Sono figlia del mare


 

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Sono figlia del mare

 

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Le parole di commento del poeta Natale Buonarota a Inter-city


Grazie Natale per la lettura che hai dato al mio libro.Spero di presentarlo a breve con te.
L.S.

29/10/2014

La vita è un viaggio con un’unica meta uguale per ogni essere vivente. Quello che cambia è il percorso che ognuno di noi sceglie. Siamo i navigatori satellitari del nostro destino di “viaggiatori”, delle nostre tappe, dei nostri spostamenti quotidiani. Il tempo è una tappa senza soste, un episodio è una parentesi del tempo.
La nostra vita in un milione di viaggi. Inizia con il viaggio di uno spermatozoo e finisce quando l’ultimo treno ci accoglierà come passeggeri di sola andata. Proprio il viaggio è il filo conduttore del nuovo lavoro di Lucia Sallustio, scrittrice ecclettica che dimostra facile adattamento della penna a situazioni narrative e poetiche. In questo Inter City in corsa , scorrono piacevolmente paesaggi, sentimenti, situazioni, riflessioni come fossero tappe di un viaggio con destinazione Poesia. Magistralmente colorato nel verseggiare, invita il lettore a percorrere un cammino tra le strade del cuore e quelle della realtà quotidiana.
Lettura consigliata a chi ama la poesia e suggerita a chi non crede che anche la Poesia è una tappa del nostro viaggio, forse quella più bella.

Natale Buonarota

Quando la poesia è preghiera


PREGHIERA
Ho letto nel tuo sguardo,
amica di passaggio,
rassegnazione al dolore.
Composta sedevi
Muta di espressione
Tra chi gridava rabbia
Affaccendata pietosa
Al tuo degno conforto.
Non ho visto sulla tua bocca
Cedimento alla preghiera,
forse ritenuta inutile
o usurata richiesta.
Sei andata via, così,
le sirene urlavano rabbiose
cercando spazio e tempo
tra la frenesia di un sabato.
Sono rimasta come te,
seduta muta e composta
a piangere e pregare
l’ultima preghiera
che hai pensato inutile.

Di Lucia Sallustio

Mail su inter-city


29 ottobre 2014

Cara Luciana,
ho letto con piacere la tua silloge Inter-city, che è una conferma delle tue doti letterarie.
Fin dal titolo si comprende agevolmente che lo scrigno letterario racchiude poesie formalmente odeporiche, dove la realtà individuale si fonde con la metafora ulissiaca del viaggio.
Si tratta di racconti lirici di osservazione e introspezione insieme, con frequenti spostamenti fuori/dentro, con una funzione catartica rispetto al disagio interiore.
Colpisce l’andirivieni di volti anonimi nelle stazioni ferroviarie, ma tra le partenze, i ritorni e i ritardi, si affaccia anche il viso più attentamente delineato di un migrante, oggetto di pietà e solidarietà (Afghanistan).
Pregevole è il colorismo di Grigi e accattivante, nella penultima quartina di Germogli, è il raffinato rimando («… i bei narcisi in copiose schiere. / Dritti fluttueranno al vento) a I wandered lonely as a cloud di William Wordsworth («…a crowd, / a host, of golden daffodils; / […] / fluttering and dancing in the breeze»).
Ammiccante è l'(auto)ironia finale di A new Valediction e non guasta quel leggiadro tocco di romanticismo offerto da Bagliori di un amore.
Luminosa, infine, è la splendente solarità mediterranea di Mykonos, ma vi sono, naturalmente, altre perle che altri lettori agevolmente scopriranno.

Coi più cari saluti
Marco Ignazio de Santis

Un grosso regalo a “Inter-city”


Oggi ho ricevuto una missiva che terrò cara tra i miei più preziosi riconoscimenti: una nota letteraria da parte del grande critico letterario torinese Giorgio Barberi Squarotti.
Non credevo ai miei occhi, anche perché ho spedito una copia de “La Fidanzata di Joe” e una di “Inter-city” solo lunedì pomeriggio. Un vero gentiluomo che così mi scrive:

Cara e gentile Signora,
Le sono vivamente grato del doppio dono. Il suo romanzo è molto suasivo e avvincente: racconta con lucidità e con comprensione le contraddizioni della vita e, soprattutto dell’amore, con episodi drammatici ben condotti. Le poesie sono molto singolari: raccontano e osservano i viaggi in treno nella loro fatica di un’umanità buia e umiliata e spesso ostile. e rari sono i testi di luce.
E’ un’opera valorosa e ammirevole per tanta originalità. Posso dirle che ho sempre viaggiato volentieri in treno e in treno ho scritto un gran numero di versi?

Con i più affettuosi saluti e auguri,

Giorgio Barberi Squarotti

Al settimo cielo!

Su “Inter-city”


La silloge poetica Inter-city di Lucia Sallustio ruota chiaramente intorno al tema del viaggio, amplificato dal flusso dei pensieri del viaggiatore stesso, storico ed universale; contemporaneamente altri passeggeri animano le stazioni come comparse intorno al protagonista di un film.

L’autrice ha la capacità di raccontare lucidamente e quasi con ordine, il suo trasporto fisico e metafisico verso i luoghi  dell’in fieri bidimensionale, quello che è  e quello che vorrebbe che fosse.

Il lettore viaggia volentieri insieme a chi scrive, proprio come si ha voglia di ascoltare uno sconosciuto che durante il viaggio si rivela un piacevole accompagnatore.

Certamente Inter-city non è solo il frutto di un’esperienza “necessaria” ma anche il risultato di un lavoro professionale che appartiene a chi di scrittura vive.

La raccolta è, infatti, ricca, ma varia nello stile; la lettura da istantanea si fa analitica, da universale, intima.

Aleggia tra queste pagine l’eleganza della donna moderna che ha imparato ad alleviare con l’ironia il sacrificio, a deporre l’armatura quando è ora di tenerezza.

Leggendo si ha il privilegio di entrare nel mondo-cantiere di una donna equilibrata e volitiva, che vive il presente progettando il futuro, pronta a pagare il prezzo dell’indispensabile metamorfosi che la rende unica.

Stefania Poveromo

Istantanee di viaggio


Mykonos

Mykonos,
onirico splendore,
candore iridescente
tratteggiato d’azzurro,
adagiata sulla collina,
sofà in riva al mare,
sventagliata dai mulini
nella brezza che lenisce
la calura mediterranea.
Mykonos
dei bagni notturni
sotto il bagliore di stelle,
richiamo di mercanti
nei corridoi tortuosi
che scendono al mare
dove attendono inquiete
imbarcazioni ardite
verso porti nuovi e antichi.
di Lucia Sallustio


GELSOMINI DI TANGERI

Danzo, scalza,
frenetica danza,
tra spine di mirto.
Di perle di sudore
la fronte brilla
E il collo rigido
Insegue il passo.
Tamburelli allegri
Incalzano il ritmo
Cellulari intorno
Fermano l’attimo.
Balla il pensiero
L’ansia dell’anima
E del momento
Coglie fragranza,
gelsomini di Tangeri
tra i capelli fradici.
di Lucia Sallustio