Premio Poesia on-line “San Valentino d’Autore”


PREMIO “SAN VALENTINO D’AUTORE” -EDIZIONE 2016

DSCF0968Cari Amici ,

poeti e scrittori, blogger o lettori, innamorati della vita e fiduciosi nell’Amore, a pochissimi giorni dalla ricorrenza di San Valentino, come sempre Vi invito a lasciare qualche verso nei post di questo articolo per condividerlo con chi, di fronte all’amarezza dei giorni e alle sfide non attese, crede ancora  nella resistenza con armi spuntate e ali di Cupido.

Una novità introdotta dal premio in questo 2016 è nella possibilità di inserire oltre ai versi di Amore anche prosa poetica, stralci di romanzi di non oltre una pagina o riflessioni sul tema.

Le opere potranno essere edite o inedite, a scelta dell’autore. Vi ricordo che la dicitura “Premio di San Valentino” non si riferisce ad un premio reale con incontro in presenza, ma tutto rimane giocato nell’ambito dello scambio di versi meramente virtuale. Una vetrina in più per chi scrive e spunti di riflessione per chi ama leggere e commentare. Il premio consisterà nella individuazione dell’opera che ha ricevuto il maggior numero di commenti positivi.

Per inaugurare l’edizione 2016, lancio la mia opera che, quest’anno, è un haiku.

 

di Lucia Sallustio

I giorni della Merla

Tu, luce fissa

nei giorni della merla,

rischiari albe.

di Lucia Sallustio

Non siate timidi e partecipate numerosi.

L.S.

PREMIO ON-LINE DI POESIA “SAN VALENTINO D’AUTORE”

 

Regolamento

  • La partecipazione al Concorso implica l’accettazione incondizionata di questo regolamento
  • Il concorso è completamente gratuito
  • Possono partecipare autori italiani e stranieri con poesie in lingua italiana o in lingua straniera purché provviste ditraduzione
  • Ogni autore è responsabile delle proprie opere, ne garantisce la paternità: accettando la partecipazione esonera il blog Lucia Sallustio da responsabilità o danni, diretti e indiretti, anche nei confronti di terzi, derivanti dai contenuti pubblicati
  • Saranno immediatamente escluse opere che contengono elementi razzisti, pornografici, blasfemi o d’incitamento all’odio, alla violenza, alla discriminazione di alcun tipo
  • Per partecipare l’autore dovrà postare le proprie opere come commento entro la mezzanotte del giorno 14 febbraio a partire dalla data odierna
  • Le poesie, edite o inedite, dovranno  recare il nome dell’autore, se edite dovranno citare l’opera dalla quale sono state estratte, editore e anno di pubblicazione e non dovranno superare, preferibilmente,  i 30 versi
  • Giuria: tutte le poesie saranno immediatamente pubblicate sul blog, saranno i lettori a votare con i loro commenti e Mi piace decretando la poesia vincitrice. La votazione parte dalla data stessa del post. I partecipanti possono votare le altre opere, tranne la propria.
  • L’autore della poesia vincitrice avrà diritto alla vetrina “San Valentino d’Autore” con poesia, fotografia e biografia  sul blog:www.luciasallustio.wordpresss.com

Ringrazio chiunque voglia partecipare, autori e giurati, sperando in una partecipazione numerosa.

L.S.

PREMIO “SAN VALENTINO D’AUTORE” -EDIZIONE 2015

Eccoci qua, a meno di un mese dalla festa degli innamorati. Il salotto virtuale “San Valentino d’autore” riapre le porte per il terzo anno a quanti vogliano riconfermare con versi inediti o editi un sentimento sempre attuale, anzi così attuale da essere l’unico in grado di ridare la ragione a chi, in questo momento storico, reclama odio e vendetta.
Come si conviene, da padrona di casa, inauguro la sessione 2015 con la mia ultima composizione:

Sotto i tetti di Parigi

DSCF0968

Sotto i tetti di Parigi
ho abbracciato le stelle
sfiorando i contorni
delle tue labbra di rosa.
Nella brezza del mattino
avvinta a te, coglievo
della notte illuminata
l’ultimo ammiccare.
Nell’alone della luna,
spavaldo sedeva il giorno
e al suo chiarore
impallidiva il ricordo
di notti ricamate
con dita di passione.
Sotto i tetti di Parigi,
ho scritto un capitolo
del nostro amore.

di Lucia Sallustio

Scrivete numerosi e commentate.
Buon “San Valentino d’autore”

L.S.

Arriva, arriva. E’ l’amico poeta Natale Buonarota a postare il primo testo “TU”.
Lo pubblico in originale come mi è pervenuto.
Poesia di natale Buonarota per San Valentino d'autore 2015

Continuate a inviarmi testi anche in allegato all’indirizzo di FB o postando direttamente come Risposta. Provvedo io a darne visibilità sul blog. Grazie

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2014

Quest’anno “San Valentino d’Autore” non si svolgerà come un concorso, ma sarà una mera vetrina virtuale per chi scrive e pubblica versi d’amore e ama condividerli in un salotto letterario sul web.

Allora lancio subito l’iniziativa con una mia composizione fresca di giornata e aspetto di leggere le Vostre, inedite o già pubblicate. Decidete voi e facciamo sì che la poesia resti viva a suggellare un sentimento eterno.

Bagliori di un Amore

Al brillare delle ultime  luci

Di un Natale appena chiuso

Nelle scatole dei ricordi,

Nella fosforescenza della sera

Ci ritrovammo abbracciati

Nel bosco incantato

A dimenticare il clamore.

Sotto impazzava la festa

Sopra si accendeva la notte

E l’abbaino spiava respiri

Di una felicità rinnovata.

Volava ogni offesa passata

E nel cielo si faceva stella.

Di Lucia Sallustio

S’avvicina la festa, meno di 1 mese, molto meno.

Che facciamo, bissiamo? Ripartiamo con lo scambio di poesie d’amore? Onoriamo il tema in versi?

A Voi la parola, il salotto virtuale è a disposizione di chi d’amore scrive e di chi legge poesia d’amore.

Lucia SallustioDSCF0968

POESIA N°1

Il quarto fiammifero di Prévert.

Scivola la Senna lenta,

soffice come cuscino,

dove si addormenta

dondolando

l’ultimo bateau.

Argini grigi di cemento

si appisolano

attraccati ai muti ponti,

poi si coprono della stessa luce

che dagli occhi dei palazzi

bagna e colora “Paris at night”

In questo lento film

il tuo viso mi appartiene.

Lo zolfo dei primi tre fiammiferi

già consunto su carta di vetro.

Rimane tra le mie dita

il quarto fiammifero di Prévert

che non accendo.

Non potrei mai più

poi

illuminarti ancora.

Lo divido a metà.

Il legno in tasca

lo zolfo nel cuore.

La carta di vetro

l’abbandono alla brezza,

poi si adagia, si bagna,

scorre con la Senna

che ancora scivola lenta,

verso noi.

(versi di Natale Buonarota)

UNO DI DUE (ASSOLO)

Strana solitudine fende l’aria
Il mio passo solerte sul selciato
Non risuona dell’eco prolungata
Del molleggiare dolce del corpo tuo.
Indaffarata turbino nel mondo
Di incombenze ingravidata,
Sorrisi e mani strette tra vecchi amici.
Eppure mi manca il tuo ascoltare
Paziente, il tuo sparire inaspettato,
La falcata del tuo passo quando torni.
Mi manca il tuo sorridere giocoso
Il tuo scherno a volte irrispettoso
L’affanno mio non condiviso è solo.
di Lucia Sallustio ( poesia fuori concorso)

Ora aspetto le Vostre poesie e, nel mentre, condivido questo bellissimo video carico di emozioni appena regalatomi da un’amica. La località è Minervino Murge, splendido angolo della Puglia.

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220 thoughts on “Premio Poesia on-line “San Valentino d’Autore”

  1. POESIA N° 1

    PRIMA DEL TROPPO TARDI

    Lo sbadiglio dell’alba – mia Principessa –
    temporeggia in preliminari assenti e vivi.

    L’estro d’un tempo vagabondo slaccia scuce l’intimo sfila
    con mani di servo sognatore. La caccia al tesoro dei sensori.

    E polpastrelli suonano la pelle; ha voce l’arpa dei capelli.
    Labbra sfiorano le labbra: andirivieni di felicità.

    S’invertono sovente inizio e fine; silenzi di velluto regalati.
    Amplesso illimitato alla moviola.

    Il brindisi ruffiano da Margot… Il semiserio baciamano…
    la camicetta a rose mozzafiato… la passeggiata verso l’infinito…
    la mansarda sospesa tra le stelle…

    Ma si paga lo scotto desolante nell’ordito dei giorni dispettosi
    nel passarsi tra loro il testimone.
    S’impigliano menzogne mascherate passate e presenti
    edulcorate, contrapposte.
    Il sole s’impone prepotente e restano soltanto – ahimè – rimpianti.

    T’aspetterò, come allora, Principessa
    il quattordici febbraio prossimo venturo
    per fare un ballo tête-à-tête
    prorogato nel lontano sessantacinque
    per motivi che non ricordo più…

    Autore: ENZO CAVARICCI

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  3. 2

    FERMIAMO L’INCANTO

    Rimani in silenzio
    e ascolta il vento
    tiepido il suo fruscio
    … tienimi più vicina,
    guarda l’esili dita della luna calante,
    filtrano dalle persiane,
    giocano sulle mani,
    sui visi, sulle gambe.

    Trattieni il mio sguardo,
    catturalo in eterno
    dimenticando il tempo;
    l’amaca della luna
    par dondolarci piano
    e una musica dolce
    si scioglie nelle vene,
    sull’onda della notte
    voleremo lontano.

    Se mi stringi più forte
    avrò brividi nuovi
    non di freddo, di male,
    di fuoco, ed emozione
    … non parlare, ti prego,
    sta recitando versi
    i battiti del cuore,
    fermiamo quest’incanto
    … non facciamo l’amore.
    di Maria Rizzi

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      • Cara Lucia, ti sono grata per aver inserito i miei versi e auguro tanto successo alla tua lodevole iniziativa! Un caldo ringraziamento anche ad Alessandro Lattarulo!

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    • Un’atmosfera di emozioni sottili e delicate che dà come dice la chiusura, un incanto tanto totalizzante da rendere superflua la stessa fisicità.
      Ti ringrazio per aver dedicato un po’ di attenzione ai miei versi.

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      • Carissimi Lucia, Enzo, Andrea,
        mi avete commossa. Io non sono Poeta. Non più da tanti anni e ho onorato il blog di Lucia, perché è mia Amica e la stimo infinitamente come Donna e come Artista!

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    • Trattieni il mio sguardo, – catturalo in eterno – dimenticando il tempo. Versi sublimi! Non mi stupiscono le sensazioni di Maria: è un’anima rara che si aggira nei sentieri di un giardino incantato…

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    • La lirica celebra magistralmente l’afflato completo delle anime che va ben oltre il momento contingente (Trattieni il mio sguardo,/catturalo in eterno/dimenticando il tempo), diventando eterno (fermiamo questo incanto); la comunione d’anime tra i due innamorati inizia sì con il contatto dei corpi (tienimi più vicina…Se mi stringi più forte) ma poi va ben oltre il contatto fisico; diventa sublimazione dell’amore, incanto, che persino il fare l’amore potrebbe sciupare.
      Ester Cecere

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      • Roberto, Ester: grazie a voi, Anime Elette, dopo anni di silenzio “stan recitando versi i battiti del cuore”… Siete meravigliosi!

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  4. 3

    L’assenza

    Come fruscio d’ali
    catturar vorrei
    sibili di vento tiepido
    al calar del buio.

    Dividere con te
    l’assenza del tempo
    per costruire il nulla
    del mio essere vuoto.

    Bianca e candida
    come neve alpina
    la tela del mio cuore
    affranto dalla tua assenza.

    Sciolti acquerelli
    scivolati via coi ricordi
    del tempo che fu nostro.

    Oscura camera
    senza luce
    senza te
    senza il profumo
    del tuo esserci.

    Mi manca tutto
    anche la tua assenza.

    Natale Buonarota

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  5. Giuseppina Di Leo on gennaio 20, 2013 at 4:42 pm said: [Edit]
    4

    Ubu roi nel cielo

    Roi Ubu s’è fatto nuvola!
    A spasso se ne va con un’amica
    nuvola anche lei, naturalmente

    la porta nel buco al centro della pancia
    mostrandole dall’alto il mondo intero.
    Con parole velate, amore in sé,
    le dice:

    «Vieni, cara, con me nel cielo
    leggi con me, instancabilmente
    insieme, proviamo a leggere

    leggere, leggere:
    leggère poesie d’amore».
    Giuseppina Di Leo
    (da: Con l’inchiostro rosso, Sentieri Meridiani Edizioni 2012)

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    • Versi ispirati (credo) dalla pièce teatrale di Alfred Jarry con alcuni spunti personali dell’autrice. Originali i due versi finali che creano graziose suggestioni con lo spostamento di accenti (lèggere – leggèro).

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      • roberto ti ringrazio. è vero, roi ubu è un personaggio di jarry, tuttavia l’ispirazione è scaturita proprio da… una nuvola!
        giuseppina di leo

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  6. 5

    Ester Cecere on gennaio 21, 2013 at 2:52 pm said: [Edit]
    Una trapunta di stelle
    Col manto della notte
    copriamoci
    e alle stelle di scendere
    chiediamo,
    sì da avere un trapunta
    di luccichii adorna.
    Poi abbracciami.

    Mi addormenterò
    con le tue labbra sulle mie.

    Ester Cecere

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  7. 6

    Maristella Occhionero
    on gennaio 21, 2013 at 12:04 pm said: [Edit]
    LO SFONDO
    Se tutto il resto sbiadisse,
    evaporasse…
    non sarebbe così male…

    se tutto diventasse un semplice sfondo
    e noi i colori e le forme,

    noi in primo piano
    e il resto dietro
    a schiarirsi fino a svanire…

    Se niente potesse ritornare,
    se anche i ricordi perdessero consistenza…

    Io e te saremmo in un posto qualunque,
    in un letto qualunque,
    in un pianeta qualunque.

    Saremmo solo io e te
    e i tuoi occhi
    e le mie mani.
    Intrecciati e avvolti
    da uno sfondo qualunque
    circondati da un mondo qualunque….
    …solo io e te…

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    • Esalta l’intensità amorosa che rende gli amanti di “perdere” la collocazione spazio-temporale. E’ una sensazione che avviene comunemente quando si ama molto intensamente eppure è poco celebrato.
      “Intrecciati e avvolti
      da uno sfondo qualunque
      circondati da un mondo qualunque….
      …solo io e te…”
      Bravissima l’autrice nell’evidenziarlo così poeticamente. Splendida la chiusa!

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  8. 7

    Andrea Masotti on gennaio 21, 2013 at 8:13 pm said: [Edit]
    Rasserenati

    Rasserenati,
    lontano è il giorno
    quando le nostre ombre
    si allungheranno
    al sole di novembre,
    voglio sentire ancora
    l’umidore dei baci
    che come la rugiada
    salutano il mattino.

    Molte impronte lasciate
    nel viottolo, nel fango
    insieme, sulla neve,
    lasciano ricrescere
    in breve tempo l’erba
    non riavvolgere il velo
    non si disperda
    anche l’ultima notte.

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  9. 8

    Rossella dell’Olio on gennaio 22, 2013 at 11:45 am said: [Edit]
    L’ AMORE E’ VITA
    Un tocco.
    Delicato come neve.
    La tua mano fatata
    pizzica le corde del mio cuore.
    E’ felice di comporre musica per te.
    E tu ridi.
    Il tuo sorriso radioso mi avvolge,
    abbraccia cose e persone.
    Tutto, con te, è vita.

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  10. 9

    Tempesta

    Mare in tempesta
    come questo mio cuore.
    Onde alte, spuma bianca
    sbattono contro gli scogli
    insieme alla mia anima.
    Il vento soffia forte
    io resto ferma
    vorrei lasciarmi trasportare
    vorrei volare fino a te
    e gridarti tutto il mio dolore.
    Il tuo abbandono mi strugge
    sento il mio cuore dal petto
    strappato
    calpestato
    gettato.
    Urlo il tuo nome contro il vento,
    ma la mia voce non esce.
    Ancora la tempetsa non si placa
    come questo agitarsi del mio cuore

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    • Rita combatte contro un mare che la sommerge. Mi auguro che la tempesta si plachi, o il cuore si spezzerà. E spero che i versi di dolore siano soltanto un’ “invenzione” dell’anima…

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  11. 10

    Taci

    Taci.
    Tu donna nuda bella
    quasi, una modella.
    Taci.
    Tu donna vestita nei fianchi
    quasi, ricordi i miei pianti.
    Taci.
    Oh nuda che somigli alla mia bocca
    e rassomigli al sapore del vino che trabocca.

    Farfalla silenziosa,
    tu che poggi sulla mia rosa.
    Taci.
    Il silenzio percorre le nostre voci.
    Ascolti?

    E taci sulle montagne d’autunno,
    taci sui nostri pensieri,
    nei nostri sentieri.
    Taci sulle parole mai dette,
    ascolta questo silenzio che ci percorre.
    Odi l’amore, lo vedi? Corre.

    Passero bianco che volteggi,
    lo vedi tu come festeggi?
    Farfalla rosa, tu mia prosa,
    la vedi dove si posa?

    Guarda.
    Assapora ogni angolo di questo mondo,
    ci gira tutto intorno.
    Lo vedi? L’amore fa sembrare tutto tondo.

    E taci nei nostri cuori,
    taci, nelle nostre orecchie
    e nei nostri ricordi.

    Farfalle addormentate nei sogni
    volate su ogni mare deserto,
    volate su ogni orizzonte incerto.

    Prima viene e poi che va,
    prima s’asciuga e poi si bagna,
    oh dolce donna divina.

    (Titolo: Taci – poesia tratta da “Bisbigli nella notte” di Giovannangelo Salvemini – Edita: Wip Edizioni)

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  12. Pingback: Premio Poesia on-line “San Valentino d’Autore” | La fidanzata di Joe

  13. 11

    Giulia on gennaio 22, 2013 at 5:29 pm said: [Edit]
    DESIDERIO
    Dimmi
    se questo è amore,
    questo desiderio
    che mi tiene in caldo il cuore
    ora che non ci sei.
    Dimmi se è amore
    questo desiderio
    che ha chiuso in uno scrigno
    la mia pazienza.
    Parla d’amore il vento
    sulla mia faccia
    mentre raccolgo papaveri,
    rossi come le mie ferite
    che non guariscono mai.

    12

    AVERTI
    Averti è un aprire le ali,
    sognarti è un battere di ciglia,
    lasciarti un esercizio d’agonia,
    amarti è un po’ come morire.

    Giulia Basile (da “Rendimi l’anima”-Futura ED.- 2012- Gruppo Women@Work)

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  14. 13

    CON L’INDICE DELLA MANO DESTRA

    Con l’indice della mano destra
    tagliavi il filo d’acqua che scorreva,
    più e più volte,
    per saggiarne la temperatura,
    dicevi.
    Sai, è illusorio tagliare
    l’acqua che scorre.
    E’ illusorio tentare di spezzare
    la mia vita,
    più e più volte,
    nello stesso, identico punto.
    Si ripristina e fluisce,
    va dove c’è bisogno di lei,
    verso terre aride e sitibonde,
    portandovi lo speciale conforto
    di chi conosce il patire.
    O scorre verso il mare,
    dopo un lungo viaggio,
    insieme ad altre acque simili alla mia,
    illusoriamente tagliate,
    più e più volte,
    nelo stesso, identico punto,
    il cuore.
    Lì si confonde
    e si perde
    e si salva.
    Nessun dito
    ha mai attraversato
    da parte a parte
    il mare.
    Copyright 2011 – Salvatore Bernocco

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  15. Elèna Italiano


    14

    Incontro

    Gelidi polpastrelli
    su di un viso
    carnoso.
    Brividi
    lungo il corpo.
    Tachicardia.
    Sudorazione impazzita.
    Adrenalina
    cooptata e sospinta in un sorriso che esplode
    isterico.
    Ma prima che tu percepisca
    il fremito,
    io mi volto.
    E’ già dietro le mie spalle,
    quel
    “c i a o”
    tremante
    come queste parole,
    spezzate.

    Elèna Italiano

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  16. 15
    EMOZIONI
    L’emozione ti assale, sei percorsa da un brivido;
    rossore quasi livido sul volto bello e ovale.
    Il sangue ti defluisce dalle vene e il pallore
    svela acuto malore; del sogno tuo svanisce
    nel nulla l’illusione.

    E’ forte la passione; nel cielo tra le nubi,
    cammini e dolce tubi per la bella visione.
    Si addensa nel pensiero la voglia di gridare;
    vorresti avanti andare su sella del destriero,
    col manto tuo di seta.

    Cavalchi senza meta sulla dorsale bianca;
    l’animo non si stanca di luce sua segreta.
    Lassù tu la vedrai lucente e innamorata,
    discende trasognata, al cuor la stringerai.
    tremante ed insicura.

    Zampilli d’acqua pura su labbra a fior di loto,
    i baci tuoi nel vuoto non spengono l’arsura;
    e le tue mani calde non fanno più carezze,
    tu soffri scabre asprezze nelle tue membra salde,
    deluse ed accasciate.

    Cantano serenate graziosi gli uccellini,
    tra rose e gelsomini, dal cuore son strappate;
    dormire tu vorresti nel dolce suo tepore.
    di cascate il fragore, sereni luoghi agresti
    nel verde soleggiati.
    Dorella Dignola

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  17. 16

    HO A CUORE

    Ho a cuore la tua salute, amico mio.
    ho a cuore la tua libertà.
    ciò che ci lega non ci incolla,
    non ci fonde l’uno all’altro,
    non è resina profumata di un pino
    che pare soffice balsamo,
    ma soffoca e cristallizza.
    non ci sono corde,
    non ci sono catene,
    solo un filo di seta: tu hai un capo, io l’altro.
    solo un arcobaleno,
    la brezza di mare, il profumo del sale.
    venga pure una burrasca notturna,
    non temere
    diventerà traccia di luna, lucente,
    sul mare tranquillo d’ ardesia.
    ho a cuore la tua felicità, amore mio.

    Loredana D’Alfonso

    17

    NON CERCARE

    Non cercare lacrime sul mio viso
    quelle le ho piante tutte di nascosto
    quando non guardavi
    la mia mano non è tesa a mendicare
    ho i pugni stretti nelle tasche
    il mio sorriso è fisso
    lo stendo la sera come fosse smalto
    ma ogni giorno e ogni notte
    ti ho aspettato sulle scale
    passavi di fretta senza vedermi mai
    occupato a fare di tutto
    affannato a riempire il tuo tempo
    a chiudere ogni fessura
    dove potesse entrare il mio respiro.

    Loredana D’Alfonso

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    • Loredana col “filo di seta” e “i pugni stretti nelle tasche”… per cercare di difendere un amore sofferto ma pulsante come la brezza del mare o il sapore del sale. “NON CERCARE” è una lirica che, pur se in versi liberi privi di segni di interpunzione, possiede una raffinalità musicalità. Le metafore, originalissime ed efficaci, celano aneliti di intensa e soave passionalità.

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    • Un’amica che non finisce di sorprendermi! Le sue liriche sembrano antiche quanto il suo vivere e sbucano, invece, viole sotto il manto di neve… Originali, ricche di autentico pathos, avvolgenti e vere… incatenano!

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  18. 18
    Non c’è più Amore

    Legata al nulla del ricordo
    di lai salate le sue guance bagnano
    Terso il suo ventre anela carezze
    Turgidi i suoi seni invocano baci

    Carni lasciate al tempo
    perse nel deserto dell’oblio
    Parole decantate da bocche amate
    Anime s’incontrano sulla giostra della vita

    Grido di speranza s’alza
    mani stanche raccolgono
    Destino ch’unisce
    indissolubilmente

    Era lui, era lei, erano loro.
    Nessuna scalfittura
    Nulla separava

    Una voce levò
    Un attimo…e nulla restò

    Come sabbia che scivola lenta fra le dita.

    E’ tardi
    Il tempo è scaduto
    Non c’è più nulla da dire
    Non c’è più nulla da fare

    Non c’è più Amore.

    Silvana Puschietta
    Inedita
    Dicembre 2012

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  19. 19

    Alessandro Lattarulo on gennaio 24, 2013 at 7:05 pm said: [Edit]
    Non voglio abbandonare l’amore

    Dei tuoi capelli
    l’ombra
    mi insegue
    anche di notte.

    Dei tuoi occhi
    il colore
    ravviva
    questi sogni.

    Del tuo abbraccio
    il circolo
    avvicina
    questi baci.

    Del tuo nome
    il sussurro
    orchestra
    melodie di sorrisi.

    Non voglio
    abbandonare l’amore
    a una foto ingiallita
    senza aver sfiorato
    della sua congiunzione
    l’alfabeto.

    Tratta da “Il veliero dell’anima” (Progedit, Bari, 2007, p. 30)

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    • La lirica lascia trapelare un velo di tristezza comunque sostenuto da tutta una “volontà” di preservare l’AMORE dalle “contaminazioni” del tempo…..

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  20. 21

    valentine

    avanzo di te il senso
    dei giorni già passati
    e lo scotto
    del gioco mai giocato

    avanzo di te tutto
    avanzo io di te

    avanzo di te i sogni
    in urna di cristallo
    e le carezze
    di fantasia scolpite

    avanzo io di te

    avanzo di te l’aurora
    che porta al tramonto
    per amore
    e solo per amore

    in cambio io di te

    Anna Mininno

    Tratta da “PUZZLE” ( SECOP Edizioni 2012 pag. 106 )

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  21. 22

    PANTA REI
    E mi travolge quest’esistenza,
    un turbinio di sensazioni
    che m’inghiotte in un mare sterminato.
    Verso nuovi orizzonti, danzando sul fluire delle correnti
    inseguo il futuro: sognato, bramato, temuto.
    Il presente, invece, mi riconosce inerte
    quasi inconsapevole dell’espressione del mio io
    e come un faro
    il passato resta spettatore del mio divenire,
    non piegandosi al furore del mare
    ma restando speranza di approdo per le nuove navi.

    ELENA BENSI DE PALMA

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  22. 23

    Il mio amore è un bambino

    Il mio amore é un bambino
    che si succhia il pollice
    prima di dormire
    sbatte le ciglia morbide
    per poterti guardare
    morde il tuo seno
    per farsi inebriare.
    Il mio amore è un bambino
    e non sa ancora parlare
    il suo pianto non è triste
    è una dichiarazione d’amore
    e titilla le mie orecchie
    discreto amante sensuale.
    Il mio amore è un bambino
    e le sue gambe morbide
    strofinano il mio ventre
    gode il mio corpo…
    e cede alla passione
    di quel tenero amore
    ancora bambino.
    Mariella Binetti
    Da “Emozionando” – Edito da nuovocentrostampa – Molfetta – novembre 2009

    24

    E…

    E venne la notte
    E arrivasti tu
    E sotto le stelle
    Cercasti il mio corpo
    E mi strinsi a te
    E piansi d’amore
    E cosi in un istante
    Gioia e dolore
    E fu solo un attimo
    E fu l’infinito
    E…

    Mariella Binetti
    Da “Emozionando” – Edito da nuovocentrostampa – Molfetta – novembre 2009

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  23. 25

    TI VEDO AL MIO RISVEGLIO…
    ( S L A )

    Non servon l’ali per spiccare il volo:
    basta iniettarsi dosi di coraggio
    e anche campando sopra un letto a nolo
    rincorri gli astri o tenti l’allunaggio.

    Ti vedo al mio risveglio, non son solo!
    Echeggia dentro il petto il tuo messaggio
    d’affetto e di speranza e mi consolo
    … pur se d’un morbo atroce resto ostaggio.

    Aiutami a slegar la fantasia:
    desidero librarmi in riva al mare!
    Prendi per mano questa malattia,

    dille che m’ami… e che non vuoi mollare!
    Poi fatti forza e accogli l’agonia
    d’un uomo spento, ma che può sognare.

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    • Me ero ripromesso di non commentare eccetto che in risposta. Il mio proposito cade di fronte alla poesia “Ti vedo al mio risveglio”. Troppo grande è l’emozione che mi ha dato, non so nemmeno valutare i versi, ma “Prendi per mano questa malattia” e le parole finali “d’un uomo spento, ma che sa sognare” valgono da soli un libro.

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      • Soffia forte il vento della preghiera tra l’ali di questo sonetto che incatena e commuove. L’amore supera le barriere del dolore… l’amore chiede di superarle e l’urlo si perde tra la bruma delle nostre coscienze… A dir poco sublime!

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    • Queste parole giungono direttamente al cuore attraversando la cute di un tenero sentimento, con la forza di chi ha tanta voglia di vivere libero e spensierato. Tantissimi complimenti…

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  24. 26

    MORIRE D’AMORE

    Piove
    E la pioggia scende
    Lacrime di buio
    Ad appesantirmi l’anima
    Piove
    Ed io che osservo la finestra
    Tante rughe d’acqua su quel viso chiaro
    Piove
    E tu che mi osservi da lontano
    E ascolti i miei pensieri
    Quanto rumore fa il silenzio!
    Quanto peso ha uno sguardo!
    Quanta pienezza dona un sorriso
    Perso laggiù
    Nella memoria comune
    Quanta vita è passata
    E adesso
    Accanto a te
    Potrei anche morire d’amore…

    Autrice: Barbara Francioni

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    • La poesia è ricca di suggestioni turgide d’acqua e d’amore e di pause che valorizzano la lentezza ricercata con il verseggiare frastagliato e breve. Probabilmente un effetto visivo ancor più efficace potrebbe essere dato da un utilizzo più ricercato della punteggiatura (per esempio il ricorso al punto a fine dei versi che precedono “Piove”, renderebbe meglio “leggibili” e quindi interpretabili le pause ricercate con l’articolazione dei versi).

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    • Il sentimento dell’amore carica ogni verso della lirica. Piove e questa situazione crea una barriera invisibile, leggerissima, che lascia trapelare uno sguardo osservato da lontano, un sorriso, la capacità di ascoltare i pensieri. Nel finale il peso della passione non ha più importanza avendo accanto la persona amata. Una poesia delicata, giovane, che vive di romantica bellezza.

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  25. 27
    Villa alle rose*

    La fiamma della candela

    esitava un attimo.

    Tremolava

    prima di infiammarsi

    con un brivido sottile

    e ci siamo sorrisi.

    Lontano dal buio e dalla pioggia,

    tra piatti e parole

    dolci e condite

    di scherzi e risate,

    ci siamo trovati.

    Nell’intimità della macchina,

    dove della pioggia c’era solo

    il suono monotono e la malinconia,

    mi sfioravi la mano.

    Un fremito m’ invadeva

    ed inerme,paralizzata

    per una lentezza sensuale

    esitavo un attimo.

    Sei partito,solo nella notte

    lasciandomi un sorriso

    ed il dolce ricordo

    di un incontro troppo breve.

    Frieda Leemans
    * Per volontà dell’autrice “Villa alle rose” sostituisce la proposta poetica precedente “Ti amo perché/ Mi ami perché” in quanto l’impaginazione di questo blog non dava merito alla poesia nel contenuto a specchio tra i due innamorati.

    A causa di un problema di impaginazione dovuto alla piattaforma utilizzata dal mio blog, questa poesia non è stata riportata nella sua veste grafica d’origine. Le due parti Ti amo perché e Mi ami perché vanno lette a specchio. L’autrice si riserva di sostituirla o eliminarla dalla gara.

    27
    Ti amo perché Mi ami perché

    ti amo mi ami
    perché perché
    sei entrato son entrata
    nella mia vita nella tua vita
    cosi’ cosi’
    come sapessi come sapessi
    che solo con te che solo con me
    ero completa eri completo
    come sapessi come sapessi
    che da sempre che da sempre
    ti aspettavo mi aspettavi

    Frieda

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  26. 28
    Canto della vite e dell’amata

    In aeree volute
    lieve cingo i polsi
    inanello le tue dita
    acero dal trepido abbraccio,
    di fragili filigrane ti circondo
    serrando il mio cuore
    in un’orgia spumosa di voli.
    Ancora mi cullerai
    quando gravida di porpora
    offrirò il seno alla lama lucente.
    Sfiderai il vento geloso
    col tuo saldo petto
    e dormirò stagioni
    sul cuore caldo di note.
    Scioglierai i capelli
    per vestire la mia nudità,
    quando non avrò più doni,
    celandomi agli sguardi
    di albe e tramonti.
    Non può il dolore
    graffiarmi l’anima
    se in te ristoro,
    né temo l’algida sorella
    se eterna verdeggia la mia fronte
    sugli oscuri abissi della terra.

    Così, nel tuo amore, fondo e rinasco
    puro diadema di sole, curva di suoni.
    Così il tuo amore del tempo frange le catene,
    dileguando le ombre della lunga notte.

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  27. 29

    Recordar

    Recuèrdame en el dolor de las mariposas de oro,
    destrozadas en los vuelos infantiles,
    recuèrdame en el fluir herido de la nube del ocaso,
    ahì, en la humareda sin campanas de la tarde que se aquieta.
    Recuèrdame con la piedad agazapada,
    con la piedad inùtil de las riberas que resuenan de mareas y espumas claras.
    Recuèrdame siempre en el dolor errante que busca torsos desgarrados
    en los maderos de los àrboles centenarios,
    Recuèrdame en quien busca voces e inscripciones para herir la piedra.

    Ricordare

    Ricordami nel dolore delle farfalle d’oro
    spezzate nei voli infantili,
    Ricordami nel fluire ferito delle nubi del tramonto,
    lì, nel fumo senza campane della sera che indugia.
    Ricordami con la pietà rannicchiata
    con la pietà inutile delle rive rimbombanti mare e spume chiare.
    Ricordami sempre nel dolore errante che cerca torsi straziati
    nei legni degli alberi centenari,
    ricordami fra chi cerca voci e inscrizioni per ferire la pietra.

    Francesca Lo Bue

    Da “Nada se ha ido” ( “Non te ne sei mai andato”)
    Ed. Progetto Cultura – Roma 2009

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  28. Mia cara Francesca l’atmosfera che riesci a creare evoca Garcia Lorca, ha potenza e vitalità espressiva e un invito a ‘ricordare’ che ha profumo di inebriante attesa! Bellissimo il tuo Dono in spagnolo. Impreziosisce il blog… !

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  29. 30

    Nel buio cammino
    respirandoti.
    Con gli occhi chiusi
    percepisco così
    una lama di luce accecante.
    Ora non posso
    distogliere lo sguardo,
    non ha senso.
    Come non ha senso
    l’eterno vagare dell’anima.
    Fermati, ti prego,
    anche senza voltarti.
    Io non sono Euridice,
    non pura, non bella,
    ma ci sono e non svanisco,
    anzi mi aggrappo ferma,
    costante,
    come fiamma fissa e non tremula

    di Grazia Paladino

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    • Ciao Lorella,
      grazie per le tue poesie. La tua poesia Emozioni è già in concorso con il n°15, pertanto devo cancellarla da qui. Se vuoi puoi lasciare i tuoi “doni”, le altre poesie postate nella home page, ma non risulteranno in concorso perché oltre i 30 versi o, su tua richiesta, possocancellarle. Quella ufficialmente in gara è Emozioni.
      Un abbraccio
      Luciana

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      • Sì cara Lucia, grazie per i chiarimenti. Metti o togli come è giusto secondo il vostro regolamento. Grazie per la sollecita attenzione e lieta di conoscerti..

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  30. 31
    SEI Sei l’amore
    nato nel mio cuore
    come un figlio inatteso
    che ha stravolto e impreziosito la mia vita
    che accende il mondo intorno a me
    che abbagliandomi trasforma
    tutte le lacrime in piccole stelle
    sei la musica che accompagna la mia strada
    e che muta i passi più difficili
    in una danza appassionata
    e fa di quelli belli un valzer di capodanno
    sei il caffè di ogni risveglio
    quella spinta a correre incontro ai giorni
    comunque saranno
    sei l’ottimismo di credere che saranno belli
    sei la linfa l’energia che fa del tempo che passa
    una miracolo da vivere.

    Paola Nicoletti

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  31. 32

    DOlce MAgia NIctalope (le iniziali sono in maiuscolo perchè formino la parola DOMANI)

    Sinfonie sublimi
    Accarezzano il mio volto.
    Negli occhi del cielo
    Vibra la purezza del sentimento.
    Amo l’amore nostro,
    La felicità del giorno, la serenità del tuo sorriso.
    Equilibrio perfetto, armonia ininterrotta.
    Non conosco l’eterno, non vedo il “per sempre”.
    Ti ascolto, ti vivo
    In ogni momento.
    Nella mente e nel cuore leggo le tue parole,
    Ogni tuo gesto esprime il calore.

    Felicita Onofri

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  32. 33

    L’ACERBA PASSIONE

    Voglio sottrarti
    a tutto ciò che mi precede
    cancellare
    tutta la strada che hai seguito
    annullare
    l’incertezza
    lo sguardo trattenuto
    rubare timidi pensieri
    e scendere più giù
    dalla montagna
    inseguiti da una valanga
    e con un lunghissimo mantello
    coprirne il respiro
    l’ansia la fuga
    per raccogliere ogni cosa
    che mi ha spinto a cercarti
    il coraggio dei versi
    le voglie di luci lontane
    l’acerba passione
    e provare ancora
    l’inizio di una storia
    infinita e illusa
    che si perde e scompare
    in questa notte segnata
    che ho chiamato per noi
    l’ho chiamata,
    ci siamo noi due
    la luna ci attende.

    Luigi Carlo Rocco
    da “Perle nere sono i tuoi occhi”
    La Vallisa Editore, Bari.

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  33. 34

    Bella,
    non lo sono mai stata
    se non quando entrasti in me
    che ero una galleria vuota, oscura come una lunga notte.
    Felice,
    solo quando odo la notte immensa scorrere fino all’alba
    nella madreperla delle tue braccia.
    Viva,
    tra l’erba mossa dal vento, vestita di papaveri rossi.
    Tra labbro e labbro
    avanzano con dolcezza
    parole d’amore.
    Serena
    quando navighi con me verso il futuro e i nostri antichi dolori,
    sopiti.

    Francesca Pietrocola

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  34. 35

    TU CHE SEI AMORE
    Non sei meteora
    né spazio vuoto
    né piuma al gioco dei venti.
    Non sei il tempo di una notte
    né bagliore dell’estate
    né fiamma che si spegne
    né suono che svanisce
    né nebbia che si dirada,
    tu che oscuri il paradiso
    e accendi le speranze,
    tu, poesia d’oriente e d’occidente,
    tu che giochi con la vita e con la morte
    tu, dolce riflesso dei miei pensieri
    ricchezza pura, splendore atavico
    melodia che soffoca il respiro
    arte vivente, opera di Dio, seme della vita
    tu, che consacri l’esistenza
    illuminando le mie tenebre.
    Tu, luce d’Amore
    colore del mio buio
    felicità dei giorni tristi
    dolce illusione
    unica rosa tra le spine della vita
    tu che accogli i miei passi
    e le mie braccia
    la mia gioia, il mio dolore
    sguardo d’Amore,
    tu, che sei Amore
    tu, unica, mia Poesia!

    Gennaro Keller
    (Dalla Raccolta “ALI DI LIBERTA’ ovvero LA MUSICA NEL VENTO” – Edizioni Tracce – 2012)

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  35. 36
    IN CERCHIO DI GALASSIE
    Cresceranno più lunghe le mie ciglia
    vermiglio il sapore delle labbra
    – promesse di donna –
    e anche i fili lucenti dei capelli
    tessuto saranno alle tue mani
    Cimbali tintinnanti alle caviglie
    – movimento d’amore –
    e polsi bianchi, come fette di luna
    intrecciati sotto la tua nuca
    Amerai i miei fianchi
    che miele ti daranno
    e tu
    ed io
    in cerchio di galassie

    Concetta Antonelli

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  36. 37

    AMORE

    Amore goccia di vita
    per l’anima e il cuore .
    Le tue labbra e le mie
    vivono con una goccia d’amore
    Siamo il bianco e il nero.
    Siamo il pieno e il vuoto.
    Siamo il positivo e il negativo.
    Siamo facce della stessa medaglia
    con su scritto…
    Amore.

    Tonina Perrone

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  37. 38

    LA CULLA DELLA LUNA

    Stasera la luna
    ha forma di una culla,
    in un lembo
    di cielo

    che rende lucente.
    È leggermente inclinata,
    la luna,
    per ampie oscillazioni,

    languido turibolo
    a spandere chiarore.
    Le stelle son gocce
    – quasi infinite –

    di pianto notturno,
    stanotte offuscate
    dal bianco bagliore.
    Quella culla

    è il mio cuore!
    E le tue lacrime
    appannate dal pallore
    di questa notte.

    Pasquale Di Fronzo

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  38. 39

    IL TEMPO PUO’

    Tutte le strade che mai potrei percorrere
    in te,
    me le mostri solo aprendo le braccia
    e me le stringi attorno,
    strette, pure quando le sciogli.
    E sono armata di acciaio
    sotto la morbidezza delle mie labbra,
    sotto la pelle liscia delle mie spalle
    sono innestati rami di quercia .
    Il tempo può urlarmi contro tutta la sua rabbia,
    può graffiarmi le mani, i piedi
    mentre cammino sulle strade delle tue braccia,
    mentre le mie braccia si fanno casa.
    Può fermarsi il tempo,
    può farsi di vetro, può tirare vento, può esplodere il cielo,
    ma io vedrò solo i tuoi occhi.

    da Sotto ogni cielo- Genesi editrice Novembre 2012.
    Aurora De Luca

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  39. 40

    IL TUO DONO

    Oggi è Natale,

    il giorno in cui ogni figlio

    ritorna bambino felice,

    la notte a cui ogni uomo

    affida i propri sogni.

    Tu amico di sempre,

    precipitato nella disperazione

    del dolore più grande,

    gli eri accanto,

    stringendolo, accompagnandolo

    con quella serenità che meritava

    a chiudere gli occhi, per sempre.

    Mai più sarà per te

    un giorno di festa,

    ti strazierai ricordando

    negli anni a venire.

    Claudio, amico mio

    non dimenticare, eri con lui,

    voi due, insieme

    il dono più grande.

    Antonella Ronzulli © 2012 diritti riservati

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  40. 41
    INSIEME
    Sdraiata al mio fianco
    assorta e serena
    riempi uno sguardo
    pieno d’emozioni.
    Pensieri scombinati
    vagano impazziti
    tra intimi cunicoli
    di sentimenti riscoperti.
    Fragoroso silenzio
    accompagnò il il tuo arrivo
    che in un semplice gesto
    ha stravolto i miei giorni.
    Ogni lembo di pelle
    parla di noi
    fondendosi lentamente
    creando un unisono.
    Danzano insieme
    gioie e paure
    colorando di forza
    pregiatissimo fiore.
    Appoggiamo i respiri
    sulle note di un violino
    che trasporta i nostri sogni
    alla soglia della realtà.

    Sante Coccetta

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  41. IL MIO SAN VALENTINO
    Era quel giorno grigio e senza sole,
    proemio di spettacolo gioioso;
    mi gorgogliava in cuore strepitoso,
    un fiume straripante di parole.

    L’ anello mi brillava sulla mano,
    era un diamante piccolo e carino,
    ci fidanzammo per San Valentino
    eravamo seduti sul divano.

    Non sentivamo il freddo dell’Inverno;
    nel cuore ardeva intenso il grande amore,
    innanzi a noi un futuro di splendore,
    pieno era di pietanza e di contorno.

    Mazzolini di fiori bianchi e rosa
    ornavano l’inizio di un percorso;
    musica le parole di un discorso
    che mi adornavan già come una sposa.

    Ero felice e l’anima cantava
    dolci armonie sgorganti da una fonte;
    gocce di sole, luci sul bel monte,
    del tempo della vita che iniziava.

    Radioso il tuo sorriso m’inebriava,
    non vedevo le nubi del destino
    nascoste da quel bel San Valentino,
    che coi suoi cuoricini mi abbracciava.

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  42. Cari amici di questo blog,
    piccola curiosità: timidezza o diffidenza a postare versi d’amore? Se ci sono perplessità e riservatezza circa l’inedito, allora concorriamo con l’edito che troverebbe una vetrina ideale anche per versi rimasti chiusi in libri pubblicati qualche anno fa.
    L’amore è un sentimento senza scadenza, nella stessa maniera versi scritti anni fa non scadono mai.

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  43. Pingback: PREMIO “SAN VALENTINO D’AUTORE” -EDIZIONE 2016 | Lucia Sallustio

  44. Pingback: Premio Poesia on-line “San Valentino d’Autore” | Lucia Sallustio

  45. 14 febbraio

    Pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    stretta tra cento su quel barcone
    nel freddo di una libertà sognata
    tra gli urli di chi annega e implora
    di che una patria non conosce alleata

    pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    moglie e amante scomparsa
    anima senza corpo o all’obitorio a pezzi
    vittima di uomini violenti e animali
    di odio e gelosia infami

    pensavo che anche tu festeggiassi l’amore
    tenera mogliettina che aspetta il suo ritorno
    marinaio del tempo
    o semplice egoista
    padrone, amante violento

    e invece no
    per tutte voi questo giorno è paura normale
    un quadro senza cornice
    il trecentosessantacinquesimo uguale agli altri
    senza nessun regalo e nessun gioiello.

    Agostino Resta

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  46. Ho preso una candela e avvicinandomi ho cercato di distinguere attentamente i tratti del tuo viso ma poi mi sono resa conto che sei voce . E allora che senso avrebbe avuto vederti quando già ti ho visto per migliaia di volte rispecchiato nella coscienza ? Puoi stare tranquillamente dietro l’albero e parlare per tutta la notte se vuoi. Tu non fai parte del solito gregge e quindi non limiti la mia indiscutibile libertà, non ami le banalità e non obbedisci al potere. Queste per me sono le fughe spirituali e quindi quelle che fanno bene all’anima per rigenerarsi prima di tornare se stessa. Non tutti possiedono questo grande tesoro che consiste nel senso critico. Lodano e obbediscono i superiori senza avere la minima vera considerazione . Trattano peggio delle bestie chi considerano un gradino in meno perché mancano di umanità e così finiscono sempre per pretendere e sempre per odiarsi fornendo energia negativa ed ansia.
    E’ bello sapere che qualcuno possieda (respiro lungo )autenticità.
    ( Kristina Blushi dal racconto “ Passeggiate nell’800”)

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  47. Body

    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Ho già lavato il mio body
    uno nuovo, uno
    che non conosci,
    anche se sai a memoria
    tutte le mie strade.

    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Il tuo ritorno è quello
    nel mio ventre,
    nel sapore salato
    delle lacrime di gioia,
    nell’odore aspro della tua pelle di cuoio.

    Non fare tardi.
    Ti aspetto,
    la sera di San Valentino.
    Il mio body, forma
    della mia acqua,
    slaccerai per farmi straripare.
    A quel punto ti avrò
    già levato ogni cosa
    e saremo un solo fiume.

    Dirce Scarpello

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  48. Parole d’amore

    Nelle pieghe della memoria
    affiorano desideri di parole d’amore
    dialogo nei pensieri

    le accolgo come riverberi
    d’un piacere sensuale
    preziose gemme di rosa
    così raffinate da abbellir la vita.

    Giorni e giorni
    inconfutabilmente scorrono lenti

    chi siamo
    dove andiamo
    arrivati ci fermiamo

    è la meta l’agognata
    la meta sperata

    messaggera è la parola
    d’un verbo classico d’amore
    che mai tramonterà sulla bocca dei poeti.

    Cresy Crescenza
    tratta dalla raccolta di poesia “A come Amore”
    Copyright©2011 Inedita

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  49. Anacoreta
    Se tu fossi presente
    non mi mancheresti,
    e non potrei giocare
    con lo specchio di un lago,
    quando a sera riflette il cielo
    e bagnandomi l’indice
    tocco la luna.
    Acheropita la tua immagine
    brucia e mi possiede
    ed io, anacoreta del silenzio,
    ti annuso nello spazio,
    galleggiando con i vascelli della mente
    tra le labbra e gli occhi
    col mio indice bagnato.
    di Natale Buonarota

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  50. Cercami
    (Da Alba e tramonto) ed. Bastogi 2007

    Se un giorno tu
    non mi trovassi più al tuo fianco,
    non credere
    che ti abbia abbandonata,
    ma cercami,
    cercami tra le fronde degli alberi
    al tramonto,
    tra le spighe di grano
    ondeggianti al vento,
    cercami
    nei mille silenzi della notte
    o nel tepore
    di un nuovo mattino
    e mi troverai
    da qualche parte
    seduto ad aspettarti.

    Lenio Vallati

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  51. Aquiloni

    Quel che ti ho dato è
    fiato che regge suoni
    stanno sospesi e volano
    volano e cadono, sono aquiloni.

    Quel che ti ho dato è
    solo una mano dura
    d’erba intrecciata e sassi
    che la paura rende incerta,
    quando la stringi resta vuota struttura.

    E qual è il fine dell’aquilone
    se non attorcersi nell’aria
    e invano cercare di strappare il filo
    che lo trattiene?

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  52. FIORI D’ACCIAO

    .parlarmi della strage di Parigi
    (spiriti fragili, sussurri, sotto gli spari di un kalashnikov
    consumati come questa sigaretta che si spegne tra fiori d’acciaio)

    .suppormi la fine dei principi francesi
    all’apparire di una linea di confine fatale
    tra le parole susseguite sulla tua bocca
    come granelli di una clessidra appena capovolta.

    (Fuggire le scale nella notte con poco romanticismo
    ha qualcosa di maldestro
    quasi fosse un dolore abbattuto
    su un kamikaze senza storia.
    Tu però di me mite sai il fiato)
    .restare al porto tra partenze ed arrivi
    nella terra di nessuno che conosce bene l’equilibrio.
    Poi
    abbracciarti un attimo ancora
    confidarti francamente un utero con molta approssimazione
    pronunciarti l’errore buono della terra
    che ripete amanti e assassini
    e ci fa padri e figli prima di partire.
    (.ripropongo la mia fede, sai
    in questo nuovo intaglio
    .figli di legno da raccontare
    nasceranno
    e di noi, si dice, saranno l’Ovunque. )

    Anita Nuzzi

    Testo vincitore 4° premio – concorso ” Il ventuno a Primavera”, marzo 2015

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  53. I fidanzati di Peynet

    Sono ancora lì, su quella panchina
    i fidanzati di Peynet,
    e ancora si guardano
    con occhi languidi.
    Molti inverni sono passati,
    la neve ha imbiancato
    i loro capelli
    ma loro, imperturbabili,
    continuano a baciarsi
    come se il mondo intorno
    non esistesse.
    Non ci sono per nessuno,
    i fidanzati di Peynet,
    e non hanno tempo per nessuno,
    avvertono solo
    i battiti del cuore
    e il desiderio sempre più forte
    di dirsi ‘ti amo’.
    Siamo io e te
    i fidanzati di Peynet.
    Lenio Vallati

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  54. PREGHIERA D’AMORE

    Strappi di placenta bina
    Lacerano il ventre vuoto.
    Inermi le braccia
    sottratte all’abbraccio
    Si stringono ai fianchi.
    Non maledico la fortuna,
    invoco solo il buon Dio
    perché infonda in loro
    il ricordo dell’Amore
    di una madre che invano
    la giustizia ha implorato
    conscia di avere sbagliato.

    di Lucia Sallustio

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  55. Non dirmi

    Non dirmi che la tela si scolora
    mentre nel vento corrono le foglie.
    Se c’è un riflesso bianco tra i capelli
    sarà il sole che gioca a nascondino
    tra le chiome del cielo,
    se le mani mostran solchi assetati
    come campi d’agosto e vene scure
    sarà il rinnovarsi della nuova stagione
    che chiede altra linfa.

    E non voglio sentire questa sera
    parole d’abbandono
    mentre ti accarezzo dolcemente il viso
    e ti guardo negli occhi.

    Se una nube scura li attraversa
    saranno stormi di liberi pensieri
    diretti in volo verso l’imbrunire,
    se una lacrima compare sulla soglia
    del tuo volto ancora di bambina
    sarà una perla caduta questa sera
    dal forziere dorato delle stelle
    a rischiararci la strada del domani.

    Lenio Vallati

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  56. Assenza di parole

    Non voglio sentire stasera
    false parole, conchiglie
    di vane promesse
    sul mio mare di cobalto.
    Desidero soltanto
    la tua pelle sulla mia,
    il tuo respiro affannoso
    accanto al mio,
    la tua bocca sulla mia bocca,
    mentre il sole accende di luce
    un ultimo lembo di cielo.
    Ah farfalla di sabbia,
    pensiero stupendo!
    Tu sei lontana, lo so, eppure
    sei qui con me,
    nel ciglio di un ricordo,
    nella malia di un desiderio,
    nella realtà di un sogno.
    Lacrime e sale
    morderanno la notte
    se tu non arrivi.
    Ti sento.
    Sulla spiaggia bagnata dal mare,
    sullo scoglio nudo
    della mia passione.
    Restiamo così, anima mia,
    coralli intrecciati
    al sussurro del vento,
    brezza leggera
    in assenza di parole.

    Lenio Vallati

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  57. Non posso credere (Non ci sia un Amore)

    Non posso credere non ci sia un Amore
    Di quelli che
    Ti fanno dare il meglio di Te
    Per il quale sei pronto a scommettere
    Il tempo, la vita
    Per il quale la Notte diventa Giorno
    Per il quale l’egoismo e l’orgoglio
    Si sputano in faccia l’un l’altro
    E la sera non arrivi mai troppo presto

    Non posso credere non ci sia un amore
    Di quelli che brillano all’idea di un futuro
    Oltre il tramonto, e un’alba più devota
    Della pazienza di una madre

    Non posso credere non ci sia un corpo e un’anima
    Che allontanino le mie paure,
    Fughino i miei dubbi, addormentino le mie ferite
    Guariscano le mie fobie
    Abbassino le barriere di un volto stanco

    Di quelli che darebbero fino all’ultimo goccio della borraccia
    Di quelli che son pronti a scommettere su Te, su due o più di due

    Di quelli che non si spengono per un litigio, inutili barzellette del gioco di oggi,
    Ma son pronti a curare e ad essere curati
    Di quelli che accolgono le rughe come fodere di seta

    Di quelli che scendono dal piedistallo
    Perché l’alto sentimento ha più valore
    Dei tuoi infangati ricordi d’infanzia
    O degli estranei che ti hanno dilaniato

    Di quelli talmente sicuri di sé,
    Che ti fanno tremare d’imbarazzo

    A volte Io non credo ci sia un Amore per me
    Perché è così tanto che lo sto cercando
    Che la fatica avanza

    No , non credo non ci sia un amore per me
    Credo solo che sia unico e sperso per questo mondo
    Che valga la pena di faticare ancora un pò
    Magari mi sta cercando e io gli faccio da lontano cenno con la mano:
    Ehi son qui! Son io quella che ancora è disposta a credere
    Che ci sia un amore di quelli
    Che ti fanno dare il meglio di Te
    Per il quale la Notte diventa Giorno

    Claudia Piccini (Tutti i diritti riservati) Edita

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    • Nella poesia di Claudia Piccini il sentimento è tanto più forte quanto più si percepisce la presenza dell’altro e contemporaneamente svanisce la sua immagine. Trovo questi versi, senza artifici, molto intensi.

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      • Grazie a Lucia e ai miei amici Andrea e Lenio che sono persone uniche.Grazie ad Andrea ho saputo di questo bel concorso e Lenio di avermi dato l’opportunità di leggerla al suo evento Grazie Claudia Piccini

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  58. Neve…

    È un regalo la neve
    Che cade,
    Oggi,
    Lenta,
    Pura,
    Su ogni parte di me.
    Mi accarezza, mi sfiora, mi ridona ricordi,
    Pupazzi di un tempo, stelle perfette.
    Sono certa che dall’alto sia tu,
    Mamma,
    Coi tuoi baci di bianco candore,
    A inviarmi messaggi d’amore,
    Sigillati in geometrici fiocchi.
    La neve…
    Montagne che spaziano
    intorno al mio sguardo,
    Che tutto racchiude,
    Bramoso di cime più alte,
    inviolati sentieri,
    Rocciosi cammini.
    Salendo ti ritrovo, mamma…
    Vorrei abbracciarti ancora,
    Perché l’AMORE più grande,
    da sempre
    e per sempre…
    Sarai solo tu.

    di Fulvia Niggi

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  59. San Valentino
    Buon San Valentino
    a chi é innamorato,
    a chi ama
    ed è felicemente riamato,
    a chi condivide
    nel suo cuore
    amicizia e ardore.
    Ma Buon san Valentino
    anche a chi ha perso l’amore
    e sente adesso
    un grande vuoto interiore,
    sia che sia stato abbandonato
    sia che il destino
    della sua compagnia
    l’abbia anzitempo privato.
    L’amore che ha provato
    non volerà mai via,
    ma resterà con lui
    a fargli compagnia
    fino all’ultimo giorno
    della sua esistenza.
    E rimarrà anche oltre,
    oltre le nubi
    dell’umana indifferenza.
    Lenio Vallati

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