Verso il terzo compleanno da blogger


Il 10 novembre questo blog compirà 3 anni.  Oggi, 4 novembre, il contatore di WordPress dice:

19.898

visite totali

Vorrei tanto raggiungere le 20.00 visite entro quella data. Mi aiutate?

L.S.

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Vita da blogger: e sono 2!


Hello world!

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Welcome to WordPress.com. This is your first post. Edit or delete it and start blogging!

Eccolo qua il mio primo post  su questo blog: era il 7 novembre, 2009.  Domani questo blog festeggerà i suoi due anni e andare al più vecchio dei post mi ha fatto molta tenerezza. Ritornare al passato, sia pure recente,  lascia sempre un senso di nostalgia, nostalgia di quanto rimane dietro, nostalgia dell’innocenza che ogni nascita porta con sé, con gioie e illusioni e incoscienze, progetti di vita dai contorni sfumati, incerti, irregolari e per questo molto più stimolanti.

E ora passo ad un bilancio più concreto. A fronte dei detrattori dei blog e dei loro creatori, i controversi blogger , e giusto per disincantare un po’ chi su di esso, da neofita, conta per  incontrare un pubblico di lettori vasto e crescente, devo dire che avere un mio spazio virtuale gestito un po’ come vetrina e testimonianza a me stessa dei passi compiuti nel mondo della scrittura e un po’ come salotto nel quale ricevere e incontrare amici di penna, ha rappresentato un’esperienza di crescita, un completamento necessario alla parallela attività di scrittura, lettura, ricerca e documentazione.

Le statistiche del sito ad oggi contano quasi 14.500 visite dal quel primo post, con una crescita media mensile lenta ma progressiva soprattutto nel corso del secondo anno.  Molti dei visitatori erano amici provenienti da un forum di scrittura undiciparole  da me contemporaneamente e attivamente frequentato per 2 anni a tutt’oggi. Altri visitatori sono arrivati grazie alla stessa incrementata attività di blogger, attualmente  arrivano anche dal mio profilo FB e, soprattutto,  dai siti letterari di amici incontrati ai numerosi premi letterari ai quali ho partecipato per molti anni con grande entusiasmo e buoni riconoscimenti.  Per quanto se ne dica e se ne scriva io continuo ad essere grata agli Organizzatori dei premi letterari, almeno di quelli ai quali ho partecipato e devo dire con oculata e meditata selezione. Ho sempre incontrato e ancora frequento con amicizia e stima persone  instancabili, sognatori e fiduciosi nel valore aggregante e di promozione culturale e umana che questi spazi permettono soprattutto negli angoli più remoti e forse “ancora autentici”  di un’Italia che ogni giorno di più si sfalda, si scompone,  si pone nella sua contraddittorietà, incertezza, problematicità.

Ho vissuto questo blog per due anni come uno spazio reale, a smentita dei danni di frattura dell’Io che il virtuale può arrecare, ponendomi in relazione a persone che ho poi incontrato, alle quali ho stretto la mano, delle quali ho sentito la voce per telefono o con cui ho stabilito punti di contatto entrando fra le righe dei loro scritti, alla ricerca dell’anima dentro le parole.

Da quel 7 novembre, 2009 molte cose sono cambiate, naturalmente. Tutto evolve e l’evoluzione come segno del rinnovamento, del miglioramento, del progresso sono naturali e auspicabili. Forse è cambiata la mia scrittura, come stile e nel linguaggio, lo stesso blog è incrementato con minore regolarità in quanto la pubblicazione del mio romanzo “La fidanzata di Joe” a luglio mi ha portata ad aprirne un altro dedicato:

http://www.lafidanzatadijoe.wordpress.com

(parentesi, vi aspetto anche di là); ho aperto un profilo FB e incontrato moltissimi nuovi amici.  E’ proprio quest’ultima cosa che mi porta ora ad un doveroso confronto:  blog e FB non sono paragonabili, hanno due velocità diverse, due utilizzi diversi, sono come il salotto e la piazza, ma nella loro diversità sono complementari. La frammentarietà e compressione delle comunicazioni su FB è compensata da articoli più organici e distesi che il blog come spazio personale permette ancora. Come dire: rock-word contro slow-word.  Per ora mi sento di dire che a me servono entrambi e che continuerò a gestire questo spazio nella speranza e con l’impegno di ritrovarmi il prossimo anno a festeggiare ancora con le 3 candeline.

Grazie a tutti i lettori che, giorno dopo giorno, mi hanno dato la carica per continuare a scriverci.

Lucia Sallustio

“A forza di essere vento”: recensione su Puglialibre


L’antologia di racconti  “A forza di essere vento” dedicata a Fabrizio de Andrè (collana Undiciparole- editore PerroneLAB) ha ricevuto una splendida recensione da Stefano Savella su Pluglialibre. Colgo l’occasione per ringraziarlo per l’attenzione alle tre autrici pugliesi:

Monica Mezzi

Lucia Sallustio

Dirce Scarpello

Caratteristica dell’antologia è l’illustrazione grafica a ciascun racconto da parte della bravissima illustratrice Tiziana d’Este.

Riporto di seguito l’articolo:

“A forza di essere vento” (Perrone Lab)

Dalla Rubrica LaPugliaCheScrive
Scritto da Redazione

Fabrizio De André è con ogni probabilità il cantautore italiano alla cui opera sono stati dedicate più pubblicazioni, di natura biografica, letteraria, critica (finanche filologica). Lo testimoniano efficacemente gli scaffali del comparto “Musica” dei bookstore: ma a considerare i testi di narrativa che da De André hanno mutuato il titolo o l’ispirazione per qualche personaggio il calcolo rischia di assumere proporzioni ancor più notevoli. Non è perciò un caso che il gruppo di scrittori di “Undiciparole“, che già in passato avevano partecipato ad antologie di racconti tematiche pubblicate nella collana Lab di Giulio Perrone, abbiano scelto la produzione poetica e musicale di De André come fil rouge della loro ultima raccolta,A forza di essere vento (pp. 194, euro 15).

Tra i venti autori dei racconti, ognuno dei quali ispirato a un brano del cantautore genovese, ci sono anche tre donne pugliesi. Dirce Scarpello, in Gli occhi di un uomo che muore, si confronta – come il titolo suggerisce ai più attenti estimatori di De André – con La guerra di Piero, uno dei suoi brani più noti in assoluto. Piero è il narratore e al tempo stesso un giovane (as)soldato al centro di una guerra di mala alla periferia di Bari: è convincente la trasposizione della trincea insieme a quella dei dettagli dello sfondo (ad esempio il «campo di grano» diventa, opportunamente, un canale di scolo zeppo di rifiuti). «Morire di maggio» diventa cosa «da stronzi», proprio «quando devono fare i fuochi da San Nicola».

Lucia Sallustio, della quale abbiamo segnalato pochi giorni fa il suo racconto d’esordio, La fidanzata di Joe, riprende lo spunto offerto da un brano della Buona NovellaTre madri, per mettere in scena il dolore di una madre affogato nel ricordo di un figlio. I versi del brano di De André riecheggiano con sempre maggiore costanza man mano che il racconto, avvicinandosi alla conclusione, disvelerà il destino di un figlio che è «figlio nel sangue, figlio nel cuore». Solo a lettura conclusa si comprenderanno davvero, nella loro forza evocativa, le parole: «Ma più di te muore tua madre».

Infine, la giovane tarantina Monica Mezzi si confronta con un pezzo dell’album Anime salveDolcenera, declinandolo in forma metaletteraria scegliendo come protagonista del racconto uno scrittore, alle prese al tempo stesso con l’invenzione narrativa e con un amore non corrisposto. L’esondazione di un fiume sommerge, con la città, anche le speranze per un amore «dal mancato finale, così splendido e vero da potervi ingannare».

Stefano Savella

http://www.puglialibre.it/2011/09/a-forza-di-essere-vento-perrone-lab/