In versi


L’altalena dei giorni

Nel calpestio del giorno

che ignari chiamiamo vita

e alcuni implorano si arresti

oscilla forte il mio sentire.

Giova il frenetico agire

e arma di vissuto il domani.

Il fine corsa quotidiano

sarà un planare soddisfatta

o l’incubo di un risveglio,

secondo l’altalena del cuore.

poesia inedita di Lucia Sallustio

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Storie di emigrazione in “La Fidanzata di Joe” di Lucia Sallustio


Translature

Un uomo, un anziano, seduto sulla panchina della villa comunale della città, tiene stretta fra le mani una vecchia fotografia che ritrae una giovane donna in abiti eleganti. La fotografia è in bianco e nero, ma sono certa che i suoi occhi non possono fare a meno di vedere i colori che la sua memoria ha preziosamente custodito.
I familiari lo sanno che si tratta della sua fidanzata americana, persino la nipotina ne è al corrente, ma nessuno si scompone più del dovuto, nemmeno il diretto interessato. In casa, in famiglia, ci si può permettere di parlare della vita di zio Giuseppe – o di nonno Peppino- con quella leggerezza che si riserva a ciò che è appartenuto ad un altro tempo, ad un’altra epoca: una vecchia cerimonia, un viaggio rievocato dopo decenni, un amore ed un dolore passati.
Con questa immagine si apre il racconto La Fidanzata di Joe

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Comunicati stampa su LBA a Bisceglie e L’equilibrio imperfetto


Libri nel borgo antico, anche due autori molfettesi nel programma

Si tratta di Corrado De Bari e Lucia Sallustio

Cultura

Molfetta mercoledì 23 agosto 2017
di La Redazione

Saranno Corrado De Bari e Lucia Sallustio a rappresentare la città di Molfetta nel corso dell’ottava frizzante edizione di “Libri nel Borgo Antico. La rassegna, promossa dall’Associazione Borgo Antico, prevederà in tre giorni e sei suggestive location del centro storico di Bisceglie (Bt) 150 incontri con l’autore e una serie di iniziative collaterali.

Libri nel Borgo Antico ha accolto negli anni oltre mille tra scrittori, giornalisti, cantanti, sportivi, attori e attrici, uomini e donne di chiesa e di cultura, politici, politici e rappresentanti delle istituzioni, tutti accomunati dall’aver pubblicato almeno un libro in Italia.

I dialoghi con gli ospiti che si alterneranno nei tre giorni della kermesse partiranno alle ore 18:00 nelle suggestive vie e nelle piazzette del borgo medievale di Bisceglie. In serata, dalle 20:00 a mezzanotte, sul palco di Piazza Castello, scelta quest’anno come piazza principale, si alterneranno i personaggi di maggior successo e richiamo nazionale.

Ricco il programma degli autori che occuperanno, dal pomeriggio alla sera, tutti gli spazi allestiti per la manifestazione, parlando di arte, teatro, poesia, socio-politica, psicologia, medicina, storia e cultura locale.

Tra questi anche Corrado De Bari, che domenica 27 aagosto, dal palco allestito in piazza Regina Margherita alle ore 20:00, presenterà il suo “La forza dei fragili” (Intermedia edizioni), romanzo autobiografico in cui un padre racconta la storia di suo figlio, affetto dalla sindrome di Asperger e autismo high-functioning.


Nello stesso giorno e dallo stesso palco, alle ore 22.00, la prolifica Lucia Sallustio presenterà la sua ultima fatica letteraria, il romanzo “L’equilibrio imperfetto” (ed. di Orvieto). Storia di una donna in carriera che ha a lungo negato l’amore, il libro dedica ampio spazio all’importanza dei luoghi natii.

Libri nel borgo antico- Bisceglie


autori17

http://www.librinelborgoantico.it/27agosto17.asp

Domenica 27 agosto, ore 22.00, il mio romanzo “L’equilibrio imperfetto”- Intermedia edizioni sarà presente al festival letterario “Libri nel borgo antico” a Bisceglie (Bat).

La presentazione avrà luogo in piazza Margherita.  A conversare con me ci sarà la prof.ssa Mariella Afronio.

Un grazie sentito agli organizzatori che anche quest’anno hanno reso possibile la mia partecipazione tra i 150 autori che la manifestazione ospiterà e a tutti i lettori che vorranno fermarsi ad ascoltarci.

Lucia Sallustio

Leggere Paola Calvetti


calvetti_gli_innocenti5E’ accaduto di nuovo con l’ultimo romanzo di Paola Calvetti, “Gli innocenti”.  Leggere Paola Calvetti equivale per me a immergermi in una bolla di sospensione, un luogo dove il tempo rallenta o incalza ma ti trattiene da tutti i lati, ti intrappola in un presente che non ti appartiene per condividerlo con i suoi personaggi. In questa sospensione vivi dei loro respiri, godi dei loro amori, soffri delle loro sofferenze. Nella mente di te lettore crescono le storie d’amore che Paola Calvetti sa creare con dolcezza e  ritmo lento, coltivandole alla maniera originaria del genere romanzo con lettere dense di sentimento, di parole non dette, di rivelazioni decisive.

Jacopo e Dasha, primo violino e violoncellista, separati da età, nazionalità, storie familiari diverse, convergono verso una vita a due fatta d’incanto e innamoramento ma pronta a frantumarsi a causa di egoismi e, soprattutto, delle ombre di vite passate che troppe e profonde ferite non rimarginate hanno inferto ad entrambi.

La narrazione rimanda ad immagini vivide ed emozionanti, pregne di storia e umanità,  dalla ruota degli esposti nell’antico Spedale degli Innocenti di Firenze dove la storia di Jacopo ha avuto inizio, all’ austero Conservatorio di Tirana dove la carriera musicale di  Dasha segna la sua partenza. Passano, poi, davanti agli occhi le immagini di una nave che approda nel porto di Brindisi nell’indimenticabile 7 marzo 1991 con un carico umano di profughi che lascia tutti sconcertati; di una fila di scarpine da neonato allineate sul ripiano di un mobile da Flora, madre adottiva di Jacopo che, dalla presenza di un bambino, non riesce a trarre la necessaria forza per vivere. E, infine, percepibile al punto da immaginarlo nei tratti del maestro di violino, quel sottofondo di malinconia per un destino che lo ha voluto due volte orfano, che lo ossessiona per  la mancanza di verità. Solo la musica, quella che Jacopo ha impressa nel suo Dna e che Dasha ha coltivato con progressivo innnamoramento grazie alla cura di due genitori premurosi, riuscirà a riannodare quel filo a due che sembrava essersi spezzato per sempre.

Su tutte le immagini, quella di copertina, mi accompagna nella lettura pagina dopo pagina. Mi lascia solo a fine romanzo, quando mi sembra di essere realmente spettatrice  del concerto di beneficenza in cui Jacopo e Dasha eseguono magistralmente e direi, profeticamente, il Doppio di Brahms.

Pochi romanzi regalano queste sensazioni, appagano simultaneamente più sensi, ti legano alla pagina e ti allontanano, per il tempo della lettura, dal tuo presente. Pochi sono quelli che, quando chiudi il libro, ti fanno restare ancora per qualche giorno con la sensazione addosso della sospensione, della rarefazione dello spazio e del tempo, di essere vissuta “come in un romanzo“.

 

di Lucia Sallustio