità che incantava ed entrava dritta nelle vene dilatate dallo spasmo. Il volto afflitto della Maddalena, con quegli occhi grandi rivolti verso terra con verecondia, incorniciato dai lunghi capelli. Scivolavano lungo la schiena, le accarezzavano impudichi le natiche, ciocche avvolte a serpente come a ricordare Eva, la progenitrice delle peccatrici. L’aveva sognata perfino, nelle pochissime ore in cui, sfinito, s’era addormentato. Nel sogno gli aveva puntato gli occhi dolcissimi e sensuali dentro i suoi e si era sentito invadere da una sorta di veleno che lo aveva tenuto immobilizzato a letto per un bel po’. Ricordava ancora con fastidio la sensazione di paralisi quando aveva tentato di alzarsi e non ci era riuscito. Il corpo non rispondeva ai comandi, restava fisso, supino e un urlo di paura bloccato in gola lo soffocava. Si era svegliato fiacco, come se avesse fatto lavori pesanti tutta la notte. Quella statua lo stava facendo diventare pazzo. Per anni era rimasta chiusa nell’atelier dell’artista, gli aveva raccontato il parroco. Erano corse voci sulla modella che aveva posato per la sua realizzazione, si era gridato allo scandalo e quelli che erano riusciti a vedere la statua, nel privato del monolocale abbandonato alla sozzura e alla semi-oscurità, l’avevano chiamata la scandalosa. A tutti gli altri, ai credenti che durante la messa o nei giorni delle processioni affollavano le navate, non era mai stato concesso di fruire di tanta bellezza sublimata. I pochi che ne avevano avuto il privilegio avevano contribuito a depauperare la memoria già dubbia dell’artista. La scandalosa. Non era una novità per Maddalena che per secoli aveva conosciuto l’ostracismo della gente perbene, dei falsi moralisti, che era stata nominata nei testi accreditati e in altri rimasti sconosciuti, inserita nei Vangeli, apocrifi compresi, e, ancora vivente, era stata additata per strada. Tutti filistei, ipocriti, bisognosi di riversare il loro odio su qualcosa di tangibile o, meglio, su qualcuno, aveva concluso. Lei era stata un bersaglio e mai nessuno a scrutarle l’animo buono e generoso, quello stesso che si era preso il carico della colpa e della caducità dell’uomo. L’Uomo, appunto. Un uomo unico, straordinario, ma pur sempre dotato della stessa bassa carnalità di tutti i figli di Dio. Sermoni e pregiudizi a parte, quel volto gli diceva qualcosa, lo turbava fin nell’intimo, gli metteva un’eccitazione impudica, di quelle che aveva provato solo con certe donne.

tratto da “La modella albanese” di Lucia Sallustio

“La Fidanzata di Joe” nel dibattito molfettesi nel mondo sabato 3 settembre all’Ipercoop


Questo l’articolo sul giornale molfettese on-line:

 

Molfettesi nel mondo: dal 1 settembre iniziative culturali per la festa patronale

 

MOLFETTA – Sono oltre 60mila i molfettesi che popolano nel mondo diverse comunità, di cui 5 in Australia, una negli stati uniti ed una a Buenos Aires (Argentina), oltre a quelle in Canada, Venezuela e nel resto d’Europa. Molte di queste comunità festeggiano la Madonna dei Martiri, evento religioso in grado di accomunare tutti i molfettesi nel mondo. Una festa che è un vero collante e punto di riferimento, un richiamo per tutti loro che ogni anno si ritrovano nel meraviglioso comune del nord barese per respirare l’aria del paese d’origine.
Grande entusiasmo a Molfetta per i festeggiamenti in occasione della Madonna dei Martiri che, per un’intera settimana l’Associazionedei Molfettesi nel Mondo, ha voluto dedicare agli emigranti che tornano a far visita alla splendida città di Molfetta, dove hanno le loro radici.
L’avvio ai festeggiamenti avverrà con la presentazione del programma della festa patronale giovedì 1° settembre dalle ore 18 proprio all’interno del Gran Shopping Mongolfiera con la partecipazione del Comitato organizzatore dell’evento. Subito dopo sarà presentato l’attesissimo calendario 2012 della Basilica della Madonna dei Martiri a cura di Padre Giuseppe Tomiri, Rettore della Basilica.
A seguire una grande festa per i 30 anni dell’associazione e la presentazione del libro “Il cuore al di la degli oceani” di Giovanni La Candia che ne ripercorre la storia e le tappe.
Venerdì 2 settembre all’interno della galleria commerciale l’inaugurazione dell’esposizione fotografica di gigantografie della festa della Madonna dei Martiri a Molfetta, Hoboken, Buenos Aires e Australia, che sarà possibile ammirare fino al 30 settembre.
Mentre sabato 3 settembre dalle ore 18 l’evento dal titolo «Molfettesi d’oltre oceano», una videoconferenza Skype con gli Stati Uniti grazie a cui i concittadini di Molfetta si racconteranno. Nell’occasione sarà presentata la 85esima edizione dell’«Hoboken Italian Festival»con il coinvolgimento dei membri e delle associazioni statunitensi. Subito dopo sketch in dialetto molfettese. Nel pomeriggio un appassionante dibattito con la docente di lingue Lucia Sallustio sui temi dell’immigrazione.
A conclusione delle 3 giornate organizzate testimonianze dei molfettesi vissuti in Argentina, che dopo ben 50 anni sono tornati nella loro città grazie all’intervento del Comune di Molfetta e del consigliere comunale Benito Cimillo delegato ai rapporti con l’estero.

e questo il link:

http://www.quindici-molfetta.it/molfettesi-nel-mondo-dall-1-settembre-iniziative-culturali-per-la-festa-patronale_23554.aspx